Caffè Tè spezie e miele rafforzano le difese immunitarie

Sabrina CarboneThé, café, épices, miel : ils renforcent les défenses immunitaires

Tè e caffè: stimolano e forse proteggono
Derivato dai semi di un arbusto originario dell’Etiopia, il caffè è la bevanda “stimolamte” più diffusa al mondo. La sua principale sostanza attiva è la caffeina. Una tazza di caffè filtrata ne contiene circa 115 mg. Ma è anche presente nel cacao (45 mg per 30 g di cioccolata fondente), e nel tè, dove è chiamata teina (45 mg in una tazza). Il contributo massimo quotidiano raccomandato è di 300 mg per una donna e 400 mg per un uomo.

CAFFEINA

È un alcaloide di origine vegetale della famiglia delle methylxanthine che comprende anche la teofillina e la teobromina. Questa molecola stimola il sistema nervoso centrale. Da qualche anno, “la piccola goccia nera” ha suscitato l’interesse degli scienziati nelle loro ricerche sulle malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson) e sui tumori. Studi statistici hanno dimostrato che il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer è inferiore per i consumatori da tre a cinque tazze di caffè al giorno (cioè più delle razioni raccomandate), senza che siano state fornite le vere ragioni. I lavori in laboratorio sono in corso. Nei pazienti colpiti dal morbo di Parkinson, la caffeina rafforza gli effetti del L, un aminoacido precursore della dopamina utilizzata nei trattamenti senza tuttavia migliorare i sintomi. Infine, studi epidemiologici suggeriscono un effetto protettivo del caffè contro alcuni tumori (colon, retto, fegato, pelle, seno, prostata).

FLAVONOIDI

Nel tè, l’infusione dello strato del théier (camelia sinensis), ha l’effetto protettivo di un polifenolo — l’epigallocatechine gallato — nei confronti del cancro, ma soltanto su modelli animali e cellulari e a quantità ben superiori del consumo umano. Notiamo tuttavia che il tè verde è iscritto dal 1996 nella farmacopea francese, raccolta ufficiale di medicine. Il suo consumo è indicato per lottare contro la stanchezza e come additivo nelle diete dimagranti a causa della sua azione diuretica. È meglio tuttavia evitare di consumarlo nel corso dei pasti, poiché i flavonoidi dei quali è pienamente dotato ostacolano l’assorbimento del ferro alimentare. Attenzione anche a non berlo troppo caldo: ogni bevanda bollente aumenta il rischio di cancro della cavità orale, della laringe, della faringe e dell’esofago. Una precauzione che vale anche per il caffè.

Il miele: un antisettico naturale

Oltre 100 piante e fiori sono bottinate nel mondo dalle api per produrre il miele. Tradizionalmente utilizzato come tonico e per lottare contro i mal di gola, questo prodotto conosce un rinnovato interesse da parte dei ricercatori grazie alle sue proprietà antisettiche. I benefici dei prodotti dell’alveare: il miele Per essere conservato, il nettare delle piante, che contiene il 50% di acqua, è deumidificato dalle api grazie a rigurgiti successivi (trophallaxie) fino ad abbassare questo tasso al 17% in media. Questa debole umidità, associata a un forte tasso di zucchero (dal 95 al 99% della materia secca) e ad un pH acido (3,9% in media), impedisce la crescita dei batteri. Questo carattere antisettico è anche legato alla presenza di proteine (inibine) che fermano la proliferazione dei batteri ed attivano le difese che rafforzano l’immunità. In medicina, il miele è dunque utilizzato nel trattamento coadiuvante per lottare contro le ulcere dello stomaco, ma anche per facilitare la cicatrizzazione dei tessuti. Il miele può sostituire lo zucchero raffinato in cucina e apportare minerali (in quantità molto variabile secondo la sua origine) dei quali lo zucchero bianco è libero.

Le spezie: sostituti del sale

Le spezie sono le grandi campionesse della prova Orac (Oxygen radicale absorbance capacity: capacità di assorbimento dei radicali ossigenati), sono state messe a punto una quindicina di anni fa da parte dei ricercatori americani per misurare il potere antiossidante dei prodotti alimentari nell’organismo. Così, il chiodo di garofano ha un punteggio di 314.446 unità Orac per 100 g, la cannella, 267.536 unità e la curcuma, 159.277. Non dimentichiamo tuttavia che il nostro consumo quotidiano supera di rado alcuni grammi.

SALE

Le spezie possono tuttavia essere maggiormente consumate se le sostituiamo al sale. Sono infatti buoni aspiratori di gusto e sono libere dal cloruro di sodio, un elemento che provoca ipertensione e malattie cardiovascolari. Una diminuzione di metà del consumo quotidiano di sale – cioè 5 g invece di 10 come per esempio accade in Francia – permette di ridurre il tasso globale di ictus nella popolazione del 23% e il tasso di malattie cardiovascolari del 17% secondo l’OMS. Infine, il gusto pronunciato delle spezie permette di aumentare il consumo dei prodotti alimentari ricchi di sostanze nutrienti come la frutta e la verdura, che sono meno nocivi dei prodotti grassi, salati e zuccherati preferiti dai consumatori.

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