Il Mare di Aral una ‘pozzanghera’ di sabbia e sale

Sabrina Carboned4c220a2b01ce1eb6b2ee5663438d204_article

Il mare di Aral, che in un tempo è stato un ampio lago dell’Asia centrale, ha ceduto il terreno dinanzi al deserto. Il mare di Aral, che ha subito una riduzione in particolare dal primo decennio degli anni 60, è morto completamente e per la prima volta anche il suo bacino orientale. Nelle immagini pubblicate dalla Nasa, dei 60.000 chilometri quadrati resta solo il 10% della sua superficie. Per valutare meglio la scala della catastrofe, la Nasa ha pubblicato due immagini, riprese il, 19 agosto 2014 e il, 25 settembre 2000. “Questa è la prima volta che il bacino orientale è completamente asciugato nell’epoca dei tempi moderni”, ha dichiarato Philip Micklin, emerito geografo dell’università Western Michigan ed esperto del mare di Aral. “E’ probabile che sia la prima volta che si sia asciugato completamente in 600 anni, a partire dalla essiccazione medioevale associata alla deviazione del fiume Amu Daria verso il Mar Caspio”, ha aggiunto. f974e354e2fbe184d3a5b2ff36b545f9
Secondo Micklin, la causa dell’essiccazione di quest’anno è dovuta alle poche precipitazioni pluviali e nevose nel bacino, che sono iniziate sulle montagne distanti di Pamir. Questo fatto ha radicalmente ridotto il flusso dell’acqua nel fiume Amu Daria, che realizza il lago. Inoltre, grandi quantità d’acqua dei fiumi continuano essere estratte per l’irrigazione. La diga Kok-Aral, che collega il mare di Aral del nord con la parte sud, ha avuto a sua volta un certo effetto positivo sul mantenimento dei livelli dell’acqua, ma quest’anno non è stato un fattore importante per evitare l’essiccazione. Il progressivo essiccamento del lago è cominciato durante gli anni 1950-60. In quel periodo l’Unione sovietica aveva piantato nei suoi dintorni immensi domini di cotone per emarginare la dipendenza dalle importazioni di questo materiale, ma ha solo impoverito i fiumi che affluivano verso il mare Aral. Con il passare di ogni decennio, il mare è scomparso, fino ad essere ridotto ad una pozzanghera di sabbia e sale, una combinazione nociva che contamina l’aria e gli esseri viventi.

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