11 dicembre 1911: Il norvegese Roald Amundsen conquista il Polo Sud

Sabrina Carbone

Nelle prime ore del pomeriggio del, 14 dicembre 1911, l’esploratore norvegese, Roald Amundsen pianta la bandiera del suo paese nella posizione del polo Sud. Tuttavia, per precauzione, chiede ai suoi uomini di solcare i dintorni a sci per tre giorni, in modo da essere certo di essere al polo la cui localizzazione esatta era difficile da ottenere con gli strumenti dell’epoca. Il Norvegese prende anche tempo di inviare un messaggio di congratulazioni ai delegati di Lima per aver dato notizie sul clima prima di issare una tenda – la Polheim – la casa del polo, dove abbandona gli strumenti che potevano essere utili per l’esploratore britannico Robert Falcon Scott che stava percorrendo le sue orme. Gli lascia anche una busta destinata al sovrano norvegese nel caso di un suo decesso sulla strada del ritorno. Tuttavia per ironia della sorte Scott, che ha raggiunto il polo con trentatre giorni di ritardo rispetto al suo rivale, morirà prigioniero nell’Antartico. La cosa più sorprendente in questa incredibile avventura, è che Roald Amundsen supera il polo Sud soltanto in mancanza di meglio. In realtà, fin dalla sua infanzia, il Norvegese aveva accarezzato il sogno di conquistare il polo Nord. Dopo molti anni di sforzi, e in piena preparazione della sua spedizione finanziata dal re della Norvegia viene a sapere tramite una sottoscrizione pubblica, che due americani, Robert Peary e Frederick Cook, lo hanno preceduto. Tanti sforzi ridotti a nulla. Cosa fare dunque? Il suo amico Jean-Louis Étienne gli suggerisce di cambiare il Nord per il Sud, poichè ques’ultimo rimane ancora da conquistare, ma senza temporeggiare, poiché il britannico Falcon Scott aveva già abbracciato la stessa idea. Nel mese di giugno del 1910, Roald Amundsen cambia i suoi piani in gran segreto. Non si affida a nessuno, dal momento che teme che il re e i suoi seguaci non apprezzino questo cambiamento di polo. Ma, soprattutto il pericolo era che Scott poteva accelerare i suoi preparativi. Amundsen quindi nasconde che Scott gli aveva affidato gli strumenti scientifici per effettuare misure al polo Nord. E quando quest’ultimo fa una telefonata per verificare se ha ricevuto gli strumenti, Amundsen non prende neanche la chiamata per non rivelare il suo cambio di piano.decembre-pole-sud-amundsen-2659099-jpg_727981_652x284

Il 14 gennaio 1911, la Fram, (la nave di Amundsen prestata dall’esploratore Nansen) penetra nella baia delle balene sull’Antartico. Immediatamente a terra, Amundsen elabora il suo campo di base. Ha soltanto un’ossessione in testa: battere in velocità Scott, che era già arrivato una decina di giorni prima a Ross Island. Appena arrivati, i Norvegesi vedono una vela apparire all’orizzonte, è quella di Terra Nova che era ripartita per mettersi al riparo dopo aver depositato Scott. I marinai inglesi sono sorpresi di scoprire i Norvegesi in quel posto, dal momento che li credevano dal lato opposto del continente. La sorpresa è tanto più cattiva in quanto il campo di Amundsen è più vicino al polo di cento chilometri rispetto a quello di Scott.  Il 14 dicembre, verso le ore 15, la spedizione norvegese è la prima a raggiungere il polo Sud. Amundsen è alleviato. Infine, ha conquistato il suo polo. Tre giorni più tardi, i cinque Norvegesi iniziano il loro giro di ritorno. Riacquistano il loro campo di base il, 25 gennaio 1912, dopo 99 giorni di marcia. Senza lasciare tempo ai suoi uomini di prendere fiato, Amundsen lascia la baia delle balene a bordo dello Fram, il 30 gennaio. Era ossessionato di divulgare la notizia della sua vittoria. Infine, il 7 marzo, la nave raggiunge Hobart, da dove Amundsen invia molti telegrammi che annunciano il suo trionfo. Fin dal giorno dopo, invia la relazione completa della spedizione al Daily Chronicle di Londra, che gli ha comperato i diritti esclusivi. La sua impresa solleva l’entusiasmo ovunque nel mondo, anche se la sua menzogna lascia un gusto amaro in bocca di alcuni. In Gran Bretagna certamente, la patria di Scott, ma anche in Norvegia.

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