Omaggio a Joe Cocker: Il cantante ci ha lasciato per sempre lo scorso 23 dicembre

Sabrina Carbone

Il cantante del soul e del rock, Joe Cocker è deceduto il, 23 dicembre, all’età di 70 anni a seguito di un cancro al polmone. Resterà per sempre impressa questa immagine culto della sua interpretazione ”With A Little help From My Friends” al festival di Woodstock nel 1969. Ma Joe Cocker, non è soltanto questo.10-choses-que-vous-ignorez-surement-sur-le-rockeur

Una prima parte con i Rolling Stones nel 1963

Se vogliamo conservare un’immagine di Joe Cocker, certamente bisogna ricordare il mitico live al festival di Woodstock nel 1969. Alcuni melomani considerano del resto questa data come l’elemento fondatore della sua carriera. Tuttavia, un’altra prestazione, meno conosciuta, ha avuto un’importanza capitale nella vita del cantante. Nel 1963, l’inglese passa in un gruppo compatriota in piena ascensione e concentrato a conquistare il mondo: The Rolling Stones. E’ a Sheffield che, Joe Cocker, allora capo del gruppo Vance Arnold & The Avengers, decide di lanciarsi da solo alcuni mesi più tardi.

Sheffield piazzaforte trascurata della musica inglese

Joe Cocker proviene dunque da Sheffield. Meno conosciuta di Manchester, di Liverpool o anche di Bristol, questa città è tuttavia una roccaforte della musica inglese. Artisti come i gruppi Arctic Monkeys, Pulp, Human League, Def Leppard o anche Cabaret Voltaire hanno cominciato proprio da questa città. Sheffield è anche un alto luogo della musica elettro. Nel corso della sua vita, Joe Cocker non ha mai cessato di rendergli omaggio, in particolare con il suo ottavo album, “Sheffield Steel”, uscito nel 1982.

L’influenza skiffle

Passata quasi inosservata in Francia, la musica skiffle è sorta negli Stati Uniti intorno agli anni ’20 del secolo scorso. Nel 1955, fa un grande come-back popolare tra i giovani inglesi, sotto una forma modernizzata. Molti musicisti rock dell’epoca hanno cominciato la loro carriera suonando skiffle, in particolare Joe Cocker con il suo quasi primo gruppo, The Cavaliers. L’altro gruppo inglese mitico per avere cominciato con la musica skiffle, nel 1956, non è altro che il più famoso dei gruppi al mondo: The Beatles, che al tempo si chiamava, The Quarrymen. Oggi completamente scomparso dagli schermi, questa musica ha tuttavia influenzato una parte immensa dei musicisti della british invasion.

Il periodo Giamaicano

Come Serge Gainsbourg, i Rolling Stones o Johnny Nash, anche Joe Cocker ha avuto per un certo periodo la passione per la musica giamaicana. Ha registrato molti album a Kingston, capitale dell’isola, tra questi “Stingray” (1976) e “Sheffield Steel” (1982). Su quest’ultimo brano, il celebre cantante reggae Jimmy Cliff garantisce del resto i cori. Durante questo periodo, Joe Cocker conquista i giamaicani Sly & Robbie o anche The Stuff, importanti gruppi locali di allora.

Legato definitivamente ai Beatles

Joe Cocker resterà sempre legato ai Beatles, sia per aver ripreso il loro titolo ”With A Little help From My Friends”, ma anche con la canzone, meno conosciuta, ”I’ll Cry Instead”. Questa canzone è d’altra parte il primo singolo di Joe Cocker, uscito nel 1964 appena dopo la sua firma con l’etichetta Decca. Questa casa di discografica è in parte conosciuta per avere prodotto i Rolling Stones, ma anche per avere concesso un’audizione ai Beatles prima di riadattarli, commettendo allora ciò che è ancora considerato uno dei più grandi errori della musica moderna. Poiché Decca non aveva messo sotto contratto i Beatles, la casa discografica lasciava i suoi artisti (Joe Cocker o i Rolling Stones in particolare) riprendere le loro canzoni. Una volontà di recuperare il colpo che è in gran parte andato a vantaggio di Joe Cocker.

Voci sulla parentela con Jarvis Cocker

Non bisogna confondere Joe Cocker e Jarvis Cocker. Il secondo è il cantante del gruppo inglese Pulp, originario della città di Sheffield. Pulp ha conosciuto il successo in occasione dell’esplosione della britpop (Oasis, Blur, Sueda, Elastica) all’inizio degli anni 1990. Attualmente, una fonte ha, tra virgolette, lasciato a intendere che il capo del gruppo e Joe Cocker avevano legami di parentela. Questa notizia prende un certo margine di verità dal momento che il padre di Jarvis Cocker, era Dj su una radio australiana, e ha ammesso che Joe Cocker era suo fratello. Lo scherzo era stato preso seriamente da un buon numero di giornalisti, ma i due artisti hanno comunque spesso smentito questa informazione.

Jimmy Page scommette su alcune delle sue prime registrazioni

Jimmy Page è senza dubbio uno dei più grandi chitarristi della storia del rock. Capo del gruppo inglese, Led Zeppelin creato nel 1968, è stato primo chitarrista di studio per molte etichette. Alcuni interventi con la sua chitarra li possiamo trovare su alcuni titoli di Joe Cocker come ”I’ll Cry Instead”, ”With A Little help From My Friends”, ”Bye Bye Blackbird”, ”Sandpaper Cadillac” o anche ”Marjorine”. Rimasti amici, i due musicisti si sono del resto ritrovati numerose volte sulla scena.

La sua lista delle sue canzoni preferite

Amare Joe Cocker, significa anche conoscere la lista delle sue canzoni preferite. L’ha elaborata all’inizio degli anni 2000 per la BBC radiofonica 2. Contiene i seguenti titoli: ”Respect” di Aretha Franklin, ”Rock Island Line” di Lonnie Donegan, ”All Along The Watchtower” di Jimi Hendrix, ”Rag Mama Rag” di The Band, ”Layla” di Derek & The Dominos, ”I’m Your Hoochie Coochie Man” di Muddy Waters, ”Bridge Over Troubled Water” di Simon and Garfunkel, ”Forty Thousand Headmen” di Traffic, ”Let’s Get it on” di Marvin Gaye e ”Whole Lotta Shakin” di Jerry Lee Lewis.

Non è Woodstock senza Joe Cocker

Joe Cocker ha segnato il più famoso festival della storia della musica: Woodstock 1969. Numerosi progetti sono stati lanciati per riprodurre questo evento, in particolare dal suo fondatore Michael Lang, allo scopo di far rivivere la magia del 1969 riunendo artisti presenti in occasione dell’edizione originale. C’è stato il festival Riviera 76 a Castellet, in Francia, Woodstock in Europa nel 1979 (con Arlo Guthrie e Richie Havens) o anche Woodstock ’94 nel 1994 (con Country Joe McDonald e i Santana). Joe Cocker è stato uno di tutti questi tentativi. Al Riviera 76, mentre era in testa al manifesto, crolla sulla scena al termine di due canzoni, ubriaco. Nel 1976, Joe Cocker passa al famoso show americano Saturday Night Live sulla NBC. Interpreta il suo titolo ”Feelin’Alright”. Uno degli umoristi abitué della trasmissione non è altro che John Belushi, famoso per i suoi numerosi sketch e film, in particolare The Blues Brothers, nel quale tiene uno dei due ruoli principali. Durante la canzone, Belushi si mette accanto a Cocker e lo imita, e riproduce i suoi molti tic. La loro prestazione è rimasta negli annali della televisione americana.

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