Non è il QI che rende una persona un genio

Sabrina Carbone

French Philosopher Jean Jacques RousseauI grandi nomi della scienza o delle arti come Copernico o Rembrandt non avevano forzatamente un alto quoziente intellettuale (QI). Tuttavia il genio non può esistere senza la creatività propria di una personalità fuori la norma. L’esclusivo club Mensa, che accoglie soltanto persone con il quoziente intellettuale (QI) superiore a 135 punti (2% della popolazione, essendo la media a 100), non avrebbe aperto le sue porte a Copernico, e neanche a Jean-Jacques Rousseau o a Rembrandt. Il loro QI infatti è stato valutato soltanto attorno ai 130 punti. In compenso, Blaise Pascal (180), Newton (160), Mozart (150) sarebbero stati ammessi come anche Darwin (140). Molti credono ai lavori di Dean Keith Simonton e di Anna Song, psicologi dell’università della California che hanno rivisitato lo studio di una psicologa americana della scuola di medicina di Yale, Catharine Cox, che risale al 1926. Fondandosi su un’ipotesi che enuncia che il genio adulto è il frutto di un’alta intelligenza infantile, la psicologa aveva iniziato a studiare a posteriori il QI degli uomini e delle donne famosi. A partire dai dati biografici sul loro sviluppo intellettuale, aveva applicato la formula seguente: QI = rapporto dell’età mentale sull’età reale x 100, che corrispondeva più o meno ai risultati del classico test QI messo a punto da Alfred Binet nel 1905. Allora la psicologa aveva ottenuto punteggi che battono tutti i record: Pascal (195), Copernico (160), Newton (190) Mozart (165), Darwin (165) Rousseau (150).

La personalità di ciascuno è determinante

Dean Keith Simonton e Anna Song hanno rifatto i calcoli a partire dagli archivi di Cox con un’altro metodo, più affidabile, e hanno ottenuto punteggi inferiori. ”Il genio propriamente detto non ha inevitabilmente un alto QI”, hanno concluso le indagini. Anche se un minimo è necessario. Così ”un QI di 120 circa è indispensabile per la creatività”, ha affermato Todd Lubart, psicologo all’università Descartes di Parigi. ”Tuttavia, il punteggio oltre i 140 non esercita nessuna influenza”. A cagione di ciò, un gruppo austriaco dell’università di Graz guidato da Emanuel Jauk (Intelligenza, 2013) ha sottoposto 297 persone alla prova del QI, del potenziale creativo e a un questionario di compimento (letterario, musicale). Risultato: Nessun QI minimo è necessario per essere compiuto. In compenso, quando si osserva l’originalità media dell’insieme delle idee di ogni persona in funzione del QI, esiste una soglia, intorno a 120, dove sono ottenuti i migliori punteggi (vedere il diagramma).13561541 Inoltre, l’intelligenza non svolge nessun ruolo. Sono le caratteristiche della personalità che diventano le più premonitrici della creatività.

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