Il mito del vello d’oro può avere una base storica

Sabrina Carbone

102997_2Un gruppo di scienziati è giunto alla conclusione che il mito greco di Giasone e degli argonauti, che remarono verso la costa orientale del Mar Nero per trovare il vello d’oro, può avere una base storica. Alcuni geologi hanno trovato prove che la zona montagnosa di Svanetia (nel nord-ovest della Georgia) era Colchide, il regno ricco d’oro della mitologia greca alla ricerca del quale erano partiti Giasone e gli argonauti. Gli scienziati pensano che la regione di Svanetia faceva parte di questo regno prosperoso, che è esistito tra i secoli VI e I prima di Cristo, e che i suoi abitanti utilizzavano pelli d’agnello per estrarre il prezioso materiale dai letti dei fiumi. A. Okrostsvaridze, geologo e docente presso l’Universita di Stato, Ilia di Tiflis, la capitale georgiana, sostiene che il mito di Giasone e degli argonauti può riguardare una reale spedizione verso la costa orientale del Mar Nero che aveva lo scopo di trovare il vello d’oro. Una serie di studi che rivelano alcune informazioni sulle tecniche di estrazione dell’oro hanno permesso loro di arrivare a questa conclusione. Okrostsvaridze e molti altri scienziati credono che gli abitanti della zona coprivano il fondo dei letti sabbiosi dei fiumi di montagna con shearling d’agnello come setaccio per filtrare le loro acque. Facendo uscire le pelli del fondo del fiume, queste erano coperte di pepite d’oro che erano state raccolte. Questa tecnica non è altro che una variante della tecnica abituale di filtraggio, impiegata in tutto il pianeta per cercare l’oro nei fiumi. ”Crediamo che le nostre ricerche sui letti sabbiosi dei fiumi della zona e la presenza in quest’ultimi dell’oro dimostrino che Svanetia era ‘un paese ricco del nobile metallo’ come cita la mitologia greca”, ha spiegato lo scienziato georgiano al periodico ‘The Daily Mail’.

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