Il Machu Picchu eletto destinazione turistica del 2015

Sabrina Carbone

La rivista National Geographic, in riferimento al mondo dei viaggi, ha eletto l’area archeologica Inca, in Perù, ”la destinazione dell’anno 2015”. Scopriamo insieme il famoso Machu Picchu. ”Viaggiatori, della cima di queste montagne, state contemplando due secoli di storia”. Parafrasare la famosa frase di Napoleone Bonaparte sulle piramidi egiziane per parlare del Machu Picchu può sembrare che si voglia osare. Mentre i faraoni egiziani si sono succeduti per oltre quaranta secoli, l’evoluzione degli Inca è durata qualche centinaio d’anni. Ma, hanno lasciato una traccia duratura nella storia grazie ai monumenti come quest’ultimo. Rimasto a lungo sconosciuto al grande pubblico, il Machu Picchu è stato scoperto all’inizio del XX secolo da Hiram Bingham. Questo esploratore americano, considerato come una delle ispirazioni del personaggio di Indiana Jones, era all’epoca alla sua terza spedizione nelle Ande. Nonostante il terreno infortunato, l’altitudine, il clima e la densa vegetazione, era riuscito ad eseguire la cartografia della maggior parte della zona, a trovare molte parti archeologiche e soprattutto a identificare le principali vie d’accesso al luogo.Image-1024-1024-80762

Sul cammino degli Inca

Ancora oggi utilizzato, costituisce, per i dilettanti di trekking, una opportunità unica da scoprire durante il percorso che conduce alla cittadella. Un parigino che ha fatto il percorso lo scorso mese di ottobre scrive: ”paesaggi splendidi e una esperienza incomparabile. Ci si trova in mezzo alla natura, e alla storia” con circuiti da 2 a 5 giorni e da 12 a 58 chilometri, questa via può essere perocorsa soltanto da 500 persone al giorno. Ma non è tutto: 2,6 milioni di persone hanno visitato questo posto nel 2014. Per arrivare allo storico Santuario di Machu Picchu, la maggior parte usa i mezzi di trasporto. Un autobus, innanzitutto, da Cusco, la vecchia capitale inca, fino alla città di Ollataytambo; quindi un treno fino a Aguas Calientes, la città situata a piedi della zona.Image-1024-1024-80756

Scoprire il luogo al sorgere del sole

Una volta arrivati sul posto, la prima vista che appare ai vostri occhi è anche la più nota. Il monte Machu Picchu e la Casa del custode nelle vostre mani, il sito archeologico ai vostri piedi e Wayna Picchu di fronte. L’occasione ideale per scattare la vostra prima fotografia. Per evitare la folla e scoprire la zona al sorgere del sole, numerose persone dormono a Aguas Calientes e percorrono alle prime ore dell’alba gli ultimi chilometri del cammino degli Inca. Corentin un bretone di 20 anni, che ha visitato il posto ad agosto, ha osservato: “Conviene andare presto la mattina, il posto è splendido, e c’è veramente tanta gente durante il giorno”. Se preferite finire l’ascensione in autobus e dunque arrivare più tardi, dovrete certamente pazientare un pò per scattare questa famosa fotografia. Una guida vi porterà alla scoperta delle rovine che sono ai vostri piedi. Tra i principali elementi della visita, sono da menzionare: il Tempio del condor o anche Intihuatana (il posto d’attracco del sole). Il primo è decorato con una testa splendida di un condor, uno dei principali animali delle credenze Inca, il secondo ai passi di meridiana serviva agli Inca per prevedere i solstizi e dunque adattare il ritmo delle culture.

Una regione ricca di siti archeologici

Più avanti, c’è l’inevitabile posto incoronato, circondato da tre splendidi edifici: il tempio dalle tre finestre, il tempio principale e la casa del grande sacerdote, che offre una splendida vista sulle montagne coperte di neve della cordigliera di Vilcabamba, ubicata a Espiritu Pampa, l’ultima città persa degli Inca, scoperta nel 1980. Il posto è meno famoso rispetto al Machu Picchu, ed è molto complicato accedervi, poiché un trekking molto esperto impiega dai 4 ai 9 giorni per arrivarci. Invece sono più accessibili, molti siti archeologici che sono una deviazione nella Valle incoronata. Tra questi, le saline di Salinas costruite ai lati della montagna o anche le colture a terrazzo di Moray dotate di microclimi multipli le quali sono illustrazioni perfette della cultura ricca degli Inca.

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