Risultati annuali delle imprese francesi del CAC 40

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La stagione dei risultati annuali delle imprese francesi del CAC 40 è stata inaugurata in un contesto di debole visibilità. Inizialmente con il ritorno delle preoccupazioni che riguardano la salute della zona euro. La buona performance delle prestazioni nel terzo trimestre doveva tuttavia garantire le attività delle imprese dell’indice di riferimento parigino nel 2014: il 70% pubblicava profitti in rialzo in questo periodo e la maggior parte aveva confermato o rilevato i loro obiettivi annuali. Sulla base delle anticipazioni del consenso Factset, erano previsti 70,3 miliardi di euro di utili netti accumulati, un aumento di oltre il 32% rispetto al 2013. Una cifra che stupisce, dal momento che il contesto economico non è migliorato in Europa. Certamente, c’è stato il ribasso dell’euro iniziato all’inizio di luglio che ha ridotto l’impatto degli effetti del cambio. Ma il fenomeno sarà soprattutto visibile nel 2015.

I top e i flop del 2014

Un effetto di base molto favorevole spiega il rimbalzo atteso dei risultati del CAC 40. Non dobbiamo dimenticare, il GDF Suez e i suoi 14,9 miliardi di euro di deprezzamenti, ma anche la ArcelorMittal e la Bouygues che, sotto il colpo di importanti misure, hanno terminato il 2013 in rosso. Nel 2014, queste tre imprese si sono ricollegate al loro utile netto. E con il forte aumento di quest’ultimo, tre altri valori si sono distinti: Accor, Renault e Saint-Gobain per i quali il bond ha fatto un salto di oltre il 100% dell’utile netto. Quanto all’Alcatel-Lucent, se resterà il solo rappresentante dell’indice parigino in rosso, dovrà dividere le sue perdite quasi per sette, in attesa del ritorno all’utile netto nel corso del 2015. La BNP Paribas al contrario, ha accolto con freddezza l”ammenda americana di 8,97 miliardi di dollari che gli è stata inflitta nel mese di giugno dagli Stati Uniti facendo cadere il suo utile netto a poco più di 133 milioni di euro, evidenziando infine un ribasso del 59% considerando il risultato della Vivendi. Una cifra inattesa: non soltanto, il risultato del 2013 era gonfiato dalla plusvalenza della cessione della Activision Blizzard ma quello del 2014 ha beneficiato di quelle della SFR e della Maroc Telecom.

L’euro e il petrolio al menù

Se i risultati precedenti sono stati importanti, l’attenzione del mercato riguarderà soprattutto le prospettive che evocheranno le imprese per il 2015. Il ribasso dell’euro dovrà costituire uno degli elementi favorevoli mentre i conti hanno fortemente risentito lo scorso anno dell’impatto negativo degli effetti del cambio. Tuttavia usufruiranno quest’anno di una base di raffronto molto favorevole. L’altro elemento chiave di questa stagione è la caduta brutale dei prezzi del petrolio. Un andamento positivo per le imprese che utilizzano questa materia le quali vedono ridotti i loro costi energetici, mentre per quelle aziende i cui profitti dipendono direttamente dal prezzo al barile non sarà una situazione allegra. La Total è la prima azienda interessata le cui previsioni per il 2015 hanno ricevuto un duro colpo. Il consenso non prevede più un ribasso del 4% dell’utile netto per azione ma circa il 14%. Una cosa è sicura: questa stagione continuerà a nutrire la volatilità dei corsi.

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Sabrina Carbone Traduttore

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