I Molluschi mostrano la via per l’autocicatrizzazione in ambienti acquosi

Sabrina Carbone per SEBAL

IS09AK9USIl mitilo grazie al suo poter adesivo fuori dal comune, ha ispirato una équipe di scienziati americani. Questo articolo è stato estratto da un dossier che porta il titolo ”Esseri che si rigenerano da soli” pubblicato sul nr.816 di science et avenir. Molto spesso questi essere sono capaci di autorigenerarsi in ambienti secchi, mentre perdono le loro proprietà una volta bagnati. È imbarazzante se parliamo di rivestimenti di piattaforme petrolifere offshore o di impianti medici. La soluzione? Forse può darcelo il mitilo, le cui prodezze adesive hanno ispirato un gruppo di scienziati dell’università di Santa Barbara, in California (Stati Uniti).

Catecoli ”ai piedi”

Questo mollusco è infatti capace di attaccarsi con determinazione a un’ampia varietà di superfici – rocce, metalli e lo stesso Teflon – grazie a gruppi chimici chiamati catecoli, presenti nelle proteine del suo ”piede”. I ricercatori americani hanno depositato uno strato di molecole che possiedono tali gruppi chimici alla superficie di un polimero simile al Plexiglas. Quando questo strato in seguito è stato esposto con degli intarsi, in un ambiente acquoso, le molecole dell’acqua sono entrate in contatto con i catecoli che “si erano in quel momento prodotti” chimicamente. Il meccanismo all’origine della autocicatrizzazione non è ancora bene noto, ma sembra che i catecoli abbiano stabilito un grande numero di legami di idrogeno tra i bordi intaccati, che si sono risaldati in 20 minuti. Lo strato superficiale ha trovato così la sua struttura molecolare iniziale, e questo processo può essere ripetuto numerose volte.

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