Giornata mondiale contro il lavoro minorile

Sabrina Carbone per SEBAL

Sono quasi 200 milioni i bambini nel mondo che sono forzati a lavorare in condizioni spesso pericolose. La persistente povertà e la clandestinità possono alimentare le situazioni di sfruttamento sessuale. Il lavoro minorile è considerato dall’organizzazione internazionale come una delle forme peggiori di lavoro, e lo sfruttamento sessuale dei bambini imperversa sui cinque continenti anche se esiste un arsenale di leggi nazionali e internazionali. Ogni anno, circa 2 milioni di bambini sono vittime di sfruttamento sessuale a fini commerciali.

Identificare le vittime

In casi di prostituzione, di tratta a fini sessuali, o anche, di sfruttamento sessuale nei viaggi e nel turismo, i figli vittime delle forme peggiori di lavoro sono molto spesso isolati e non hanno nè accesso alla giustizia e neanche al servizio di assistenza sociale all’infanzia. Oltre alla predisposizione di politiche di accesso all’istruzione e per la riduzione della povertà, è vitale poter identificare le vittime e condannare coloro che commettono reati di abuso sessuale. Di conseguenza, la rete di associazioni ECPAT (End Child prostitution And Trafficking), in collaborazione con l’Interpol, l’Europol e gli agenti della polizia nazionale, mettono a disposizione dei viaggiatori e dei turisti una piattaforma di descrizione in linea ai potenziali casi di ricorso alla prostituzione dei bambini all’estero.

Le vacanze estive: un periodo delicato

1466036_675923509118682_1633772140_nIl numero dei turisti internazionali durante il periodo che va da giugno a agosto rappresenta ogni anno un terzo del totale dei flussi turistici. Per quanto riguarda la prostituzione dei bambini, poichè molti sono presenti in numerose destinazioni, è necessario intensificare gli sforzi per sensibilizzare l’impatto negativo dello sfruttamento sessuale sui bambini. Un contesto festivo, una sensazione di anonimato e ”un’offerta” abbondante la cui età non è esplicitamente annunciata sono alcuni fattori che possono favorire un passaggio all’atto non premeditato da parte di turisti asociali o malevoli. Se l’impunità di coloro che compiono abusi resta predominante, in parte è a causa del numero poco importante di descrizioni riferite alle autorità competenti. La vera sfida della piattaforma di descrizione creata dall’ECPAT è quella di generare ”un riflesso civico” da parte dei testimoni allo scopo di poter dare assistenza ai bambini in casi di prostituzione.

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