Scoperta in Egitto una stele contemporanea a quella di Rosetta

Sabrina Carbone tradotto per SEBAL

La stèle découverte sur le site de Taposiris Magna, à 45 kilomètres à l?ouest d?Alexandrie (Égypte).
La stèle découverte sur le site de Taposiris Magna, à 45 kilomètres à l?ouest d?Alexandrie (Égypte).

Rinvenuta a Taposiris Magna, a ovest di Alessandria d’Egitto, la stele, la cui data risale al regno di Tolomeo V porta incise delle linee, di cui una ventina sono sotto forma di geroglifici, mentre le altre sono in scrittura demotica.

RARISSIMA

La celebre stele di Rosetta è nota soprattutto, attraverso i manuali scolastici, e risale al II secolo A. C. e aveva permesso a Champollion di decifrare per la prima volta i geroglifici egiziani nel 1822. Ma ecco che un’altra stele, incisa due anni più tardi e dedicata allo stesso faraone, è emersa dalla sabbia. Una scoperta rarissima. È stata rinvenuta sul sito di Taposiris Magna, a 45 chilometri a ovest di Alessandria (in Egitto) e si trova nel cuore dell’antico e vasto complesso di templi dedicati a Osiris e a Isis che sono oggetto di studio a partire dal 2005 dell’archeologo domenicano, Kathleen Martinez. La stele è alta 1, 5 m, larga 0,65 m ed è spessa 18 cm. Risalente al settimo anno del regno di Tolomeo V (204-180 A. C.), sovrano della dinastia tolemaica (dei discendenti macedoni di Alessandro il Grande 323 A. C.), questa stele misura 1,5 m di altezza, 0,65 m di larghezza e 18 cm di spessore. E’ possibile distinguere una successione di linee incise in due scritture diverse (contro tre per la stele di Rosetta). Circa venti sono sotto forma di geroglifici e cinque in scrittura demotica. Ricordiamo che i geroglifici costituivano la scrittura incoronata, che miravano a imitare la lingua degli dei, e erano leggibili soltanto ”dall’elite dell’elite” degli egiziani colti. Per quanto riguarda la scrittura demotica, è una scrittura corsiva corrente, più accessibile, e derivata da questi stessi geroglifici.

CARTIGLI

Il Ministro egiziano dei beni culturali, Mahmoud Mohamed Eldamaty, che ha rilasciato una dichiarazione ufficiale su questa scoperta, ha riferito che molti nomi presenti all’interno dei cartigli (simboli che contengono i patronimici reali) sono stati fin ad ora identificati sul testo ancora in corso di traduzione: quello del faraone Tolomeo V Epifane, come anche di Tolomeo IV Filopatore (suo padre), Arsinoe III (sua madre) e Cleopatra I (sua sorella-coniuge), da non confondere con la famosa Cleopatra VII (69-30 A. C.), amante di Cesare e di Marco Antonio. L’ultima regina d’Egitto. ”Questi documenti contenuti su supporto monumentale come la stele, o a volte contenuti su pareti, o all’entrata dei templi, avevano il vantaggio di essere insensibili all’incuria del tempo, come invece poteva esserlo un papiro, e avevano soprattutto lo scopo di sacralizzare e perpetuare gli atti fondamentali del potere, ha spiegato l’egittologo francese, Pascal Vernus. Così, quando il testo era giudicato poco interessante dalla popolazione egiziana, bastavano due versioni: una in scrittura geroglifica e l’altra in demotica, come è successo dunque con la stele di Taposiris Magna”. La stele di Rosetta, era scritta anche in greco, nella parte inferiore, poiché si rivolgeva anche all’amministrazione e alla popolazione greca che viveva all’epoca in Egitto. Poiché la sua famosa gemella, la stele di Taposiris Magna, è un’iscrizione commemorativa, certamente sigillava atti fondamentali del potere. La sua traduzione permetterà di saperne più.

Annunci