Come il sole disperde l’atmosfera su Titano

Sabrina Carbone ha tradotto per SEBAL questo articolo preso da questo link Science et Avenir

Il vento polare che soffia su Titano e plasma la sua atmosfera è molto simile a quello osservato nelle regioni polari sulla Terra.

L'atmosphère de Titan au-dessus du pôle nord.
L’atmosphère de Titan au-dessus du pôle nord.

ATMOSFERA

Titano, è un satellite naturale che orbita intorno a Saturno, ed è stato sorvolato a riprese multiple dalla sonda Cassini. Questo fly-by ha rivelato un paesaggio fatto di colline, di laghi e di mari irrorati da precipitazioni di idrocarburi e circondati da un’atmosfera densa ”composta soprattutto da azoto e metano con una pressione superiore al 50% rispetto alla superficie terrestre”, ha spiegato André Coates del Mullard spacescience laboratory a Londra. Tuttavia questa atmosfera ha delle fughe: ”la sonda Cassini ha rivelato, che da alcuni anni, Titano perde, senza motivo, circa sette tonnellate di idrocarburi e di nitrili tutti i giorni. Il nostro studio spiega infine quello che avviene”, ha aggiunto la stessa fonte.

Una delle stelle più simili alla Terra

Il suo lavoro pubblicato sul Geophysical Research Letters spiega che la perdita di atmosfera su Titano è causata da un vento polare alimentato da una interazione tra la luce del sole, le molecole presenti nell’alta atmosfera del satellite e il campo magnetico di Saturno. Anche se Titano è dieci volte più lontano dal sole rispetto alla Terra, la sua eterosfera è tuttavia colpita dalle particelle solari. L’interazione tra queste ultime e la ionosfera genera la produzione di fotoelettroni con polarità negativa, e i quali posseggono un’energia specifica e sono stati rintracciati dallo spettometro CAPS installato a bordo della sonda Cassini.

CAMPO MAGNETICO

La sonda Cassini ha identificato dei fotoelettroni nella ionosfera di Titano e lungo le linee del campo magnetico che provengono da Saturno. In effetti, Titano non possiede dei campi magnetici propri ma viene irrorato da quello di Saturno che forma attorno a lui una struttura che ricorda la coda di una cometa. I fotoelettroni generano un campo elettrico che attira le molecole dell’atmosfera lungo questa coda che è simile a una cometa magnetica. Questo fenomeno, chiamato vento polare, è stato osservato soltanto sulla Terra a livello dei due poli (da cui prende il nome) dove le linee del campo magnetico terrestre sono aperte. Poichè Titano non possiede il suo campo magnetico, il fenomeno ha luogo su ampie regioni, e non soltanto vicino ai poli. Quindi è questo vento polare il responsabile della fuga della sua atmosfera. A giudizio degli astronomi questo fenomeno può riprodursi anche su Marte e Venere, i due pianeti più simili alla Terra. Tutto ciò consolida l’idea che Titano, nonostante la sua distanza, la sua chimica basata sugli idrocarburi e il suo status di luna, sia uno dei satelliti più simili alla Terra mai osservati, hanno concluso gli autori.

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