Alla scoperta di Baku, la capitale dell’Azerbaijan

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company centro traduzioni fonte Huffpostmaghreb

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”Siete la prima persona che conosco e che si reca in Azerbaigian!”, ha esclamato il mio agente assicurativo con tono entusiasto. Per il professionista del turismo, la città di Baku è una destinazione certamente più originale di Cuba. Ma resta il fatto che, se optate per questo paese di 9,5 milioni di abitanti, può darsi che i vostri genitori e amici rispondano: ”Azer… che?”
Sarà dunque utile stabilire alcune comparazioni per meglio individuare questo paese sconosciuto.

La piccola Turchia: Affacciato sul Mar Caspio, l’Azerbaigian è un paese al 95% musulmano ma risolutamente laico, dove la gente parla sia il russo che l’azero (a volte chiamato azero-turco). Come Istanbul, Baku può essere un vanto sia dell’Europa che dell’Asia.

L’altro versante del Caucaso: L’Azerbaigian è un paese con una notevole diversità culturale e geografica. I Giochi olimpici nell’inverno del 2014 hanno contribuito a far conoscere il versante occidentale di questa regione montagnosa, ma dovete sapere che Baku è risolutamente determinata a superare Sochi sul piano degli eventi sportivi.

Il primo paese dell’oro nero: Sfruttato dal punto di vista commerciale nel Mar Caspio da un secolo e mezzo, il petrolio ha fatto la fortuna dell’Azerbaigian allora guidata e messa sotto tutela dell’URSS nel 1920. Diventata indipendente a partire dal 1991, ”il paese del fuoco” ha potuto nuovamente approfittare della sua manna petrolifera e offrirsi dei brillanti grattacieli. Ma attenzione: tutto quel che brilla non è Dubai. Non siamo in un emirato che prova a procurarsi una cultura, ma in un paese dalle tradizioni ricche e autentiche.

Una encomiabile architettura

La prosperità ritrovata dell’Azerbaigian ha favorito la nascita di musei dalla fine punta tecnologica. Una visita del paese comincerà logicamente da Baku, e più precisamente dal centro culturale Heydar-Aliyev, una spettacolare struttura concepita ”dall’archistar” Zaha Hadid. Questa vetrina inevitabile della cultura nazionale presenta anche delle esposizioni temporanee e un omaggio all’ex Presidente e padre dell’indipendenza del paese, il cui culto della personalità è sempre vivo.
Il Museo nazionale del Tappeto è un altro luogo culturale e architettonico di grande importanza che non bisogna trascurare. Situata nel parco marittimo che delimita il Mar Caspio, questa costruzione ultramoderna si spiega letteralmente sotto i nostri piedi quando si prende la funiculare all’altezza del parco Dağüstü (che ricorda sotto diversi aspetti Montjuic di Barcellona). Sviluppato su tre piani dall’atmosfera accogliente, il Museo nazionale del Tappeto condensa i secoli dell’artigianato locale. L’Iran è soltanto a 320 chilometri da Baku, e quindi sono soprattutto i tappeti tipo persiano che si possono ammirare. D’altra parte, Baku conta molti altri musei più classici.

In termini di architettura moderna, non si può dimenticare le Flame Towers, un insieme di tre grattacieli che ricordano lo stemma della città. Di notte, le Flame Towers si illuminano a volte dei colori della bandiera nazionale, e a volte dei colori che ricordano le fiamme in movimento. Ma in realtà, è tutta la città di Baku che offre uno spettacolo del genere: le costruzioni ricche del viale Neftchiler, che risalgono al primo boom petrolifero (1885-1920), rivelano i loro dettagli sotto un’illuminazione bianca che permette alle recenti costruzioni di distinguersi con delle proiezioni colorate e più creative.

Una città del patrimonio mondiale

Baku è una città di contrasti. Dopo questo bagno di modernità, non rimane che fare una passeggiata nella vecchia città per ammirare la Torre della vergine, i suoi caravanserraglio, le sue fortificazioni e le sue viuzze che risalgono all’epoca medioevale. Inclusa sulla lista del patrimonio mondiale dell’Unesco e in procinto di essere completamente restaurata, la vecchia città annovera numerosi B&B, Boutique hotel e ristoranti tipici. E’ il luogo ideale per bere il tè e per fumare il narghilè – in sintesi rilassarsi dolcemente lontano dal caotico traffico automobilistico.
Per familiarizzare con la complessa storia del Caucaso, non c’è altro da fare che una visita guidata a piedi, che passerà inevitabilmente per il culmine della vecchia città, cioè il palazzo del Chirvanchakhs, piacevolmente restaurato e dotato di impianti multimediali audaci. Detto ciò, è possibile prolungare piacevolmente la visita a piedi muovendosi verso il parco Nizami e le vie pedonali del centro città, accessibili attraversando le fortificazioni del lato nord.

Per tornare indietro nel tempo, è anche possibile fare un giro a 65 chilometri a sud di Baku, in un parco nazionale che appare anche sulla lista del patrimonio mondiale. Essendo sospeso sul Mar Caspio, Gobustan (”il paese delle pietre”) è famoso per i suoi vulcani di fango e le sue migliaia di incisioni rupestri che datano dai 5000 ai 40.000 anni. Un sito mozzafiato!

Sport e intrattenimenti

Il Governo azero non lesina sui mezzi per promuovere il paese. Baku ha così accolto il concorso di Eurovision Song Contest nel 2012, in un palazzo di cristallo retro-futuristico inaugurato lo stesso anno. La città si prepara ora ad accogliere i primi Giochi europei, che avranno luogo nel 2015 in uno stadio di calibro olimpico.
La corsa automobilistica è un altro mezzo per attirare le persone, ed è stata organizzata una visita di quasi quaranta giornalisti internazionali in coincidenza con Baku World Challenge (Blancpain Sprint Series). Dal suo canto la Formula 1 farà la sua comparsa nel 2016 in occasione del Grand Premio d’Europa, su un circuito urbano che non ha nulla da invidiare a quello di Monaco.
Il clima di Baku ricorda quello di Sochi. Il nostro soggiorno nel mese di novembre è stato ovviamente fuori stagione, ma una passeggiata lungo il parco marittimo è stata l’occasione per osservare un fogliame grazioso autunnale in contrasto con le palme e gli ulivi che delimitano le vie del centro. Se a Baku ci sono alcune nevicate sporadiche in inverno, le montagne dell’entroterra sono dal canto loro molto innevate. Come ha reso noto il Ministero del Turismo, due stazioni invernali saranno eventualmente capaci di accogliere 10.000 sciatori al giorno, da dicembre a marzo.

Gastronomia

Come citato in antecedenza, la lingua parlata in Azerbaigian somiglia al Turco. Sulla stessa scia, la gastronomia del paese è influenzata da quella del suo vicino mediterraneo. In primis, le dolma (foglie di vite) e i qutab (crêpes farcite con agnello o spinaci) accompagnati da yogurt, pane tipo focaccia, le verdure rude e i formaggi bianchi come la feta.
La portata principale consiste spesso in kebabs e in altre carni brasate, servite con riso cucinato alla perfezione, profumato e così leggero che può essere considerato come volatile. Questi plov (pilaf) ricordano subito l’Iran. Infatti, l’Azerbaigian condivide con questo paese una cucina aromatizzata, che fa un largo uso di noci, erbe fresche e frutta fresca o essiccata.
In occasione del nostro soggiorno, i nostri pasti erano generalmente spruzzati di vino rosso nazionale, la cui qualità andava da accettabile a sorprendente. (Avete letto bene: l’Azerbaigian è un paese musulmano che possiede una lunga tradizione vinicola).
Come dessert o spuntino, le baklave senza pasta sfoglia possono essere servite con caffè turco, tè o l’espresso universalmente conosciuto. Riassumendo, la cucina azera è una fusione unica della tradizione mediterranea e di quella dell’Asia centrale. Una vera delizia!

Itinerario

Baku è facilmente accessibile dalla maggior parte dei grandi hubs aeroportuali europei, di cui Parigi (Air France), Francoforte (Lufthansa), Londra (British Airways), Vienna (Austrian Airlines) e Istanbul (Turkish Airlines). Se partite dall’America settentrionale, sceglierete forse di fare scalo in una o l’altra di queste città, ma dovete sapere che Azerbaijan Airlines offre oramai voli diretti a partire da New York.
Per entrare in Azerbaigian, è necessario ottenere prima di tutto un visto elettronico con la mediazione di quasi cinquanta agenzie turistiche accreditate sul sito azerbaijan.travel. Una volta stampato, questo visto deve accompagnare il vostro passaporto senza esservi apposto direttamente. (Notate che non è richiesto per i cittadini della Turchia o del CSI.) Un elemento importante: i passeggeri che approfittano del volo diretto New York – Baku riceveranno un visto di 30 giorni al loro arrivo all’aeroporto internazionale Heydar Aliyev.

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