Galapagos: Il primo e unico aeroporto al 100% verde

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company professional translation centre di Sabrina Carbonee fonte Ouest-France

Sull’isola di Baltra che cela uno degli ecosistemi più fragili del pianeta, una base militare è stata trasformata in un aeroporto al 100% ecologico. Primo nel suo genere.

La presenza delle iguane sul tracciato dell’aeroporto la dice lunga. Più di 70 anni fa, il paesaggio era molto diverso sull’isola di Baltra (leggere nel riquadro), nell’arcipelago delle Galapagos. L’arrivo dei soldati americani, spiegati sul posto per respingere l’eventuale avanzata giapponese, sul versante del Pacifico durante la seconda guerra mondiale, aveva fatto fuggire i rettili, soprattutto perchè spaventati dall’attività umana o dai cani e dai gatti arrivati insieme ai bagagli dei soldati. Alla fine della guerra, le iguane dall’aspetto preistorico hanno continuato a essere assenti su quest’isola per anni. Alcuni biologi hanno dovuto reintegrare la specie sul posto. Oramai, quando uno di loro girovaga sul tracciato nel momento in cui un aereo turistico è sul punto di atterrare, i dipendenti, formati soprattutto per questo motivo, li prendono per la coda e li portano in un luogo sicuro.

Da gigante di metallo a Green Building

Poiché la zona ha subito una metamorfosi spettacolare: Baltra non è più un deposito di materiali da guerra, dove è ancora ubicata, c’è poco, di bombe inutilizzabili. Dove era installata la base militare, c’è oramai ciò che è considerato come l’unico aeroporto verde del pianeta. ”Siamo passati da un posto dove c’erano l’esercito e gli aerei (da guerra) ad un aeroporto al 100% ecologico”, si rallegra Ezequiel Barrenechea, il Presidente di Corporacion America, impresa argentina che ha ottenuto la concessione di questo aeroporto battezzato Seymour, in omaggio al lord britannico del XVIII secolo. Fino al 2011, l’aeroporto, uno dei tre che serve le Galapagos, era un edificio classico, un gigante di metallo perso in piena natura. Quest’anno è cominciata la sua trasformazione. Per 15 mesi, centinaia di operai hanno smontato l’aeroporto, come se si trattava di un rompicapo, hanno riutilizzato il legno e tutti i materiali che potevano essere riciclati per far nascere un nuovo aeroporto, con un imperativo: essere completamente sostenibile.

Un cantiere da 40 milioni di dollari

Un cantiere da 40 milioni di dollari, distinto varie volte per il suo rapporto armonioso con il suo eccezionale ambiente, in una riserva che ospita specie uniche e che sembrano di un’altra epoca, come gigantesche tartarughe e iguane di tutti i colori. Ezequiel Barrenechea è fiero del risultato: ”Costruire alle Galapagos, è già di per sé molto difficile, poiché tutto deve essere trasportato nel continente tramite barca, ma costruire in modo sostenibile, è ancora più complicato, in qualunque parte del mondo. Se addizionate le due difficoltà, allora otterrete un successo importante, in termini di ingegneria industriale”.

Entrata in servizio nel mese di marzo del 2013, la costruzione ha ottenuto, nel 2014, il più alto attestato in vigore per le costruzioni sostenibili, Leed Gold, decretato dalla USGBC (Consiglio della costruzione sostenibile degli Stati Uniti). Fino ad ora è l’unico aeroporto al mondo ad aver ricevuto nella sua interezza tale distinzione. In precedenza, solo l’estensione di un terminale di San Francisco, negli Stati Uniti, aveva avuto successo.

Sole, vento e 400.000 passeggeri

Per far funzionare questo aeroporto, attraverso il quale transitano ogni anno 400.000 passeggeri, per lo più turisti, non mancano, oltre all’energia dei suoi dipendenti, il sole e il vento. Indicando i pannelli solari e le tre enormi turbine eoliche che alimentano le infrastrutture, Jorge Rosillo, il direttore generale dell’aeroporto ha confermato che: ”Qui, tutto funziona con l’energia rinnovabile”.

Tranne che nella sala macchine, non c’è aria condizionata. Niente vetri neppure alle finestre, in quest’isola bagnata dal caldo tutto l’anno, poiché situata sulla linea dell’Equatore. E come una strizzatina d’occhio ironica al riciclaggio attuato in questo edificio, l’aeroporto riposa su grandi cilindri che erano precedentemente dei condotti che servivano a trasportare il petrolio, una delle maggiori sostanze inquinanti del pianeta, ha osservato Jorge Rosillo.

Posto in mezzo ad un terreno quasi-desertico e disabitato

Anche se l’edificio è al 100% ecologico, nulla distingue l’aeroporto di Baltra dagli altri aeroporti nel mondo: è una costruzione grigia, posta in mezzo ad un terreno quasi-desertico e disabitato, costantemente spazzato dal vento. La costruzione di 6.000 metri quadrati, con un’ampio e alto soffitto e con completamenti in pietra vulcanica, caratteristica della zona, sembra quasi banale. ”Un viaggiatore non vede la differenza poiché funziona esattamente come qualsiasi altro aeroporto”, ha spiegato Ezequiel Barrenechea, garantendo che è completamente possibile costruire aeroporti così ecologici come quello di Baltra in un luogo urbano.

Baltra è una delle tredici isole dell’arcipelago delle Galapagos situata a quasi mille chilometri al largo dell’Equatore, le cui tartarughe giganti hanno ispirato la teoria dell’evoluzione delle specie al naturalista britannico, Charles Darwin.

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