Crioterapia: esporre il proprio corpo a -110°C per alleviare il dolore?

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company professional translation centre fonte Science et Avenire

Utilizzata da molti anni dagli sportivi, la crioterapia consiste nel esporre il proprio corpo a temperature estreme presunte allo scopo di stimolare la creazione di molecole anti-infiammatorie.

CRIOTERAPIA. Fuori, forse può essere ancora estate, ma dentro, il termometro è precipitato a 110°C sotto zero. Tuttavia è in questa cabina di ”crioterapia a corpo intero” che sempre più persone si avventurano in costume da bagno, con l’auspicio di far cessare i dolori… o semplicemente di sentirsi meglio in seguito. È a Rennes (Bretagna), presso il centro Kemijoki di ”crioterapia e benessere con il freddo”, che l’AFP ha provato la cabina a -110 gradi centigradi Celsius. La seduta dura all’inizio tra i due e i tre minuti.

Il freddo, un segnale inviato al cervello

”Non ibernate, e non svenite”, tenta di riassicurare Haidar Dittoo, l’osteopata associato al centro, mentre spiega che l’aria ”estremamente secca” che martella nella cabina evita le ustioni con il gelo. Il principio? Agire sul dolore con un contatto breve ma intenso con il freddo. ”Il cervello riceve l’informazione secondo la quale il corpo è in pericolo e si mette a secretare molecole anti-infiammatorie”, spiega Valérie Georges, che ha aperto il centro Kemijoki alla fine dello scorso anno. Occorre dunque, continua a spiegare, esporre direttamente il corpo all’aria fredda. Dopo un breve esame medico, si entra nella cabina in costume da bagno, con una paio di scarpe di plastica onde evitare di rimanere attaccati al suolo, dei guanti, una benda sugli orecchi ed una maschera da chirurgo sul naso (vedere fotografia a fianco – © Georges Gobet/AFP).

TO GO WITH STORY BY PATRICK BAERT A man goes out of a "whole body cryotherapy cabin" after undergoing a cryotherapy session at 110 degrees Celsius below zero, at the "Kemijoki" Cryotherapy Center in Rennes, northwestern France, on June 25, 2015. Outside, it's summer, but inside, the thermometer plunges to 110 degrees below zero, and more and more people are venturing in swimsuit, hoping to stop the pain ... or simply feel better after. AFP PHOTO / GEORGES GOBET
TO GO WITH STORY BY PATRICK BAERT
A man goes out of a “whole body cryotherapy cabin” after undergoing a cryotherapy session at 110 degrees Celsius below zero, at the “Kemijoki” Cryotherapy Center in Rennes, northwestern France, on June 25, 2015. Outside, it’s summer, but inside, the thermometer plunges to 110 degrees below zero, and more and more people are venturing in swimsuit, hoping to stop the pain … or simply feel better after. AFP PHOTO / GEORGES GOBET

Dopo 15 secondi da una camera di compensazione ”a soli” -50°C, si passa nella cabina a -110°C, sotto il monitoraggio dietro un vetro dell’operatore che diffonde la musica a vostro piacimento e facendo scorrere il passaggio dei secondi. Dopo un minuto durante il quale si descrivono alcuni passi di danza come per fuorviare il freddo, i muscoli iniziano a sentire una strana sensazione. ”Un minuto e 45. Continua?” domanda l’operatore. La risposta è no. L’esperienza sarà durata soltanto due minuti. All’uscita, ci si riadatta alla temperatura esterna a livello di gambe: 12 gradi, contro i 32 prima di entrare. Il corpo diventa rosso, ma la sensazione di freddo intenso scompare quasi subito.

Una tecnica non riconosciuta dal team dei medici

”Bisogna abituarsi”, osserva Valérie Georges. ”Lo sforzo scompare in generale alla terza seduta. Alla decima, sono dipendenti”, racconta parlando dei suoi clienti, i quali pagano ogni seduta intorno ai 30 euro. A suo giudizio, la crioterapia a corpo intero è indicata per il trattamento dei dolori o di alcune malattie, come la sclerosi multipla. Una pratica che tuttavia non è riconosciuta dall’equipe dei medici e non è nemmeno rimborsata dall’INPS, anche se i pazienti affermano che il trattamento è efficace.

Ahmed Debabeche, direttore di un centro ricreativo, ha cominciato il trattamento alla fine di febbraio poichè soffriva di sciatica. ”All’inizio, ci sono andato con una certa apprensione. Mi dicevo: “-110°C, che cosa è questa storia?” racconta quest’uomo di 43 anni. Dopo soltanto cinque sedute, lo stesso ha garantito che la sua sciatica è interamente scomparsa. ”L’effetto è stato immediato”, ha raccontato. ”Sono tornato a vivere”

Solo un effetto moda?

La Francia conta oramai sei centri di crioterapia a corpo intero, di cui uno è aperto da molti anni a Parigi all’istituto nazionale dello sport, della competenza e della prestazione (Insep) allo scopo di aiutare gli atleti di alto livello a riprendersi dalle lesioni. Alcuni atleti si sentono bene con questa crioterapia a corpo intero,”ma nella letteratura scientifica, non si hanno effetti testati per il momento oltre alla percezione di un buon recupero”, ha commentato il Pr Jean-François Toussaint, direttore dell’istituto di ricerca medica e di epidemiologia dello sport (Irmes), collegato all’Insep.
C’è secondo lui ”un effetto moda” attorno a questa pratica e un effetto soggettivo che induce gli sportivi a pensare di rimettersi più rapidamente dopo lo sforzo. ”L’essere umano adora l’idea di mettersi in pericolo e dire: Sono sopravvissuto”, ha spiegato. L’agenzia nazionale di sicurezza della medicina e dei prodotti per la salute (ANSM) sottolinea che ”sorveglia” questa nuova tecnica. ”Si corre comunque un rischio a causa del freddo estremo, anche se non sono stati riscontrati incidenti”, ha rilevato l’ANSM.

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