Icaria l’isola (radioattiva) dove si vive più a lungo che altrove

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per  SEBAL company professional translation centre fonte BIBLIOBS

Perché questa piccola isola greca è popolata di centenari? Un esperto di genetica ha dato una spiegazione.

ikaria

Nel mese di ottobre dello scorso anno, abbiamo pubblicato un’indagine, tratta dalla rivista ”BoOks” e intitolata ”Icaria, l’isola dove si vive (realmente) più a lungo che altrove”. Abbiamo scoperto la storia di quest’isola greca dove i centenari sono legioni, e abbiamo visto come i ricercatori si interrogano sulle cause di questa longevità stupefacente. I nostri colleghi ”di BoOks” hanno in seguito ricevuto una lettera di un esperto di genetica che ha dato una spiegazione sorprendente a questo mistero. Di seguito.

Icaria: Longevità e radioattività

Nella sua edizione di novembre, ”BoOks” ci presentava un luogo da sogno dove l’uomo vive, felice e in pace, fino a tarda età. Icaria, Ikaria in greco, avrebbe scoperto i segreti dell’elisir di lunga vita.
È divertente vedere le spiegazioni proposte, molto vicine a ciò che ci impone la correzione politica del momento: attività fisica, molta aria, prodotti alimentari frugali e facilità di utilizzo. Ma si omette di mettere davanti una particolarità dell’isola, conosciuta dopo l’antichità.
È vero che alcune cose sono già note, molto spesso, provengono dalla conoscenza democratica accumulata da Wikipedia, che riflette l’opinione dominante del momento. Nel lemma americano di questa compilation, Ikaria è un’isola saggia, con alcune caratteristiche di un opuscolo turistico. Il punto di vista anglo-americano evoca un po’– molto poco – la Seconda Guerra mondiale, anche se vengono ricordate brevemente le devastazioni dell’occupazione italiana e tedesca.

Ma nulla, certamente, a proposito della guerra civile (la Seconda Guerra mondiale è realmente terminata in Grecia soltanto nel 1949, e con l’imposizione di una monarchia diretta da un sovrano tedesco importato dagli inglesi). Il lemma francese è della stessa pasta, ma apporta un’altra particolarità: nell’isola è possibile osservare la presenza di fonti termali, appropriate per la salute.
Il viaggiatore sa tuttavia che ci sono molte altre cose a Ikaria. A metà degli anni 1980, arrivando al porto di Agios Kirykos si era accolti da un’iscrizione splendida sul pilastro:

καλ? ? λθατε στο νησ? του ραδ? ου

”Benvenuto sull’isola dello splendore” (o della radioattività, se preferite). Da millenni certamente, l’isola è nota per l’attività benefica delle sue numerose sorgenti calde (ce ne sono diciassette), in particolare a Therma e a Loutra. E la storia dei bagni è inseparabile dalla storia dell’isola.

I greci dell’antichità le adoravano, Ippocrate di Kos (isola poco distante da Icaria) le lodava, e Erodoto ne faceva allusione. All’epoca, certamente, venivano messi in evidenza i vantaggi della temperatura, oltre ai suoi sali minerali. Ma dopo la scoperta della radioattività, la celebrità dell’isola fu fondata sul fatto che le sorgenti calde in questione erano le ”più radioattive del mondo” – come indica la versione greca di Wikipedia (del 15 novembre 2014: ricordiamo che Wikipedia è una fonte di informazione particolarmente instabile nel tempo).
Nella versione greca di Wikipedia compaiono numerosi dettagli sulle fonti radioattive di Ikaria. La temperatura e il grado di radioattività differiscono da una fonte all’altra, ciò offre la possibilità ai pazienti di scegliere, ed il loro impiego può essere benefico per ogni tipo di paziente, in particolare per affezioni legate alla vecchiaia (reumatismi, gotta, malattie del sistema circolatorio).

Tra l’altro Ikaria è stata, anche, un luogo di deportazione durante la guerra civile greca, ma di ciò nessuno ne parla. Sarebbe interessante sapere la sorte di coloro che sono stati deportati: hanno beneficiato della elogiata longevità? C’era il poeta e compositore Mikis Theodorakis (nato nel 1925).

Infatti, Icaria l’isola dello splendore (o radioattiva, più esattamente, ma non è politicamente corretto) aveva trovato il suo autore, Spyros Leotsakos: Ικαρια, το νησ? του ραδ? ου, nel 1953.
Garantiamo che ciò non sarà tradotto. Radioattività e longevità, quale bel titolo di gloria!

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