Sarà salvato l’atelier parigino di Picasso?

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per Sebal company professional translation centre fonte http://kiosque.leditiondusoir.fr/data/398/reader/reader.html#preferred/1/package/398/pub/399/page/8

L’atelier parigino del pittore spagnolo Picasso (1881-1973), dove è stato soprattutto realizzato il celebre quadro Guernica, potrà essere trasformato in un residence immobiliare di lusso. A dispetto della sua collocazione nell’inventario supplementare dei monumenti storici.

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Celebrato sulla sponda destra, e disprezzato sulla sponda sinistra? Da ogni parte della Senna, l’eredità di Pablo Picasso a Parigi conosce sorti opposte. Infatti, un mese dopo la sua riapertura, l’hotel Salé (che accoglie il museo Picasso) ha già accolto più di 100 000 visitatori, l’ex atelier sito in, rue des Grands Augustins (Parigi VIe),7 corre il rischio di scomparire, per essere trasformato in un residence alberghiero di lusso.

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Alain Casabona, delegato generale del Comitato nazionale per l’educazione artistica (CNEA). (Fotografia: Julien Descalles)

”Questo significa uccidere la Guernica una seconda volta! Bisogna conservare la dimensione storica e artistica del posto, e permettere l’accesso al pubblico”, ha dichiarato indignato Alain Casabona, delegato generale del Comitato nazionale per l’educazione artistica (CNEA) e accanito difensore della preservazione del luogo. Infatti, nella soffitta dell’hotel Hercule, dove l’artista spagnolo ha vissuto dal 1936 al 1955, è stata realizzata una delle più famose tele del XX secolo.

La soffitta dell’atelier. ”Sarà veramente un crimine lasciare nelle mani della finanza questo luogo simbolico del genio sensibile degli uomini”, ha esclamato indignato il violonista Didier Lockwood, ai margini di una conferenza stampa tenuta dai difensori dell’atelier nel mese di novembre dello scorso anno. (Fotografia: DR)Picasso2

25 camere con duplex

In senso lato, è il vero paese della cuccagna della creazione artistica che è minacciato dal progetto di 25 camere con duplex e palchi di proscenio, costituita dal suo titolare dopo il 1925, la Camera degli ufficiali giudiziari di Parigi (CHJP). Un secolo prima, Balzac vi aveva creato il suo capolavoro sconosciuto; tra il 1934 e il 1936, Jean-Louis Barrault vi replica con la sua prima compagnia teatrale; a partire dal 1932, ci si riunisce il gruppo ”Ottobre” di Jacques Prévert. Quindi Picasso, introdotto da Dora Maar, vi alberga dal 1936 al 1955. Ricaduta nell’anonimato dopo l’espulsione di quest’ultimo, e trasformata in un magazzino, la soffitta e il suo ricco patrimonio sono tornate in auge nell’ultimo decennio dalla CNEA. ”In virtù di un accordo di sponsorizzazione promosso mediante la camera degli uscieri, è stato possibile occupare gli ambienti gratuitamente. Grazie a ciò, sono stati interamente riabilitati, messi in funzione e ripopolati”, ha esposto nei dettagli Alain Casabona.

In programma: ripetizioni di opere teatrali, concerti da camera, seminari culturali ed artistici rivolti ai più giovani. Una rinascita che volge brutalmente al termine nel 2010, poichè la convenzione non viene supportata di nuovo dai proprietari, che nutrivano visibilmente altre ambizioni. Contattati, questi ultimi non hanno voluto fare nessun commento.

L’ex atelier è situato al numero 7, rue des Grands Augustins, nel VI borgo di Parigi. (Fotografia: Julien Descalles)Picasso3 La targa sull’edificio ricorda che Picasso è stato in questo posto. (Fotografia: Julien Descalles)Picasso4 Soap opera ricca di colpi di scena

Comincia così una soap opera ricca di colpi di scena. ”Uno dei figli di Picasso aveva inizialmente proposto di poter affittare e di rimettere in funzione l’hotel nella sua integrità per installare una fondazione, ma l’offerta era stata rifiutata. Ne avevano apparentemente una più invitante”, testimonia Alain Casabona. La CNEA, finalmente lo esclude nel mese di novembre del 2013, mentre la mobilizzazione per la protezione dei luoghi non cessa di prendere ampiezza.

Presieduto dopo l’inizio del mese di dicembre da Marie-Christine Barrault, il comitato di difesa dei Grandi Agostiniani può contare sui celebri membri, come Jacques Delors, Charlotte Rampling o anche Roland Dumas, che è stato l’esecutore testamentario di Picasso e delegato da quest’ultimo per organizzare il ritorno a Madrid della Guernica una volta restaurata la democrazia.

La scorsa primavera, questi ultimi sembra che abbiano vinto la causa. Mentre la facciata dell’hotel del XVII secolo è iscritta dal 1926 all’inventario supplementare dei monumenti storici, la Commissione regionale del patrimonio e dei siti d’Ile-de-France vota all’unanimità l’estensione della protezione degli ultimi due piani, dove viveva Picasso, come anche del tetto e della scala. Il voto ha luogo il giorno, 13 maggio, il decreto viene firmato il giorno, 18 luglio, dal prefetto.

Tuttavia, il 5 agosto, c’è di nuovo un cambio improvviso di idee: una richiesta di licenza edile viene depositata dal CHJP e dalla società Helzear, specializzata nei residence di lusso, ignorando l’iscrizione del, 13 maggio 2014. ”E’ stata depositata alla chitichella, calpestando il parere del Comitato dei siti, e con il desiderio di accelerare la procedura di classificazione”, lamenta Alain Casabona.

Una rabbia condivisa dal sindaco del VI borgo, Jean-Pierre Lecoq (UMP), che ha dato un parere molto sfavorevole sulla domanda: “I proprietari vogliono imporre il loro progetto, omettendo la storicità dei luoghi, è una grande stupidaggine”.

Vengono sempre organizzate delle attività (Foto: DR)Picasso5 In attesa di una decisione

In seguito la copia è stata in parte corretta, la richiesta di permesso è stata completata: nella sua nuova versione, la soffitta non diventerà più un bagno, ma resterà così com’è, fornita per accogliere una camera. ”Ma non è ancora un luogo di memoria, senza parlare dell’accesso aperto al pubblico”, ha contestato l’edile.

A riguardo, l’unanimità politica sembra sia del resto consenziente. Fin quando la Direzione regionale dei beni culturali non emetterà il suo parere da qui ad alcuni mesi, il Consiglio di Parigi ha votato a dicembre scorso, la proposta di Jean-Pierre Lecoq, con l’auspicio di sostenere la protezione del luogo e chiedendo che il Ministro dei beni culturali si pronunci sull’argomento. ”Ci sono state abbastanza tergiversazioni, oramai bisogna che l’esecutivo si assuma le sue responsabilità. Se il Presidente della Repubblica o il Governo lo decideranno, un decreto potrà preservare definitivamente i luoghi”, ha esposto Alain Casabona, che ha già annunciato i suoi auspici: ”Io sogno l’inaugurazione di una fondazione privata o di una fonte d’informazione dell’hotel Salé, dove saranno pubblicati i 44 lavori preparatori della Guernica. È un’idea alla quale non è rimasta indefferente il curatore del patrimonio della Regina Sofia (centro d’arte madrilegno dove è esposta la Guernica, ndr)..” Jean-Pierre Lecoq, spera sempre in ”una conciliazione, tra il residence di grande lusso e gli ultimi due piani dedicati a Picasso e lasciati aperti al pubblico”. Tuttavia nel caso in cui sarà rilasciata la licenza edile, il futuro della soffitta Picasso sarà deciso presso il tribunale amministrativo piuttosto che attorno al tavolo dei negoziati.

L’atelier potrà essere rimpiazzato da appartamenti di lusso (Foto Julien Descalles)Picasso6

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