I tassi dei crediti immobiliari continueranno a salire

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company professional translation centre fonte Le Figaro

Immobiliare

La riduzione dei tassi dopo la fine del 2013 equivale ad un arretramento dei prezzi d’acquisto del 10%, sia sul mercato del nuovo che su quello del vecchio. Alla fine di luglio, la durata media dei prestiti ammontava a 209 mesi. I tassi d’interesse dei crediti immobiliari concessi ai privati dalle banche erano in rialzo nel mese di luglio, dopo molti mesi di ribasso, cita uno studio del Credit Logement/CSA pubblicato martedì, 4 agosto. I tassi dei prestiti del settore concorrenziale sono rimasti stabili più o meno al 2,06% il mese scorso (luglio), contro l’1,99% di giugno, ha indicato l’Osservatorio. Per l’accesso alla proprietà, hanno raggiunto il 2,10% nel nuovo e il 2,09% nel vecchio.

”L’aumento dei tassi constatato a luglio (5 punti di base, in media) non è stato comparabile su tutti i mercati: ed è stato molto moderato sul mercato del nuovo (2 punti di base, per il 2,09% a luglio), ma è stato un po’più rapido sul mercato del vecchio (6 punti di base, per il 2,09% a luglio) e su quello del lavoro (8 punti di base, per l’1,98% a luglio)”, ha indicato l’Osservatorio.

L’Osservatorio aveva già previsto a giugno questo aumento: ”la tendenza dei prossimi mesi dovrà confermare un aumento lento dei tassi”, ha anticipato l’Osservatorio.

La durata media dei prestiti è di 209 mesi

La tendenza a un aumento dei tassi nel corso dei prossimi mesi dovrà rimanere ”lento e moderato”, ha spiegato martedì, 4 agosto, l’Osservatorio. ”I tassi a lungo termine hanno chiaramente rifluito durante la seconda metà di luglio, la crisi greca sembra sia appianata, mentre i tassi di retribuzione delle risorse di risparmio sulle quali gli istituti di credito rifinanziano la loro produzione si sono abbassati dal 1° agosto”. La durata media dei prestiti si è stabilita a 209 mesi a luglio (232 mesi per l’accesso al nuovo e 222 mesi per l’accesso al vecchio).

La parte dei prestiti a tasso variabile era pari allo 0,9% a luglio, ”il suo livello più basso dopo l’inizio degli anni 2000”. Queste formule sono oramai meno interessanti per i mutuatari, a causa della caduta dei tassi fissi. La riduzione dei tassi dopo la fine del 2013 equivale ad un arretramento dei prezzi d’acquisto del 10%, sia sul mercato del nuovo che su quello del vecchio, ha sottolineato l’Osservatorio.

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