L’estrema povertà sotto la soglia del 10% della popolazione mondiale

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company professional translation centre fonte La Tribune

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La Banca mondiale ha messo in guardia contro qualsiasi mutamento della crescita e si preoccupa anche dell’impatto che il prossimo taglio della politica monetaria americana, che potrà privare i paesi a basso reddito di risorse vitali. (Crediti: AFP). La Banca mondiale stima che il numero di persone che vivono nella povertà estrema possa scendere da 902 milioni nel 2012 a 702 milioni nel 2015, ossia il 9,6% della popolazione mondiale. L’istituzione sottolinea tuttavia la situazione ”molto inquietante” nell’Africa subsahariana.

La povertà estrema è in ribasso. Circa 702 milioni di persone, cioè il 9,6% della popolazione mondiale, dovrà vivere sulla terra sotto la soglia della povertà, che l’istituzione ha portato da 1,25 a 1,90 dollari al giorno tenendo soprattutto conto dell’inflazione, secondo le previsioni della Banca mondiale pubblicate domenica, 4 ottobre, in preludio alla Assemblea generale FMI-BM che avrà luogo la settimana prossima a Lima (Perù). Così, la povertà estrema potrà per la prima volta, quest’anno, passare sotto la soglia del 10% della popolazione mondiale. Nel 2012, secondo i recenti dati divulgati, i più svantaggiati del pianeta erano 902 milioni, cioè quasi il 13% della popolazione mondiale. Questa proporzione raggiungeva il 29% nel 1999.

”Queste proiezioni dimostrano che potremmo essere la prima generazione nella storia che potrebbe mettere un termine alla povertà estrema”, si è rallegrato Jim Yong Kim, il Presidente della Banca mondiale.
Secondo il dirigente, queste nuove cifre dovrebbero dare ”un nuovo slancio” dopo l’adozione la settimana scorsa da parte delle Nazioni Unite dei nuovi obiettivi dello sviluppo sostenibile, compreso lo sradicamento dell’estrema povertà.

Il 35,2% della popolazione dell’Africa subsahariana nell’estrema povertà

La Banca mondiale sottolinea comunque che rimangono ”numerosi ostacoli”, in particolare a causa delle forti disparità geografiche. Se la tendenza è ad un netto ribasso in Asia – specialmente in India – o in Sudamerica, la povertà estrema si radica in Africa subsahariana dove colpirà ancora quest’anno il 35,2% della popolazione, che rappresenta quasi la metà dei più svantaggiati del globo.

”La crescente concentrazione della povertà nel mondo in Africa subsahariana è estremamente inquietante (…). La regione nel suo insieme non riesce a seguire il ritmo della riduzione della povertà del resto del mondo”, sottolinea la Banca mondiale.

La situazione è particolarmente preoccupante in Madagascar e nella Repubblica Democratica del Congo dove circa l’80% della popolazione vive sotto la soglia della povertà, cita la relazione.

”Turbolenze future”

La Banca mondiale mette soprattutto in guardia contro qualsiasi mutamento della crescita e quindi si preoccupa dell’impatto del prossimo taglio della politica monetaria americana, che potrà privare i paesi a basso reddito di risorse vitali. ”In futuro ci saranno delle turbolenze che creeranno nuove sfide nella lotta alla povertà”, ha reso noto il principale capo-economista della BM, Kaushik Basu.

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