Egitto. Il mistero della pergamena, di 4000 anni fa

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone dal francese all’italiano per SEBAL company professional translation centre fonte Science et Avenir

The Egyptian Museum at Tahrir square. It was built during the reign of Khedive Abbass Helmi II in 1897, and opened on November 15, 1902. It has 107 halls. At the ground floor there are the huge statues. The upper floor houses small statues, jewels, Tutankhamon treasures and the mummies.  Cairo, EGYPT - 04/12/2008 /Credit:KERIBAR/SIPA/1102011816
The Egyptian Museum at Tahrir square. It was built during the reign of Khedive Abbass Helmi II in 1897, and opened on November 15, 1902. It has 107 halls. At the ground floor there are the huge statues. The upper floor houses small statues, jewels, Tutankhamon treasures and the mummies. Cairo, EGYPT – 04/12/2008 /Credit:KERIBAR/SIPA/1102011816

GEROGLIFICI. Il museo del Cairo continua ad esumare nuovi tesori! Un rullo di pergamena di circa 2,5 metri di lunghezza, interamente coperto sulle sue due facce di geroglifici delicati e di illustrazioni colorate, è stato appena scoperto su uno scaffale polveroso dall’archeologo Wael el-Sherbiny, associato all’università di Lovanio (Belgio). Questo testo la cui lunghezza totale è di 5 m, vecchio di 4000 anni, è apparso tra centinaia di vecchi frammenti di papiro e manoscritti. La sua esistenza è stata rivelata in occasione dell’ultimo congresso internazionale di egittologia che è stato svolto a Firenze (Italia) nel mese di agosto del 2015. Sembra che sia il più vecchio e lungo manoscritto su cuoio mai trovato in Egitto. Questo eccezionale documento, decorato di divinità e di entità sovrannaturali dai potenti poteri magici, risale all’inizio dell’Impero medio (2000 A.C al 1780 A. C.). Cioè 1000 anni prima di ciò che era considerata come la più vecchia opera letteraria lasciata dagli antichi Egiziani dell’inizio del nuovo Impero (1500 A.C.): il libro dei morti (leggere testo nel riquadro sottostante). Secondo l’egittologo, l’origine del documento, che è presente nelle raccolte del museo del Cairo da 70 anni, non è potuta essere precisamente stabilita. Sembra tuttavia che sia stato acquistato presso un commerciante di antiquariato locale dall’Istituto francese di archeologia orientale intorno alla Prima Guerra mondiale, prima di essere restituito al museo egiziano del Cairo, appena prima dell’inizio del secondo conflitto mondiale. ”In seguito, è completamente caduto nell’oblio”, ha precisato il ricercatore.

Wael el-Sherbiny si è dunque trovato di fronte ad un vero puzzle, poichè il rullo di cuoio trovato è frammentato. Specialista delle religioni antiche, ha tuttavia potuto ricostituire l’ordine del documento grazie alla sua conoscenza approfondita degli antichi testi sacri trovati all’interno di alcuni sarcofagi. Del resto, molte illustrazioni che decorano questa pergamena non erano mai stati visti prima d’ora. ”Il rullo porta un’ampia versione di una composizione che era a volte riprodotta su alcuni sarcofagi dell’Impero medio (dal 2000 A. C) chiamato ”il libro dei due cammini”, ha spiegato l’egittologo francese Pascal Vernus, ex direttore alla scuola Pratique des Hautes Etudes (EPHE). (Leggere scienze e futuro n° 821 – luglio 2015). Era stata iniziata nel fitto arsenale che mirava a garantire alla morte la possibilità di rivivere nell’al di là”. Il libro dei due cammini, un testo molto oscuro, sembra sia molto grande ”una carta” che indicizza i vari luoghi dell’al di là, con i suoi pericoli, i suoi custodi e la lista delle formule magiche da pronunciare per superare tutte le prove lungo il tragitto. I due cammini sono due strade, – quella inferiore, dipinta in nero, e quella superiore, in blu percorrendo l’al di là.

Sei altri manoscritti dello stesso tipo sarebbero giunti fino a noi, ma soltanto sotto forma di papiro e non di pergamena. I rulli di cuoio, tuttavia ben noti come sostegno nell’Egitto faraonico, sono infatti più fragili dei documenti vegetali conservati nelle sabbie del deserto grazie al clima secco. Il testo inestimabile di questo rullo, essenziale per comprendere meglio le credenze funerarie degli Egiziani in epoche antiche, dovrebbe essere prossimamente pubblicato nella sua integrità.

V. 1450 Av.J.C. Detail du livre des morts. Peinture sur Papyrus au Musee du     Louvre dans la salle des Antiquites Egyptiennes. Paris, FRANCE.
V. 1450 Av.J.C. Detail du livre des morts. Peinture sur Papyrus au Musee du Louvre dans la salle des Antiquites Egyptiennes. Paris, FRANCE.

Il libro dei morti

Nella civiltà egiziana, la sopravvivenza nell’al di là era una ulteriore preoccupazione. Il libro dei morti, apparso alla fine della XVII dinastia (1630 A. C – 1539 A. C) e che persisterà fino all’epoca romana, è una raccolta di formule magiche importate dalla morte nella sua tomba per permettergli di affrontare tutti i pericoli dell’al di là e vivere eternamente. Di composizione molto eterogenea, questo riassunto di sopravvivenza comprende formule ereditate dai testi delle piramidi (2350 A.C- 2321 A.C). Questa raccolta di formule magiche copiata su papiro era depositata vicino al defunto e destinata ad aiutarlo ad uscire in un modo o nell’altro dalla camera funeraria. È lo scienziato Richard Lepsius (1810-1884), che traducendo una versione tardiva di questi testi, ha battezzato come libro dei morti ma il vero nome è ”formule per fare sorgere il giorno” (leggere Scienze e futuron° 649, 2001 ”I libri segreti dell’immortalità”).

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