Chi ha ispirato il personaggio di Annabel Lee?

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company fonte Super Curioso

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Annabel Lee è una delle poesie d’amore che va oltre la morte la più straziante e bella della letteratura universale. Questa poesia è stata l’ultima opera uscita dal calamo di Edgar Allan Poe (1809-1849) e pubblicata il, 9 ottobre del 1849, dopo il decesso dell’autore e il Daily Tribune gli ha offerto un omaggio postumo. Ma oltre alla bellezza e al carattere speciale di quest’opera, la poesia di Annabel Lee conserva un grande mistero attorno alla figura della donna alla quale Poe si è ispirato, come anche altre curiosità che ancora restano nell’ombra.

Una eterna dichiarazione d’amore

Annabel Lee, insieme a ”Nevermore” o ”Il corvo”, è una delle poesie più note di Edgar Allan Poe. Divulgata tramite la canzone omonima del gruppo radiofonico Futura, Annabel Lee è un’opera piena di misteri, soprattutto il mistero incombe sulla donna che ha ispirato Poe.

Alcuni autori segnalano che Poe aveva composto questa poesia nel mese di maggio del 1849 consegnando copie originali a Rufus Wilmot Griswold e a John Thompson per la sua pubblicazione e che la poesia era stata venduta dopo una pubblicazione allo scopo di poter saldare un debito di circa cinque dollari. Inoltre e, come indicano gli studiosi della figura di Poe, la poesia di Annabel Lee sarebbe stata anche una delle poche opere che l’autore auspicava venisse pubblicata. Due elementi che dimostrano il grande interesse che Poe aveva di far conoscere quest’ultima opera, forse sperando che il suo messaggio arrivasse al suo destinatario come l’ultima ed eterna dichiarazione d’amore.

Chi era Annabel Lee?

La poesia di Annabel Lee narra la storia d’amore tra due giovani che viene troncata in seguito del decesso di lei. Tra entrambi c’è un amore così grande che arriva a svegliare l’invidia degli angeli data l’enorme felicità che riempie la vita dei due ragazzi. Il decesso della giovane rompe questo romanzo idilliaco, ma lui giura di amarla per sempre e che non si separerà mai dal cuore della sua amata Annabel Lee. Ma, chi era questo grande amore di Poe? Chi era Annabel Lee?

Virginia Clemm, la moglie di Edgar Allan Poe

Secondo gli studiosi, sono molte le donne che entrarono nella vita dell’autore e che hanno ben potuto ispirare il personaggio di Annabel Lee. Tuttavia, la teoria più ammessa è che Virginia Eliza Clemm (1822-1847), moglie di Poe, sia Annabel Lee. Virginia Clemm, cugina e moglie dell’autore, è stata uno dei grandi amori dell’autore e insieme avevano convolato a nozze a Baltimora nel 1835. La grande differenza di età che c’era tra loro due, lei aveva 13 anni e lui 27, combacia con la storia d’amore della poesia: tanto che si erano amati fin dalla tenera infanzia, specialmente lei; nella parte in cui l’autore dice che gli angeli provavano invidia per la loro relazione. Un riferimento che allude al fatto che le loro nozze non erano ben viste.

Inoltre, Virginia è morta nel 1847 di tubercolosi, una perdita che Poe non era riuscito a superare, entrando in una spirale di instabilità e di disperazione dove l’alcool aveva continuato a giocare una carta ogni volta più grande. Poe aveva composto la poesia due anni dopo il decesso della giovane, dal momento che lei era morta prima di lui. Prove che sembrano tendere chiaramente alla Virginia come musa della poesia.

Un’altra Annabel Lee

Tuttavia, poichè Poe non utilizza la parola sposa nel poema originale sembra dubbia la teoria che Annabel Lee sia Virginia. Le traduzioni in spagnolo hanno di solito utilizzato la parola sposa per tradurre bride; questa parola si usa in inglese per riferirsi a una fidanzata o una promessa sposa. È per questo motivo che è stata anche considerata come possibile musa il primo amore dell’autore, Sara Elmira Royster. Tra loro era iniziata una relazione quando erano adolescenti, 16 e 15, anni rispettivamente.

Poe frequentava l’Università della Virginia quando si erano conosciuti, ma l’approccio era stato troncato dalla pressione del padre di lei. Anche se Sara si era sposata con un dirigente aziendale, diventata vedova si era riunita nuovamente con Poe, vedovo anche lui, ed era rimasta al suo fianco fino all’improvviso decesso dell’autore. Altre donne che erano entrate nella vita di Poe volevano essere le muse ispiratrici della poesia, una di loro era Sara Helen Whitman, poetessa con la quale Poe aveva avuto una relazione dopo il decesso di Virginia, e aveva dichiarato che la poesia era un modo per definire le differenze che c’erano tra loro. Comunque sia, le malinconiche e tragiche eroine sono costanti nell’opera di Poe, il quale, nel suo privato, aveva sofferto per la perdita di numerose donne che aveva amato come sua madre, la madre di uno dei suoi compagni di collegio, donna di cui si innamorò perdutamente e che era morta poco dopo averla conosciuta, o la stessa Virginia Clemm.

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