Polli transgenici che producono farmaci

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company fonte SCIENCE ET AVENIR

Chickens roam in an outdoor enclosure of a chicken farm in Vielle-Soubiran, southwestern France, on December 10, 2015. Three cases of Avian Flu have been identified in the Landes region early on December 2015. The French president of the Agriculture Chamber of the Landes region summonned to "eradicate the virus as soon as possible". / AFP / IROZ GAIZKA
Chickens roam in an outdoor enclosure of a chicken farm in Vielle-Soubiran, southwestern France, on December 10, 2015.
Three cases of Avian Flu have been identified in the Landes region early on December 2015. The French president of the Agriculture Chamber of the Landes region summonned to “eradicate the virus as soon as possible”. / AFP / IROZ GAIZKA

L’agenzia sanitaria americana ha autorizzato la commercializzazione di un pollo geneticamente modificato per scopi terapeutici. Questo metodo esiste in Francia? Spiegazione di uno specialista. ”FARMACEUTICALS”. E’ il termine inglese che designa i farmaci prodotti a partire da animali geneticamente modificati. Lo scorso, 8 dicembre 2015, Food and Drug Administration (FDA) – l’agenzia americana della medicina e dell’alimentazione – ha autorizzato la produzione di un enzima nelle uova di gallina per scopi terapeutici. Questa medicina, conosciuta sotto il nome commerciale di Kanuma e prodotta dalla Alexion Pharmaceuticals, un’impresa americana di biotecnologia, è un enzima umano ricombinante che sostituisce un enzima difettoso nei pazienti che soffrono di deficit di lipasi acida lisosomiale (LAL), uno squilibrio raro che si traduce con un accumulo di molecole di grasso nelle cellule di numerosi tessuti, tra i quali il fegato, la milza e il sistema cardiovascolare. Kanuma diventa così il terzo ”farmaceutical” autorizzato negli Stati Uniti, dopo l’anticoagulante Atryn prodotto nel formaggio di latte di capra geneticamente modificato (nel 2009), un farmaco che tratta l’edema edi Quincke ereditario – una forma particolare di orticaria che tocca i tessuti profondi – prodotto nel 2014 con conigli transgenici.

Una pratica vietata in Europa

Quale interesse hanno gli industriali a produrre una medicina in animali geneticamente modificati? ”È per testare se la modifica del DNA nuoce agli animali e se è abbastanza stabile per trasmetterla alle nuove generazioni”, ha spiegato a Science et Avenir, Christian Huyghe, Vice direttore scientifico dell’agricoltura presso l’Istituto nazionale della ricerca agronomica (INRA). Inoltre, invece di produrre la medicina dalla A alla Z in un laboratorio, è stato prodotto da animali ”ordinari”, e ciò costituisce in un certo qual modo una fabbrica di medicine a basso costo: una soluzione per il test dei trattamenti contro le malattie orfane che interessano poco le imprese farmacologiche, poiché giudicate poco proficue. ”Prima della medicina Kanuma, non avevamo alcun trattamento per i pazienti colpiti da un deficit LAL, ha spiegato alla rivista Nature Barbara Burton, pediatra del Northwestern University Feinberg a Chicago, che ha condotto prove cliniche per la compagnia Alexion Pharmaceuticals. I medici potevano semplicemente fornire una lista di prodotti alimentari consigliati e un sostegno psicologico ai bambini che soffrono di questa patologia”. Per quanto riguarda i pazienti più anziani, gli venivano prescritte statine, per abbassare la loro colesterolemia, ma queste medicine non impediscono l’accumulo dei grassi nel fegato.

Il termine ”Farmaceuticals” non ha equivalenti in francese. E, questa pratica, non è autorizzata nell’Esagono, e neanche nel resto d’Europa. ”Questa decisione non è legata a un ritardo tecnologico sugli Stati Uniti ma alle misure di sicurezza molto rigorose che questa industria implica e a un rifiuto sociale da parte delle istanze sanitarie e del grande pubblico in Europa”, ha spiegato Christian Huyghe. Contrariamente a quanto si possa credere, non sono i rischi per la salute che preoccupano le autorità sanitarie – ”non ce ne sono”, ha precisato lo specialista – ma c’è il rischio che un animale transgenico fugga nella natura e si riproduca. ”Una perdita del controllo genetico in un certo qual modo”, ha riassunto Christian Huyghe. FDA ha precisato nel suo comunicato che i polli saranno allevati in aziende agricole isolate per non ”contaminare il ciclo alimentare o l’ambiente”.

Un freno psicologico

Oltre a questo freno legato alla sicurezza, un altro – psicologico – blocca l’utilizzo di organismi vegetali e animali geneticamente modificati in Europa: il rifiuto in massa dell’OGM, condiviso dalle istanze sanitarie come anche dal grande pubblico. ”In occasione dell’introduzione delle tecniche di transgenesi negli anni ’90, non c’è stata abbastanza divulgazione sul modo in cui venivano realizzate, e ciò ha subito suscitato la sfiducia del grande pubblico, ha spiegato lo specialista dell’INRA. Tuttavia, analizzando la relazione vantaggi/rischi, e dal momento che l’animale non soffre, l’utilizzo di organismi vivi per scopi terapeutici non è da escludere automaticamente e in Europa merita lo sviluppo di un dibattito pubblico. Nel mese di novembre del 2015, FDA aveva autorizzato la commercializzazione del primo animale transgenico – un salmone – per il consumo umano. Di nuovo, (per il momento) vietato in Europa. ”Gli industriali non sono pronti a lanciarsi nell’avventura. Quale francese ha voglia di consumare un animale OGM?”, ha concluso Christian Huygue. La domanda è d’obbligo.

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