Una cassetta postale ritrovata nei Paesi Bassi ha incuriosito gli storici

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company fonte La Croix

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Una valigia intatta di un impiegato postale, che nascondeva 2.600 lettere scritte a mano e che risalgono al XII secolo, è stata ritrovata nel museo della Comunicazione dell’Aia. Un gruppo di ricercatori e di storici ha iniziato a studiare i segreti di questo tesoro epistolare ignorato da oltre 300 anni. Lo storico olandese David Van der Linden, dell’università di Groninga, ha condotto delle ricerche storiche sui francesi ugonotti nei Paesi Bassi. E’ stato ”per caso” che ha scoperto ”un tesoro dimenticato” nei vani di un museo dell’Aia: il bagaglio intatto di un impiegato postale del XII secolo, conteneva 2.600 lettere dell’epoca ”firmate, sigillate, ma mai consegnate”(1). Queste missive ”ordinarie”, inviate dalla Francia, dalla Spagna o dai Paesi Bassi spagnoli tra il 1689 e il 1706, non sono mai state recapitate dai loro destinatari. Ma il proprietario del cofanetto, conosciuto sotto il nome di Simon de Brienne – un francese ugonotto che, dopo essere fuggito dal suo paese, aveva occupato la rispettabile posizione di impiegato postale all’Aia dal 1676 al 1707 –, le aveva conservate, forse con l’auspicio che la gente un giorno glie le avesse richieste e gli avesse pagato il dovuto, poiché, all’epoca, l’iter era regolato allo stesso tempo dal mittente e dal destinatario.

UNA FINESTRA SULLA VITA DELL’EPOCA

”Questo bagaglio di lettere è un piccolo gioiello”, ha esposto entusiasto David Van der Linden. ”La straordinaria caratteristica di questa corrispondenza è che arriva da tutte le categorie sociali: alcuni sono aristocratici ma soprattutto sono commercianti, attori, musicisti, e gente semplice, a volte quasi colta. Parlano delle più svariate preoccupazioni personali”. Storie che aprono una finestra sulla vita di un’epoca, e raggiungono a volte il contesto della grande storia, in particolare quella degli ugonotti che erano fuggiti dalla Francia verso i Paesi Bassi sotto il regno di Luigi XIV.

LETTURA CON I RAGGI X DELLE LETTERE SIGILLATE

La forma di questa nuova raccolta ha destato anche l’interesse degli storici. ”All’epoca, le lettere erano semplicemente piegate e sigillate con ceralacca. Questa ripiegatura, molto personale, simile a una firma, permetteva al testo della missiva di restare confidenziale. Qui, la varietà delle carte, delle pieghe, dei sigilli e dei timbri postali offrono una miniera di informazioni eccezionali da sfruttare per raffinare le nostre conoscenze sull’organizzazione postale europea dell’epoca”, ha spiegato Nadine Akkerman, dell’università di Leyde, membro del gruppo internazionale di ricercatori che ha iniziato un processo di digitalizzazione, di trascrizione, e di traduzione delle lettere. Quelle che non sono state aperte non saranno aperte, ma saranno lette senza rompere i sigilli grazie a una tecnologia avanzata di scansione con i raggi X. In parte, su un sito Internet, saranno finalmente rivelati i segreti di queste missive, rimaste ”lettere morte” per oltre 300 anni.

 

 

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