La bambina della bacinella

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company fonte El Mundo

a01

”Tradurre articoli come questo toccano davvero il cuore. Siamo troppo presi da tante cose e a volte ci dimentichiamo di sorridere perchè non abbiamo ottenuto abbastanza. C’è chi invece sorride e non ha nulla. I veri poveri forse siamo noi che non ci accontentiamo mai di quello che abbiamo. Il vero giornalismo è quello che racconta obiettivamente ciò che non sappiamo, arricchisce la nostra cultura e ci informa in maniera sana… Ma tutto questo è oramai deceduto” Sabrina Carbone.

a00

Ci sono immagini che raccontano la miseria di una nazione o di un continente. Altre invece raccontano la miseria dell’umanità. E altre ci raccontano entrambe le cose. Mentre il cielo del pianeta era coperto di fuochi d’artificio per accogliere il 2016 e mangiavamo l’uva della fortuna, una bambina a Kano, in Nigeria, vive dentro una bacinella verde. E adesso ci siamo interessati a questo caso. L’agenzia Reuters ha pubblicato quattro fotografie. Il piede della fotografia chiarisce che è una bambina nata con una malformazione. Sono quattro fotografie che come quattro pugnalate si inchiodano nella coscienza di chi le osserva. Come uno schiaffo morale alla nostra faccia che continua a masticare. In Nigeria accadono queste cose e nessuno se ne indigna, neanche le prime pagine dei giornali hanno speso due parole per questo caso, tantomeno rientra tra le principali preoccupazioni che riempiono in Occidente i nostri pensieri. In Europa ogni decesso ha un nome e un cognome, ha una famiglia che piange, un rito che lo commemora o alcuni aerei che si vendicano del loro decesso dove l’eco delle bombe non arriva. In Nigeria, soltanto gli affronti tra Boko Haram e l’esercito hanno già provocato 17.000 vittime. Diciassette mila un numero, ma ognuno di queste vittime aveva occhi che guardavano prima di chiudersi, un nome che non conosceremo mai e persone care che sentono la loro mancanza e che sopportano questo peso in una terra inzuppata di sangue. In queste condizioni, qualcuno direbbe che vivere in una bacinella è il male minore. In una bacinella verde, issata su una sedia a rotelle, la bambina sorride in una delle fotografie. Il fazzoletto rosso che le copre la testa è quasi un insulto per questo gracile corpo che ha davvero poco per coprirsi. Abbandonata per strada chiede elemosina e il suo collo si scorge appena di qualche centimetro fuori dall’involucro di plastica. In un’altra fotografia, suo fratello – secondo le quattro linee che accompagnano l’immagine – prende dal suo grembo dei biglietti. È un’immagine di una povertà estrema che è stata scattata il giorno 30.

Annunci

One thought on “La bambina della bacinella

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...