Canale del Mozambico, ”il cimitero marittimo” dimenticato dall’Europa

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company fonte AA

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Un’ondata migratoria ha causato almeno decine di migliaia di morti in questa regione del continente africano, hanno reso noto le autorità locali. Mentre più di 2.500 migranti hanno trovato la morte nel mar Mediterraneo nel 2015, per tentare invano di raggiungere il territorio europeo, quest’ultimo non è, tuttavia, il solo ”cimitero marittimo” tra l’Europa e l’Africa. Anche il canale del Mozambico, una braccio di mare dell’oceano Indiano che separa le isole Comore e il Madagascar dal resto dell’Africa, ha fatto la stessa fine a partire dal 1995, con almeno decine di migliaia di vite umane stroncate, dopo vani tentativi per raggiungere Mayotte, il dipartimento francese al largo dell’Africa. Ogni anno, migliaia di abitanti delle Comore attraversano il braccio di mare tra l’isola di Anjouan e Mayotte, per vivere in quest’isola che è la più prosperosa della regione, e che è diventata il 101° dipartimento francese nel 2011, e territorio dell’Unione europea (UE) nel 2014. Il fenomeno dell’immigrazione clandestina così notevole tra queste due isole risale al 1995, quando l’ex Primo Ministro francese, Edouard Balladur aveva imposto un visto agli abitanti delle Comore, ma è gradualmente peggiorato da quando Mayotte è stata dichiarata parte integrante della Francia e dell’UE. Chiamato il ”canale della morte” dalle persone locali, il braccio di mare di 70 chilometri che separa l’isola di Anjouan di Mayotte viene attraversato ogni anno da migliaia di abitanti delle Comore a bordo di ”kwassa kwassa”, piccole barche da pesca.

Un fenomeno difficile da arginare

L’ampiezza di questo fenomeno migratorio è tuttavia difficile da quantizzare, dal momento che le cifre ufficiali non sono spesso aggiornate e nessuna agenzia internazionale monitora la situazione sul posto, contrariamente a ciò che avviene nel mar Mediterraneo, dove l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, ‘Frontex’ è presente. Nel 2014, almeno 597 kwassas che trasportavano 12.879 migranti sono state intercettate alla frontiera mahorese, ha informato la prefettura di Mayotte. Altre cifre importanti sull’ondata migratoria, è il numero di persone con uno stato irregolare, o quello dei migranti espulsi o morti durante il tragitto, restano inesatte o poco affidabili. Una informativa dell’Assemblea nazionale, del 2009, evocava già una cifra di 60.000 clandestini, cosa che equivale a un terzo di tutta la popolazione dell’isola. Ma, secondo le ultime stime del 2015, questo numero sarebbe salito a 100.000, dal momento che il 70% di parti a Mayotte sono fatti da donne senza documenti, cita l’Istituto nazionale di statistica e degli studi economici ‘INSEE’. Per quanto riguarda il numero di morti in mare, una relazione del senato francese evoca tra i 7.000 e i 10.000 morti dal 1995 al 2012, tuttavia secondo Marie Duflo, segretario generale del gruppo di informazione e di sostegno degli immigrati (GISTI), ”è probabilmente molto di più perché le cifre avanzate si basano su ciò che si vede nelle acque territoriali di Mayotte”. ”Anche per il Mediterraneo, le cifre sono approssimative ma il Mediterraneo è sotto stretta osservazione degli Stati e dell’agenzia Frontex. Mentre nell’arcipelago delle Comore, nessuno fa questo monitoraggio”, ha sottolineato Duflo in un’intervista rilasciata per Anadolu. E ha aggiunto che: ”Il tragitto dei kwassas che cercano di evitare la polizia francese è sempre più lungo e rischioso. L’isola di Anjouan è soltanto a 70 km da Mayotte ma compiono grandi deviazioni e il mare non è calmo”. Gli enti locali calcolano anche 50.000 morti dal 1995, ha insistito.

Un fenomeno poco conosciuto in Francia e nel resto del mondo

Il fenomeno migratorio tra le Comore e Mayotte è molto più vecchio e probabilmente più mortale di quello nel mar Mediterraneo, tuttavia resta leggermente diffuso attraverso i mass media su scala mondiale e anche nella stessa Francia. I rappresentanti dell’Unione europea (UE) e dell’Africa hanno avuto un incontro a Malta nel mese di novembre dello scorso anno per discutere l’ondata migratoria tra le due regioni, ma la questione di Mayotte non appariva all’ordine del giorno del vertice. Secondo Marie Duflo, questo debole interesse per Mayotte si basa su molti fattori che sono allo stesso tempo regionali e internazionali. ”Sono soprattutto gli abitanti delle Comore o a volte i malgasci originari dei paesi i cui Stati sono, soprattutto le Comore, estremamente deboli”, ha spiegato Duflo, sottolineando che la popolazione delle Comore, duramente colpita dai decessi, non ha i mezzi per parlare. ”Le sfide economiche regionali pesano certamente un pò sulla Francia ma non così tanto come in generale accade per gli organismi africani suscettibili e eventualmente interdipendenti i quali hanno poca voce in capitolo”, ha proseguito. Parlando della metropoli francese, si ha la tendenza ”a enfatizzare ciò che accade in una piccola isola distante e sconosciuta”, e ciò permette, secondo Duflo, ”di revocare a Mayotte dei diritti acquisiti negli altri dipartimenti”. Su scala internazionale, il fenomeno è considerato come ”un affare francese” o, ”al massimo, una curiosità esotica che si scopre passando in questi posti”, ha lamentato.

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