PRIMA MONDIALE: Un’ablazione chirugica del seno mediante un robot-chirurgico

Traduzione a cura di Sabrina Carbone per SEBAL company di Sabrina Carbone fonte SCIENCE ET AVENIR

L’Istituto francese Gustave Roussy è il primo ad aver realizzato una mastectomia ricostruzione mammaria senza cicatrice visibile per mezzo di un robot di ultima generazione.

Robot Da Vinci Xi
Robot Da Vinci Xi

Ogni anno, in Francia, circa 20.000 donne sono operate di mastectomia, un intervento che consiste nel ritirare la ghiandola mammaria pur conservando la pelle del seno. Può essere realizzata per ragioni terapeutiche (cancro al seno) o preventive (è in particolare proposta alle donne portarici della mutazione genetica di BRCA, come Angelina Jolie). Dopo l’asportazione chirurgica, le pazienti beneficiano di una ricostruzione immediata attraverso varie tecniche. In alcuni casi, la conservazione del capezzolo e dell’anello (parte che circonda il capezzolo) è possibile, e ciò permette di ottenere risultati estetici migliori. Tuttavia, le classiche tecniche chirurgiche rilasciano una cicatrice visibile e definitiva sul seno, che può essere fonte di sofferenze psicologiche, di un’alterazione dell’immagine di se stessi, della femminilità e di un deterioramento della qualità della vita.

Perché allora non nascondere questa cicatrice altrove, ad esempio sotto l’ascella? Purtroppo, un chirurgo non ha la visione e l’ampiezza di movimento sufficienti per praticare questo tipo di intervento in buone condizioni. Ma un robot chirurgico, si. Ma non uno qualsiasi, uno dell’ultima generazione di robot chirurgico: il Da Vinci Xi, munito di 4 braccia, di un trocart (un tipo di cilindrico cavo, aguzzo e tagliente) per l’incisione, e che permette il passaggio di una micro-camera HD e 3D come anche degli strumenti chirurgici. Quest’ultimo effettua le incisioni sotto l’ascella, lasciando così il seno senza una cicatrice visibile. L’istituto Gustave Roussy (a Villejuif) è il primo centro medico al mondo che ha realizzato una mastectomia con questo robot, nel quadro di uno studio clinico. Fino ad ora, due pazienti sono state operate con successo.

Una riduzione del rischio di complicazioni?

Praticamente, il robot permette di praticare l’ablazione del seno con una cicatrice molto più discreta di circa 4, 5 centimetri sotto l’ascella (vedere immagine a fianco). robot 2Lo stesso chirurgo mette in seguito la protesi mediante la stessa incisione, come avviene già in chirurgia estetica. ”Il nostro obiettivo è semplicemente quello di proporre,nel contesto delle norme e della sicurezza, una prova clinica, un’alternativa chirurgica, più estetica e meno traumatica psicologicamente, alle donne che devono subire un’ablazione del seno seguita da una immediata ricostruzione”, ha precisato in un comunicato, all’inizio di questa prima, il dott. Benjamin Sarfati, oncologo e chirurgo plastico al Gustave Roussy. Oltre a un migliore risultato estetico e alle sue conseguenze positive sul piano psicologico, la chirurgia detta ”robot-assistita” potrà anche permettere di diminuire il rischio di complicazioni: rischio di contagio, necrosi cutanea, riapertura della ferita, ritiro della protesi, ecc. Uno studio clinico di fattibilità è stato lanciato per valutare tutti i vantaggi che ne possono derivare. L’istituto prevede di operare altre 33 pazienti.

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