‘La quarta Rivoluzione industriale’ eliminerà 7 milioni di posti di lavoro entro il 2020

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company di Sabrina Carbone fonte El Economista

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– Questa perdita sarà compensata dalla creazione di 2 milioni di posti di lavoro
– I governi dovranno combattere contro l’ulteriore disoccupazione e una maggiore disparità

Almeno 7 milioni di occupazioni saranno messe a rischio nel corso dei prossimi cinque anni a causa delle trasformazioni che l’economia mondiale subirà e che il Forum Economico Mondiale chiama ”quarta rivoluzione industriale”. Due giorni dopo l’inizio del forum di Davos, l’ente promotore ha presentato oggi (18/01/2016) una relazione nella quale esamina le trasformazioni che l’economia mondiale e il mercato del lavoro subiranno nel prossimo quinquennio. Lo studio afferma che nel mondo, a causa dell’automazione circa sette milioni di lavori ”d’ufficio” saranno messi a rischio. Lo studio predice anche lo sviluppo nei settori dell’Intelligenza artificiale, della robotica, della nanotecnologia e della stampa 3D. Questa trasformazione che indurrà alcune occupazioni a diventare superflue e inutili, allo stesso tempo offrirà l’occasione a un’altra grande gamma di impieghi. È per questo motivo che gli economisti che hanno firmato lo studio segnalano che questa perdita sarà compensata dalla creazione di altri 2 milioni di nuove occupazioni nei settori dell’informatica, dell’ingegneria industriale, dell’architettura e della matematica. L’ente basa la sua analisi su decine di interviste rivolte ai direttori delle risorse umane di quasi quindici paesi che dispongono del 65% del mercato del lavoro mondiale.

Organizzare la transizione

”Senza un’azione urgente e specifica per organizzare la transizione e senza affidarsi ai lavoratori che godono di una formazione basilare, i governi dovranno combattere contro l’ulteriore disoccupazione e una maggiore disparità”, ha indicato, citato nel comunicato, Klaus Schwab, direttore del forum. La perdita di posti di lavoro influirà in modo quasi corrispondente sulle donne (48%) e sugli uomini (52%). Tuttavia, un’analisi più specifica mostra che su ogni cinque occupazioni perse per le donne, una sola sarà creata soltanto per loro. Mentre su ogni tre occupazioni perse, gli uomini ne otterranno uno, sottolinea lo studio.

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