Nuovi progetti per infondere di nuovo la vita nelle nostre città

Traduzione a cura di Sabrina Carbone per SEBAL company di Sabrina Carbone fonte BBC

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Le costruzioni urbane esauriscono i materiali preziosi e causano l’inquinamento. Abbiamo bisogno di idee che permettono di creare progetti più sostenibili che soddisfano le esigenze dell’ambiente, scrive l’architetto Neil Spiller.

A partire da metà di questo secolo, le nostre città sono diventate probabilmente più calde, esperienza molto drammatica del cambio climatico, sono sempre più rumorose e hanno una relazione sempre più tenue con l’ambiente. C’è un problema. Non solo le città sono responsabili del 40% di tutte le emissioni di carbonio, ma hanno a che fare anche con un insieme limitato di condizioni fisiche e si suppone che queste condizioni climatiche rimangano costanti, (nel tempo). I nostri edifici sono progettati per la siccità e quindi si deteriorano in presenza di acqua. L’architettura moderna inoltre è destinata solo agli alloggi delle persone, non ad altre forme di vita e quindi non promuovono di per sè la biodiversità. Quindi dobbiamo pensare a un’architettura molto diversa. Dobbiamo cercare nuovi modelli per costruire delle strutture come anche dobbiamo cercare di migliorare i nostri attuali processi industriali. I progettisti e gli architetti già stanno considerando una pianificazione urbanistica più ecologica, soprattutto come impiegare le risorse. Questi nuovi fabbricati sono molto fluidi e possono rispondere alle richieste di innovazione urbana. Per esempio, l’habitat di Parigi, la capitale che annovera un gran numero di alloggi sociali sta usando il calore della metropolitana di Parigi per riscaldare le costruzioni. I bioprocessi stanno alimentando le costruzioni come la casa BIQ con una bio- facciata reattiva, che è stata costruita come parte dell’International Building Exhibition (IBA) ad Amburgo. E i piani del WSP per i laghetti stagionali hanno a che fare con lo stoccaggio dell’acqua nella città di Jaypee, in India e cominciano a trattare i cambiamenti che hanno luogo mentre le stagioni cambiano. Le città sono escogitate per sfidare la presenza di materiali da costruzione e la loro inerzia e probabilmente potremo vedere un cambiamento nella nostra esperienza di città grazie all’aumento del naturalismo – un nuovo modo di vedere attraverso i nostri Smart Phone e i Google Glass.

Detto ciò, abbiamo bisogno ancora di una grande gamma di approcci per permettere alle nostre città di rispondere alle eventuali sfide – di cui alcune possono essere permanenti, come l’aumento del livello del mare e le imprevedibili condizioni metereologiche. Ho fondato il gruppo Avatar (ricerca architettonica virtuale e tecnologia avanzata) nel 2004 per capire come le tecnologie in rapida evoluzione avrebbero potuto tangere l’architettura. Queste promettenti opportunità potranno portare nuovi materiali da costruzione, soprattutto usando le biotecnologie emergenti e potranno incoraggiare la diversità nelle forme di architettura che produciamo. Esploriamo le aree più disparate come la biologia sintetica, la teoria digitale surreale, film e animazione, il design interattivo e la realtà mista e aumentata per foggiare l’architettura, il paesaggio e la progettazione urbana. Il nostro ordine del giorno è ben illustrato dal concetto che ha Lars Lerup di ”toro meccanico”, dove la cerimonia della corsa dei tori a Pamplona è descritta come un insieme di accoppiamenti liberi e in continua evoluzione tra la tecnologia, gli animali e gli esseri umani e come interagiscono tra loro. Facendo uso dell’idea del ”toro meccanico” Lerup studia con attenzione come possono essere superati gli effetti tradizionali delle città su di noi. Propone nuovi materiali da costruzione che potranno offrire nuove opportunità attraverso la loro struttura fluida aggiungendo che l’architettura e il ruolo degli architetti devono essere rimeditati. Le interazioni tra questi elementi dinamici forniscono ”un nuovo” modo di pensare la pianificazione, dove il risultato di un particolare spazio può essere deciso dalla persona che lo usa.

No limits

Un esempio sono le protocellule – rimanendo fedeli al processo chimico fisiologico che producono – il team del professor Lee Cronin all’università di Glasgow le usa per sviluppare una vernice a carbonio fisso. Altrove, in Gran Bretagna, la prima unità permanente di algaeponics (*) è stata installata sul tetto verde della nuova scuola di architettura, pianificazione e costruzione nel 2014, creando un petrolio sostenibile che può essere usato come combustibile. Simon Park dell’università Surrey sta integrando la tecnologia batterica nelle facciate della costruzione e sta utilizzando le stampanti da tavolino 3D per mescolare le sostanze chimiche come una forma di costruzione a umido, che è un materiale molto flessibile.

Ogni giorno, nel mondo l’architettura viene reinterpretata. Per esempio, c’è il Paik Nam June Media Bridge, che propone l’attraversamento fluviale a Seoul, la capitale sudcoreana. Questo audace progetto è molto più di un ponte; include nella sua ampia struttura un parco, un centro commerciale, uno spazio per eventi e un museo. I pannelli solari sul tetto della struttura generano calore. Questi concetti ci permettono di vedere i ponti in maniera diversa – non solo come mezzo per superare le barriere naturali, ma anche come un nuovo genere di struttura per viverci e per lavorare. Invece di costruire le strutture con materiali inerti trasportati attraverso il mondo, la gente ha iniziato a esplorare le tecnologie che possono trasformare un gruppo di sostanze in un altro in un edificio. Per esempio, Markus Kayser ha iniziato a trasformare la sabbia in vetro facendo uso di una sinterizzazione solare, che mette a fuoco i raggi del sole per creare l’ossidiana. Altri processi trasformatori includono i mattoni di arenaria stampati di Ginger Krieg Dosier la muratura bio–fabbricata sviluppati facendo uso di batteri.

Ma non dobbiamo solo pensare alle costruzioni sulla terra. Phil Watson, il Dott. Rachel Armstrong e Elizabeth Anne Williams hanno iniziato a lavorare sui primi disegni e sui concetti del progetto Persefone, che fa parte dell’iniziativa Icarus Interstellar che mira a costruire un’astronave interstellare capace di navigare per cento anni. Persefone mira a sviluppare un interno biologico sintetico per l’astronave, lavorando con squadre provenienti dai campi della scienza, della tecnologia, dell’architettura, della progettazione, dell’arte, degli studi umanistici e delle scienze sociali. I principi fondamentali del design possono non solo contribuire a creare un concetto possibile di vita nello spazio, ma possono essere tradotti in modelli e prototipi per occuparci di nuovo delle sfide ambientali qui sulla terra, ad esempio come possiamo affrontare la scarsità delle risorse nelle nostre megalopoli?

Sono numerose le incognite nel progetto, ma limitando i nostri pensieri, limitiamo l’architettura e la sua capacità di rispondere alle sfide e alle tribolazioni di un futuro provocatorio. La nostra architettura del XXI secolo sta sviluppando la teoria, gli strumenti e l’infrastruttura che permetteranno alla prossima generazione di architetti di occuparsi delle incognite. Ritornando alla natura delle strutture che compongono una città, queste possono rispondere meglio ai nostri bisogni cangianti, dal momento che la popolazione continua a crescere. Inoltre, un approccio elastico alla progettazione architettonica può anche aiutarci a pensare alla sostenibilità e alla biodiversità. Le protocellule, che sono più vigorose in un ambiente liquido, possono aiutare le costruzioni a resistere meglio alle condizioni di umidità. Facendo uso di nuovi modelli di progettazione, di nuove tecnologie e di nuovi materiali, forse sarà possibile sciogliere i vincoli dei processi di produzione industriale come forza motrice per lo sviluppo umano. Nulla è impossibile.

(*) The word algaeponics is a term coined and used to describe algae hydroponics, the methods to grow algae, and mostly supported by the “algae-to-oil” initiative – La parola algaeponics è un termine coniato e usato per descrivere la coltura idroponica delle alghe, i metodi per crescere le alghe, e per lo più sostenuto dall’iniziativa ‘algae-to-oil’.

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