I regimi di compensazione climatica ‘non riescono a raggiungere i più poveri’

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company di Sabrina Carbone fonte BBC

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Le comunità remote non stanno ricevendo le remunerazioni che sono state concesse mediante gli schemi destinati a conservare le foreste tropicali, cita una ricerca. La gente che dipende dalla raccolta delle risorse forestali deve ricevere il pagamento nell’ambito degli schemi. Ma alcuni ricercatori sostengono che esistono delle ”divergenze in questa realtà” tra le misure di sicurezza destinate ad aiutare le comunità colpite e chi realmente riceve la compensazione. I risultati sul cambio globale dell’ambiente sono stati pubblicati online. ”Circa l’11% delle emissioni globali provengono dal disboscamento e dalla degradazione delle foreste tropicali così lo scopo è quello di poter rallentare ancora di più tutto ciò per poi compensare le emissioni, una buona cosa per mitigare i cambiamenti climatici” ha spiegato Julia Jones dell’università di Bangor, in Galles. Negli ultimi dieci anni, i progetti denominati Riduzione delle emissioni da disboscamento e degrado delle foreste* (Redd/Redd+) sono stati sviluppati come parte dello sforzo globale per attenuare il mutamento del cambiamento climatico. Questi meccanismi sono destinati a migliorare la gestione delle foreste e a ridurre l’emissione netta dei gas serra nelle foreste tropicali e subtropicali delle nazioni. ”Infine è stato approvato (al vertice sul clima dell’ONU) a Parigi lo scorso mese di dicembre che Redd+ andrà avanti come meccanismo globale per la riduzione dei cambiamenti climatici”, ha reso noto il prof. Jones per BBC News. ”Che cosa significa in realtà tutto ciò zone più protette e più finanziamenti. E’ una cosa splendida, dopo tutto è una situazione vantaggiosa per tutti ma che cos’è che non va allora?”.

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Tuttavia, è stato ampiamente riconosciuto che tali schemi – se non implementati correttamente – possono avere un sostanziale impatto negativo sui mezzi di sussistenza delle persone, come le comunità indigene, e aggravare la povertà. ”Questo è stato accolto, per esempio, dalla Banca Mondiale”, ha osservato il prof Jones. ”Loro hanno assunto l’impegno che tutto ciò che finanziano (e) le persone sfollate per questo motivo, deve essere indennizzato”. ”I principi che le aree protette non devono danneggiare le comunità locali sono stati anche riconosciuti dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, per esempio”. Ma, ha aggiunto: ”Il problema è come si fa a farlo? Il modo in cui operano le linee guida della Banca Mondiale è che le famiglie influenzate da un regime devono essere identificate e quindi compensate per l’impatto negativo causato dall’azienda in un’area protetta sulle loro condizioni di vita”.

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Alla fine, per testare se il progetto ”tutela sociale” stava funzionando sul posto, un gruppo di ricercatori britannici e malgasci ha osservato dettagliatamente un’area in Madagascar dove è stata stabilita una nuova zona protetta. ”Abbiamo visto che, sì, sono andati sul posto e che hanno identificato le famiglie che si pensa siano influenzate negativamente dalla conservazione e hanno consegnato la remunerazione”. Tuttavia, ha aggiunto, la compensazione non è arrivata a coloro che sono più correlati al progetto. ”Abbiamo rintracciato ogni singola famiglia che doveva essere coperta dalla compensazione e hanno indicato che… il processo ha avuto alcune polarizzazioni molto serie a riguardo” ha spiegato. ”Soprattutto, la gente che è stata identificata era più facile da raggiungere fisicamente – perchè più vicina alla strada o più vicina al centro amministrativo”. Inoltre sono più inclini a essere collegati socialmente; i membri dei comitati locali per la gestione della silvicoltura – in media – erano più ricchi, o comunque, meno poveri”. Il prof. Jones ha informato che ciò non era previsto dallo schema che era stato rilasciato per aiutare, dove serviva di più. ”Le persone che sono più vicine al centro amministrativo è più lontane dalla foresta sono meno dipendenti dalle risorse forestali per la loro sussistenza”, ha indicato. ”Quello che è interessante qui è che la Banca Mondiale ha delle linee guida molto esplicite che devono essere a favore dei poveri e mirano ai gruppi vulnerabili. Abbiamo esposto che qui qualcosa non sta funzionando”. Lo stesso ha aggiunto che lo studio ha richiesto ai ricercatori di trascorrere molto tempo nella zona per sapere dove sono state individuate tutte le famiglie. In alcuni casi, i membri del team hanno dovuto camminare per otto o nove ore per raggiungere alcune comunità ancora più distanti.

”Divergenze nella realtà”

”Una critica è che famiglie del genere possono sfuggire se si rimane per un breve periodo di tempo, ma questo è uno dei problemi, non si può pretendere che i consulenti pagati dalla Banca Mondiale per questo progetto siano sottoposti a quel livello di sforzo per trovare ogni singola famiglia”, ha aggiunto. ”Non vogliamo criticare i vari esecutori di questo particolare progetto, ma vogliamo evidenziare ”una lacuna in questa realtà” tra queste adorabili politiche che risuonano grandi sulla carta ma in realtà le stesse sul posto sono incredibilmente difficili da implementare”. Il prof. Jones ha comunicato che lo scopo dello studio non era quello di giudicare i progetti e neanche il modo in cui il regime di compensazione è stato implementato. ”E’ una considerazione per precisare che c’è questa lacuna in detta realtà” ha aggiunto. ”Nei paesi come il Madagascar, c’è una scarsa mappatura e quindi quando si progetta qualcosa di simile e non si dispone di una mappa che indica i villaggi che hanno scuole primarie ecc non vengono stanziate le risorse sufficienti. ”Voglio dire che ogni volta che c’è tutta una specie di sforzo per implementare un sistema di conservazione poi sul posto deve essere fatto un ulteriore sforzo per rintracciare la popolazione. Affidarsi a mappe molto vecchie e obsolete non è sufficiente”. Il gruppo ha suggerito che fornire un risarcimento a tutte le famiglie in una zona interessata potrebbe rivelarsi economicamente più efficiente, in quanto il costo della fornitura delle risorse necessarie per localizzare e valutare le famiglie ”non è fattibile”.

* Reducing Emissions from Deforestation and forest Degradation (Redd/Redd+)

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