Il cambio climatico provocato dall’uomo posticipa la prossima età del ghiaccio

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company di Sabrina Carbone fonte ABC esp

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L’attività umana può alterare alcuni meccanismi che hanno modellato il nostro pianeta fino ad oggi. Secondo uno studio dell’istituto Potsdam per la ricerca dell’Impatto climatico, l’influenza dell’attività umana sul clima ritarderà l’inizio della prossima età del ghiaccio. I risultati della ricerca, che ha pubblicato ”Nature”, rivelano tra l’altro, che un’interferenza umana moderata nel ciclo del carbonio del pianeta potrà posticipare a 100.000 anni l’inizio di un nuovo ciclo glaciale. Andrey Ganopolski il principale autore dello studio, ha spiegato che ”anche senza un cambiamento climatico antropogenico non prevede l’inizio di una nuova età del ghiaccio prima di 50.000 anni d’ora in poi, cosa che fa già dell’Olocene un’epoca geologica insolitamente lunga tra le due età del ghiaccio”. Tuttavia, lo studio mostra che con moderate emissioni addizionali di CO2 – provenienti dalla combustione del petrolio, del carbone e del gas, già sarebbe sufficiente per posporre la prossima età del ghiaccio ai prossimi 50.000 anni. ”La conclusione – ha asserito Ganopolski- è che salteremo un intero ciclo glaciale, il quale non ha precedenti e dimostra che gli esseri umani sono capaci di interferire in un meccanismo che ha formato il mondo così come lo conosciamo”. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno proposto una relazione funzionale critica tra l’insolazione dell’estate boreale e la concentrazione globale di diossido di carbonio (CO2), che spiega l’inizio degli ultimi otto cicli glaciali e potrà anticipare i prossimi periodi dell’inizio glaciale. ”I nostri risultati indicano una relazione tra l’insolazione dell’estate e il CO2 atmosferico affinché cominci una crescita su larga scala dello strato di ghiaccio che non soltanto spiega ciò che è successo in passato, ma che ci permette anche di anticipare i prossimi periodi”, ha dichiarato Ganopolski.

La combustione dei combustibili fossili

A partire da un elaborato modello del sistema della Terra che simula allo stesso tempo il comportamento dell’atmosfera, l’oceano, degli strati di ghiaccio e il ciclo globale del carbonio, gli scienziati hanno analizzato gli effetti delle nuove emissioni di CO2 di origine umana nel volume di ghiaccio nell’emisfero del nord. ”A segutio della vita utile estremamente lunga del CO2 nell’atmosfera, le emissioni passate e future avranno un impatto significativo nel calendario per un nuovo ciclo glaciale”, ha spiegato Ricarda Winkelmann, collaboratore dello studio. “La nostra analisi dimostra che anche le piccole emissioni di carbonio addizionali influiranno con molta probabilità sulla evoluzione degli strati di ghiaccio dell’emisfero del nord per decine di migliaia di anni, e le emissioni moderate da 1.000 a 1.500 gigatonnelate di carbonio potrannno posticipare con sicurezza la prossima età del ghiaccio almeno di 100.000 anni”. La ricerca sulle cause dei cicli glaciali è ancora una delle questioni più affascinanti dell’analisi del sistema della terra e, in particolare, della paleoclimatología, lo studio dei cambiamenti climatici lungo tutta la storia del nostro pianeta. Generalmente, l’inizio di una nuova età del ghiaccio è segnato da periodi di irradiazione solare molto bassa in estate. Tuttavia, l’insolazione d’estate è attualmente vicina al suo minimo, e non ci sono segni di una nuova età del ghiaccio. ”Questo è ciò che ha motivato il nostro studio – ha riferito Winkelmann – quindi penetrare nel mistero dei meccanismi che hanno promosso i precedenti cicli glaciali facilita la nostra capacità per predire ciò che è prossimo”. Da parte sua Hans Joachim Schellnhuber, direttore dell’istituto Potsdam per la ricerca dell’Impatto climatico, ha spiegato che “le glaciazioni hanno conformato, come nessun’altra forza nel pianeta, l’ambiente globale, e ciò ha determinato lo sviluppo della civiltà umana. Per esempio, grazie all’ultima età del ghiaccio il nostro suolo è fertile, e ha anche inciso sui paesaggi. Tuttavia, al giorno d’oggi è la società che con le sue emissioni provocate dalla combustione di combustibili fossili ha determinato il successivo sviluppo del pianeta. Questo dimostra chiaramente che già da tempo siamo entrati in una nuova epoca geologica, e che nel cosiddetto Antropocene la società si è trasformata da se stessa in una forza geologica”.

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