Presentazione in giudizio di documenti stranieri: Ho bisogno di una traduzione giurata?

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company di Sabrina Carbone fonte Traduccion Juridica

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Quasi tutti i mesi, alcuni dei nostri clienti ci chiedono la traduzione di documenti da presentare al processo. Questa settimana traduciamo molti contratti per questo scopo, questo perché abbiamo preso degli accordi per questo lavoro e ci è sembrato opportuno riprendere la questione nel blog — nulla è semplice, certamente. In generale, a qualsiasi avvocato con una certa esperienza è sorta a volte la necessità di presentare in giudizio documenti stranieri per accompagnare una domanda. Ogni volta sono sempre più i clienti internazionali che passano per gli uffici, anche senza essere un avvocato specializzato nell’ambito internazionale sicuramente perchè hanno clienti che fanno cause all’estero, o sono sposati, divorziati, comperano proprietà o ricevono eredità in altri paesi. Quando la questione diventa controversa sorge il problema di come trattare la documentazione probatoria redatta in varie lingue.

Obbligo di portare traduzioni

L’avvocato sa che deve ben fondare le sue richieste nella domanda allegata alla documentazione, e che quest’ultima deve essere scritta in una lingua che comprende il tribunale, come prevede il Codice di procedura civile 1/2000 (LEC) nell’articolo 144.1: ”Articolo 144. Documenti redatti in lingua non ufficiale. Ogni documento redatto in una lingua che non sia il castigliano o, in caso, la lingua ufficiale propria della Comunità autonoma interessata, l’atto sarà accompagnato dalla traduzione”. Non sono previste, tuttavia, sanzioni nel caso in cui non sia rispettata questa esigenza. Quindi, le conseguenze dovute alla omissione di questa traduzione vanno interpretate dalla legge in molti Tribunali provinciali e in altri processi e tribunali i quali, in diverse occasioni, hanno dichiarato l’assenza di valore probatorio dei documenti portati senza essere accompagnati da una traduzione propria (1).

Sì, ma di che tipo di traduzione c’è bisogno?

Se continuiamo a leggere l’articolo 144 troveremo quanto segue nel secondo paragrafo: ”2. Detta traduzione potrà essere fatta privatamente e, in tal caso, se una delle parti la contesta nei cinque giorni successivi alla traduzione, e non la considera fedele o esatta e esprime le sue ragioni per questa divergenza, il cancelliere ordinerà, per la parte (che ha indicato) che c’è una discordanza, la traduzione ufficiale del documento, a spese di chi l’ha presentata. Il nostro LEC non è molto chiaro sul tipo di traduzione che occorre presentare, questo perché spesso gli avvocati si chiedono se questa traduzione deve o non deve essere giurata. La risposta non è facile, poiché non esistono norme e neanche direttive sull’argomento. Abbiamo già visto che il LEC obbliga che ogni documento redatto in una lingua straniera sia tradotto prima di essere portato in giudizio. Inoltre aggiunge che questa traduzione può essere fatta ”privatamente”, e questa traduzione sarà valida purché non sia contestata perchè considerata poco fedele o inesatta. In questo caso si ordinerà la traduzione ”ufficiale” del documento a spese di colui che l’ha presentata.

Occorre ricordare, come ha indicato il professor Joan Pico i Junoy (2), che la traduzione di qualsiasi documento redatto in una lingua straniera è un atto ”peritale”, cioè, un’attività professionale che esige una certa conoscenza specializzata. Considerando questo carattere peritale, il giudice dovrà seguire la traduzione data dallo specialista, anche se occorre formulare, secondo il professore Pico, alcune sfumature: ”a) Se si tratta di una semplice traduzione privata non contestata dalla parte contraria, l’efficacia vincolante della prova documentata influirà soltanto sul contenuto del documento (ai sensi degli articoli 319 e 326 del LEC) e non sulla traduzione di quest’ultimo. La traduzione, come qualsiasi altro atto peritale, è misurabile da parte del giudice secondo le regole di una critica sana (come prevede l’articolo 348 del LEC), perché se ha una conoscenza profonda della lingua nella quale è stato redatto il documento può, motivatamente, giustificare il suo scostamento per quanto riguarda la traduzione e imporre la sua propria conoscenza (…);
b) se si tratta di una traduzione ufficiale derivata dalla contestazione della precisione della traduzione privata, in via del tutto eccezionale, il giudice potrà anche abrogare il risultato della traduzione, anche se il grado dei motivi legali dovrà essere soprattutto estremizzato, dato il carattere ufficiale della traduzione. (3)

Che cos’è una traduzione ufficiale

Di conseguenza, il carattere ”ufficiale” o no di una traduzione risulterà essenziale al momento della perizia giudiziaria del documento. Tuttavia, l’articolo 144 non cita cosa bisogna intendere per traduzione privata o per traduzione ufficiale, e neanche indica chi può o chi deve effettuare una traduzione affinché questa sia rivestita di questo carattere ufficiale. Dobbiamo ricorrere al Decreto Reale 2555/1977, del 27 agosto, con il quale si approva il Regolamento dell’Ufficio di Interpretazione delle Lingue del Ministero degli affari Esteri (nella sua redazione modificata del Decreto Reale 2002/2009, del 23 dicembre) per poter comprendere questa distinzione tra traduzioni ufficiali e private. Detto DR, nell’articolo 6 paragrafo 1 stabilisce quanto segue: ”Le traduzioni e l’interpretazione di una lingua diversa dal castigliano e viceversa che effettuano i Traduttori/ci-interpreti giurato/a avranno carattere ufficiale, nel momento in cui le traduzioni saranno sottomesse a revisione dall’Ufficio di Interpretazione delle lingue previo sollecito delle autorità competenti”. Secondo quanto disposto in questo precetto, la traduzione ufficiale sarà quella effettuata ”da un traduttore/interprete giurato” che, grazie all’accreditamento che gli ha concesso il Ministero degli affari Esteri (MAE), è qualificato per certificare con fedeltà e precisione le sue traduzioni.

Riassumendo

Secondo il LEC, è necessario allegare la traduzione dei documenti redatti in lingua straniera affinché abbiano valore probatorio, ma questa traduzione può essere effettuata ”privatamente”, cioè, da parte di una persona qualificata per fare questo e senza nessun’altra esigenza addizionale. Tuttavia, in questo caso, la qualità di questa traduzione può essere messa in discussione, sia dalla parte contraria che dal giudice, e la traduzione può essere respinta, a danno di chi l’ha fornita. Di conseguenza, è consigliabile, ma anche necessario, accompagnare una traduzione giurata (realizzata da un traduttore/interprete giurato, e nella quale compare il suo timbro e la sua firma) del documento in questione, perché avrà così valore ”ufficiale” davanti ai nostri tribunali. In quest’ultimo caso soltanto il giudice avrà la facolta’ di respingerla ben motivando la sua decisione, cosa che accade certamente in rarissime occasioni.

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