Com’è riuscita l’India a diventare la nuova Cina dell’economia mondiale?

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company di Sabrina Carbone fonte BBC Mundo

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Se qualcosa ha caratterizzato l’economia cinese durante gli ultimi anni è stato la sua capacità di crescere a un ritmo vertiginoso. Tuttavia, è già ufficiale: nel 2015 un’altra mega economia asiatica è cresciuta molto rapidamente rispetto alla Cina. In questo caso quella che regge la corona della crescita è l’India, che con suoi 1.250 milioni di abitanti è la democrazia più numerosa del mondo. E, indicano gli esperti, è precisamente il suo sistema politico democratico che gli sta dando un vantaggio di fronte alla Cina. I dati ufficiali di Nuova Delhi segnalano che l’economia è cresciuta all’eccezionale tasso annuo del 7,5%. Mentre per la Cina è del 6,9%. Non è la prima volta che succede. Ma la Cina ha avuto 15 anni di crescita apparentemente ineguagliabili. Dal 1999 non cedeva questo posto all’India.

Destini paralleli

Tra queste due nazioni c’è circa un terzo degli abitanti dell’umanità. E sono molte le cose nelle quali si somigliano. Entrambi i paesi sono emersi negli anni ’90 dopo un lungo periodo di stagnazione economica per conto di politiche di intervento dello Stato. Nel caso della Cina, attuate da parte del Governo comunista. E in quello dell’India, con molte amministrazioni di taglio socialista che sono arrivate al potere per via elettorale. Sia in Cina che in India, l’irruzione di politiche di libero mercato hanno trasformato l’economia e hanno cambiato la vita a centinaia di milioni dei suoi abitanti. Ma fino ad oggi è stata la Cina quella ha spesso avuto la meglio nel conflitto economico tra le due nazioni più popolate del pianeta. Una circostanza che può cambiare man mano che l’economia cinese rallenta.

Cifre discutibili?

L’India è in armonia con sé stessa. Il Governo del Primo Ministro, Narendra Modi ha garantito che la crescita aumenterà ancora di più nel 2016, al 7,6%. Il mandatario ha girato il mondo, chiedendo ai dirigenti aziendali di investire in India. Anche se alcuni dubitano che la prosperità abbia realmente queste dimensioni. ”C’è stato molto scetticismo sui dati del PIL da quando il Governo ha rivisto un anno fa, il metodo per calcolarlo”, ha segnalato Yogita Limaye, corrispondente della BBC a Bombay. ”Ma tutti gli economisti con i quali ho parlato hanno garantito che senza dubbio l’economia indiana sta prendendo una certa ampiezza, trasformandola in un focolare insolito di prosperità tra le nazioni emergenti”, ha aggiunto il nostro corrispondente.

L’impatto della democrazia

Molto significative ma anche parallele sono le differenze nella strategia economica di questi due potenti Stati. La Cina si è trasformata, soprattutto, in una enorme potenza manifatturiera, costruendo tutti i beni di consumo che le nazioni occidentali volevano comperare. Nel frattempo, l’India si è specializzata nell’esportazione dei servizi, in particolare nei settori come l’informatica, dove dei veri eserciti di programmatori lavorano per marche locali e straniere aiutando a redigere i codici con i quali operano molti computer del mondo. L’India dirige oggi il mondo come il più grande ricevitore di investimenti stranieri in imprese completamente nuove. E il Fondo Monetario Internazionale ha reso noto lo scorso anno che spera che nel 2020, l’India continui ad essere l’importante economia di maggior crescita nel mondo. E la formula? Ironicamente è la stessa che in antecedenza avevano detto che favoriva la Cina: le differenze tra i sistemi politici di ambedue i paesi. Inoltre anni fa si diceva che il carattere autorevole del sistema politico cinese dava allo Stato la capacità di mobilitare con poca resistenza le enormi risorse che sono necessarie per costruire le fabbriche e le ingenti opere infrastrutturali caratteristiche di questo paese. L’India, invece, è una democrazia parlamentare. Ma in questa nuova fase della crescita alla quale sono arrivati questi paesi, dove si dipende molto dall’imprenditoria individuale per la creazione di imprese ad alta tecnologia, il sistema indiano, con il suo attaccamento allo Stato di diritto e alla democrazia può offrire incentivi migliori agli investitori privati. Ne consegue che alcuni pensano che è più probabile che il ”prossimo Apple”, l’impresa che rivoluziona l’economia, arrivi prima in India che in Cina.

Dimensione

Accada quel che accada, e anche se la sua economia sta crescendo molto rapidamente, l’India ha ancora un buono percorso per risalire prima di conformarsi alle dimensioni dell’economia cinese, la seconda potenza mondiale dopo gli Stati Uniti. L’India invece occupa appena il decimo posto, dietro i paesi come l’Italia, il Brasile e la Russia. Con un PIL di 2.000 miliardi di dollari americani, la sua economia è circa cinque volte più piccola di quella cinese. Ma la tendenza conta. E a lungo termine, forse sarà l’India che passerà alla storia come la grande locomotiva dello sviluppo mondiale tra i primi decenni del secolo XXI.

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