15 Febbraio voto di apertura dei negoziati di ALECA

Traduzione a cura di Dott.ssa Sabrina Carbone per SEBAL company di Sabrina Carbone fonte L’economiste maghrebin

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La votazione del comitato INTA (commercio internazionale) del Parlamento europeo per l’apertura dei negoziati per un Accordo di libero scambio completo e approfondito (ALECA) tra la Tunisia e l’UE avrà luogo il, 15 febbraio 2016. Come cita un documento ufficiale, pubblicato dalla delegazione dell’Unione europea in Tunisia, l’obiettivo dei negoziati ALECA è quello di integrare progressivamente l’economia tunisina nello spazio economico europeo. Ciò dovrà migliorare le possibilità di accesso al mercato, il clima degli investimenti e fornire sostegno alle riforme economiche intraprese dalla Tunisia.

Una particolare priorità sarà accordata alle misure che permetteranno di favorire gli investimenti europei, che faciliteranno l’integrazione nel mercato dell’Unione europea, miglioreranno la gestione economica e rafforzeranno l’integrazione economica regionale tra la Tunisia e i suoi vicini della riva sud del Mediterraneo.

Una volta conclusa, ALECA farà riferimento agli attuali impegni nel quadro dell’Accordo di associazione euro-mediterraneo firmato tra la Tunisia e l’UE nel 1995. Sarà anche un accordo completo sui rapporti commerciali ed economici tra l’UE e la Tunisia e coprirà un’ampia gamma di campi di interesse comune.

Una volta che i negoziati saranno portati a termine, ogni parte dovrà procedere alla ratifica prevista della sua costituzione. Ricordiamo che l’Unione europea e la Tunisia privilegiano il dialogo con la società civile a monte e durante i negoziati. Inoltre un testo finale sarà presentato per l’approvazione alle autorità legislative, cioè al Parlamento europeo. Su questa stessa scia, una dichiarazione dell’Organizzazione della società civile (OSC) – euro-mediterranea, tunisina e francese ha formulato una serie di raccomandazioni pur segnalando che:

  • Una valutazione indipendente e approfondita deve essere intrapresa sulle conseguenze di quarant’anni di partenariato tra l’Unione europea e la Tunisia che ha gradualmente intensificato la liberalizzazione degli scambi tra le due rive. Allo stesso tempo esige che questa valutazione sia dedicata agli impatti del partenariato sui diritti economici e sociali. In molti sostengono che l’Accordo di associazione del 1995, all’origine della riduzione delle barriere doganali per i manufatti, abbia arrecato un danno all’economia tunisina, in particolare per quanto riguarda l’aumento del tasso di disoccupazione e esacerbando gli squilibri regionali e le disuguaglianze sociali. D’altra parte, l’OSC raccomanda di intraprendere, senza indugio, studi indipendenti e attualizzati sul’impatto multidimensionale di ALECA integrando in particolare la dimensione dei diritti economici e sociali (precarietà delle occupazioni, subappalto, perdita di posti di lavoro, debolezza della protezione sociale, perdite a livello di risorse fiscali)
  • Concepire un accordo commerciale tra la Tunisia e l’UE nel quadro di una cooperazione equa, che tenga conto della diversa competitività tra le due economie e della persistenza degli aiuti pubblici europei accordati ad alcuni dei loro settori strategici;
  • Ridefinire i termini del suo partenariato con la Tunisia, affinché possa contribuire a rispondere effettivamente alle rivendicazioni di giustizia sociale, di dignità e di occupazione, espresse in occasione della rivoluzione Dicembre 2010-Gennaio 2011;
  • Istituire un sistema di accesso all’informazione per la società civile che garantisca la trasparenza nel processo dei negoziati ALECA (accesso ai documenti di negoziato, che devono essere anche disponibili in Arabo) e sviluppare un quadro istituzionale che permetta di far esprimere e coinvolgere effettivamente la società civile sulle varie fasi e sugli aspetti dei negoziati;
  • Abbinare la libertà di circolazione dei beni, dei servizi e dei capitali alla libera circolazione delle persone.
    ”Le ONG firmatarie desiderano sottolineare che la scarsa considerazione di queste raccomandazioni su ALECA tra la Tunisia e l’UE potrà mettere in pericolo la sovranità del paese, assoggettare l’interesse del paese alla logica mercantile e minacciare i diritti fondamentali del popolo tunisino, cosa che potrà contribuire a peggiorare la precarietà di ampie fasce della popolazione ed esporle al rischio di culminare in atti di violenza e di fanatismo”, cita la dichiarazione dell’OSC.
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