Sabrina Carbone SEBAL ARTICOLI

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Sabrina Carbone: Reti terroristiche legate a Hezbollah, operano in Venezuela

Posted on giugno 1, 2013

03112012739-001Le reti terroristiche, raccolgono fondi e reclutano seguaci nel continente, sotto i Governi amici che offrono loro sostegno e agiscono sotto la copertura delle attività di tipo solidale e culturale. Lo scorso febbraio, il quotidiano venezuelano ‘El Universal’ aveva riferito che l’ex ambasciatore iraniano, Mohammed Razza Hidari, ha affermato di aver visto “molti gruppi latinoamericani di Hezbollah raggiungere l’Iran per acquisire una maggiore conoscenza”. Il viaggio verso la Repubblica islamica è stato il culmine di un percorso che era iniziato con il reclutamento e la conversione religiosa. Negli ultimi 2 o 3 anni è stata intensificata l’attività di proselitismo dagli elementi della Guardia Rivoluzionaria iraniana o dal suo alleato libanese Hezbollah per svolgere compiti di reclutamento, indottrinamento e infine recarsi nella città santa di Qom, dove culmina la formazione politica, religiosa e militare. Gli elementi una volta formati tornano nei loro rispettivi paesi per generare a loro volta nuove “missioni culturali” come uno schermo. Il ‘Bianco’ di questo cooptazione sono i sostenitori del Socialismo del XXI Secolo o quelli della Rivoluzione Bolivariana, in diversi paesi latino-americani, attratti dalle attività culturali a sostegno dei gruppi indigeni e degli emarginati. Inoltre, nei primi di febbraio di quest’anno, era stato lanciato un allarme negli Stati Uniti dopo l’arresto in Germania dell’ex Presidente della Banca centrale dell’Iran, con un assegno di 300 milioni di bolivares (70 milioni dollari). Tahmasb Mazaheri è stato arrestato a Düsseldorf, dove era arrivato dalla Turchia, per aver violato le leggi contro il riciclaggio di denaro sporco e il finanziamento delle reti terroristiche. Mazaheri era il direttore della Banca per lo Sviluppo Internazionale, una organizzazione di entità iraniana con sede a Caracas, ed è una filiale della Bank of Iran Export Developement. Un arresto conferma che, tra le altre cose, l’amicizia con il Venezuela permette all’Iran di aggirare le sanzioni economiche per il suo programma nucleare. Dall’Argentina, il procuratore Alberto Nisman, è stato incaricato di indagare sull’attacco terroristico del 1994 contro AMIA di Buenos Aires, e ha accusato proprio l’Iran di aver distribuito una vasta rete terroristica in Sud America, che comprende dodici paesi. Il rapporto, di 500 pagine, ribadisce le accuse contro diverse personalità iraniane come mandanti di un attacco criminale. Dalla denuncia del procuratore emerge che l’azione terroristica contro AMIA rientra in un piano orchestrato dalle più alte autorità iraniane a livello mondiale il cui scopo primario della distribuzione operativa iraniana in America Latina è stato quello di esportare la rivoluzione islamica, approfittando dell’esistenza di una vasta popolazione di origine musulmana. Font: http://www.lapatilla.com/site/2013/06/01/redes-terroristas-ligadas-a-hezbollah-operan-en-venezuela/

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Sabrina Carbone: La Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato la Grecia per la discriminazione contro i bambini rom

Posted on giugno 2, 2013

03112012739-001Le autorità greche devono cessare immediatamente di iscrivere i bambini Rom separatamente dagli altri bambini ha raccomandato Amnesty International il 30 maggio, dopo la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo (CEDU), che considera questa pratica adottata nel settore scolastico della Grecia centrale, una discriminazione. Il divieto all’unanimità nel caso ‘Lavida e altri c. Grecia’, la CEDU ritiene che  ”il prosieguo di una tale situazione e la rinuncia dello Stato ad adottare misure anti-segregazioniste implica la discriminazione e viola il diritto all’istruzione”. Questa è la sesta tappa della CEDU che stabilisce i fatti di discriminazione contro gli alunni rom, e il terzo che riguarda le scuole greche”. E’ scandaloso che, nonostante tre sentenze separate della Corte europea dei diritti dell’uomo, la Grecia ancora non ha messo fine alla discriminazione nei confronti dei bambini rom e viola in flagrante il loro diritto all’istruzione”, ha precisato Jezerca Tigani, vicedirettore del Programma Asia centrale di Amnesty International Europe. In questo caso recente, la CEDU era stata scelta da una ONG greca, Greek Helsinki Monitor (GHM), per conto di 23 bambini rom che vivono a Sofades, una città della Tessaglia (regione centrale della Grecia). Quasi 400 famiglie Rom vivono a Sofades, e rappresentano la metà della popolazione totale della città. Quasi tutti vivono in due zone, il “nuovo lotto dei Rom” e “l’ex suddivisione dei Rom”. Una delle quattro scuole primarie di Sofades la 4° scuola primaria è stata costruita nella vecchia suddivisione e ciò significa che ospita quasi esclusivamente i bambini rom che vivono in quel posto. Una delle due scuole è più vicina alla zona dove vivono, e in aggiunta i bambini del nuovo lotto dipendono anche loro dalla 4° scuola primaria, secondo le autorità locali. Dopo aver visitato Sofades nel 2009, il GHM ha inviato due lettere al Ministero dell’Istruzione, denunciando “una chiara segregazione etnica che viola sia la legge greca che gli standard internazionali dei diritti umani, in particolare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Entrambe le lettere sono rimaste senza risposta. La CEDU ha osservato che un rapporto inviato alla Direzione Regionale della Pubblica Istruzione ha richiamato l’attenzione sulla situazione attuale e raccomanda di evitare di iscrivere i bambini rom in scuole frequentate esclusivamente da bambini Rom, allo scopo di porre fine alla esclusione sociale e di promuovere l’integrazione. Il rapporto ha suggerito la costruzione di nuove scuole e di ricostruire il consiglio scolastico. Ma ha anche evidenziato il rifiuto del consiglio comunale di chiudere la 4°  scuola e di annullare le reazioni ostili dei genitori dei non-rom ad includere i bambini Rom in altre scuole di Sofades. La CEDU ha ordinato alle autorità greche di pagare a ciascuno dei 23 candidati 3000 € di risarcimento danni. Già in precedenza la Corte aveva condannato le autorità greche per aver istigato alla discriminazione contro gli alunni Rom nella scuola Aspropyrgos, nella periferia occidentale di Atene. “Questa è la terza volta che una condanna è stata indetta per discriminazione nell’accesso all’istruzione dei bambini rom, e questo dimostra che il Governo non ha alcuna intenzione di porre fine alla segregazione nelle scuole, dal momento che le autorità locali sono contrarie” ha chiarito Panayote Dimitras, portavoce del Greek Helsinki Monitor. Amnesty International ha scoperto che molti altri problemi di segregazione e di esclusione dei bambini rom esistono altrove in Grecia, per esempio in Tracia, e a Psachna (nell’Isola di Evias), e Spata. Il Comitato per i diritti del fanciullo (NU) ha recentemente espresso preoccupazione per le restrizioni di accesso all’istruzione e alla segregazione dei bambini rom nelle scuole greche. Le Organizzazioni della società civile greca hanno documentato diversi casi di segregazione persistenti e di esclusione dei bambini rom in varie parti del paese. “Ciò dimostra che le norme europee in materia di discriminazione per motivi di razza e di etnia non vengono applicate correttamente in Grecia, nella formazione come in molti altri settori della vita”, ha scandito Jezerca Tigani. Ovunque in Europa i rom sono messi di fronte all’esclusione e a un trattamento sfavorevole dell’educazione. Un recente studio dell’Agenzia per i diritti fondamentali del Programma delle Nazioni Unite e dell’Unione europea per lo sviluppo dimostra che in alcuni paesi UE – Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Slovacchia, in particolare – i Rom di età compresa tra i 20 e i 24 hanno probabilità minori rispetto ai non-rom nella stessa fascia di età con diploma di scuola media (formazione generale) o una formazione professionale. La CEDU ha denunciato una netta discriminazione contro i rom nelle scuole di altri paesi, e nell’elenco compaiono l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Croazia. Nonostante queste decisioni, la discriminazione continua e gli studenti rom continuano a essere iscritti in scuole e classi per i bambini con disabilità “lievi mentali” o in scuole e classi che accolgono solo alunni rom, e sono dispensati da un programma ridotto. “In molti casi, individuati in tutta la regione, i Governi non fanno nulla per fermare questa pratica scandalosa che non deve esistere nell’Europa del XXI secolo, dichiara indignato Jezerca Tigani. “Le istituzioni dell’Unione europea devono adottare tutte le misure politiche e giuridiche a loro disposizione contro i paesi che in realtà non applicano la direttiva sull’uguaglianza razziale, che vieta la discriminazione basata sulla razza o l’origine etnica in molti settori, tra cui l’istruzione”. Amnesty International ha lanciato una campagna per chiedere all’Unione europea di agire con maggiore decisione per porre fine alla discriminazione contro i rom.Font:http://www.amnesty.org/fr/for-media/press-releases/european-court-again-chides-greece-over-discrimination-against-roma-schoolc

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Sabrina Carbone: Amnesty International risponde al discorso sulla sicurezza nazionale del Presidente Barack Obama

Posted on giugno 2, 2013

03112012739-001Il Presidente Barack Obama ha fatto bene a ribadire la necessità di chiudere Guantanamo, non per evitare la necessità di una maggiore trasparenza e per riconoscere le questioni di interesse relative al programma dei droni da combattimento, ma perchè è tempo per lui di agire e di mandare avanti le cose. I trasferimenti devono continuare e tutti i detenuti devono ricevere un giusto processo presso i tribunali federali o essere rilasciati. Il Presidente ha fatto bene a non essere d’accordo con il concetto di detenzione a tempo indeterminato, ma la sua proposta per rimettere in sella le commissioni militari abusive nel territorio degli Stati Uniti non può essere accettata, perché è illegale e inutile. In relazione alla questione dei droni, ciò di cui abbiamo veramente bisogno, non è una “battaglia legale”, ma una maggiore trasparenza della base giuridica sulla quale poggia il programma dei droni, e la  diffusione delle direttive presidenziali recentemente approvate, come anche le indagini indipendenti sulle presunte esecuzioni extragiudiziali e il risarcimento per le vittime. C’è bisogno di aspettare per abrogare il ricorso alla autorizzazione di usare la forza militare del 2001. L’amministrazione Obama deve immediatamente cessare di invocare la teoria errata della “guerra mondiale”, la cui conseguenza sono la detenzione a tempo indeterminato, le commissioni militari, e l’assassinio dei presunti terroristi e dei civili. Il Congresso deve smettere di bloccare le riforme. I funzionari eletti devono abrogare gli ostacoli legislativi che restano per chiudere il centro di detenzione di Guantanamo e rendere pubblica la relazione del Senato sulla tortura praticata dal Central Intelligence Agency (CIA). Il Presidente Barack Obama ha ragione a dire che il suo paese è un crocevia. E’ tempo di prendere in prestito quello che è stato messo da parte da oltre 10 anni. E’ il momento di scegliere i diritti umani.Font:http://www.amnesty.org/fr/for-media/press-releases/usa-amnesty-international-responds-president-obamas-speech-national-securit

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Sabrina Carbone: India. L’attacco maoista può portare a nuove violenze e a nuove vittime tra i civili

Posted on giugno 2, 2013

03112012739-001L’uccisione di 24 persone, compreso tre agenti di polizia e otto politici avvenuta nello Stato di Chhattisgarh nell’India centrale, il 25 maggio, può portare a una escalation di violenza nello Stato, mettendo in pericolo le vite dei civili e quello delle comunità locali di adivasi (tribali), ha avvertito Amnesty International. “Condanniamo con forza la presa di ostaggi e l’uccisione dei civili nello Stato di Chhattisgarh, atti che costituiscono gravi violazioni dei diritti umani”, ha confermato Shashikumar Velath, direttore dei programmi dell’India di Amnesty International. Secondo la polizia, circa 250 maoisti armati hanno teso una imboscata a un convoglio del leader del Partito del Congresso sulla strada che da Jagdalpur arriva a Sukma, fino a Bastar. Hanno fatto saltare in aria due veicoli e hanno aperto il fuoco indiscriminatamente. Gli aggressori hanno ucciso diversi leader del Partito del Congresso, tra i quali anche l’ex Ministro degli interni del Chhattisgarh, Mahendra Karma, il Presidente del Partito presso lo Stato, Nand Kumar Patel, e suo figlio Dinesh. Nand Kumar Patel, sono stati presi in ostaggio, prima di essere assassinati. L’attacco ha anche ferito 33 persone, tra le quali un ex Ministro federale, V. Shukla. Secondo la polizia, manca all’appello ancora uno di loro. Il Partito Comunista dell’India (PCI – Maoista), un gruppo dell’opposizione armata al bando del Governo centrale, ha rivendicato la responsabilità per l’attacco. In una nota di quattro pagine indirizzata al supporto selezionato, il gruppo ha reso noto che un distaccamento dell’Armata di guerriglia di liberazione del popolo (PLGA) ha effettuato l’attacco, allo scopo di “punire” coloro che hanno configurato la milizia civile anti-maoista Salwa Judum nel 2005 e messo in vigore le “politiche ostili al popolo”, realizzate in Chhattisgarh. In questa lettera, il gruppo ha anche precisato di rimpiangere alcuni “lavoratori innocenti del Congresso”, che sono morti nell’agguato mentre hanno sottolineato che l’attentato era indirizzato a un partito politico. In precedenza, il Partito Comunista dell’India (Maoista) ha chiesto uno sciopero per protestare contro l’uccisione di otto adivasi che vivevano nei villaggi, tra i quali tre bambini, uccisi dalle forze paramilitari il 17 maggio durante gli attacchi che hanno preso deliberatamente di mira i civili, la loro vita e la loro integrità fisica – in particolare gli omicidi di tutti i tipi, i trattamenti crudeli e le torture – che sono contro i principi fondamentali dell’umanità, e sono sanciti dal diritto internazionale umanitario. “Le autorità devono condurre una indagine approfondita e imparziale sugli attacchi e garantire che i responsabili abbiano dei processi equi, senza il ricorso alla pena di morte, e devono anche proteggere le comunità degli adivasi dalle discriminazioni, dalla violenza e dalle molestie ha continuato Shashikumar Velath. “Il CPI (Maoista), come anche le forze del Governo devono astenersi da qualsiasi attacco che può causare vittime, direttamente o indirettamente, tra la popolazione civile. Le autorità devono prendere nell’immediato le misure necessarie per prevenire ulteriori attacchi, o ritorsioni, che possono influenzare i civili. “Mahendra Karma ha contribuito alla creazione della milizia civile anti-maoista sostenuta dallo Stato, e noto come il Salwa Judum. A seguito di violazioni dei diritti umani generalizzati, tra i quali omicidi, stupri e altri reati di violenza sessuale, attribuibili ai membri della Salwa Judum diritti umani, la Corte Suprema indiana ha vietato questa milizia e ha ordinato il suo disarmo nel 2011. Tuttavia, le autorità statali hanno integrato i suoi 3000 membri nelle forze della polizia ausiliaria che è sempre attiva. Nel corso degli ultimi otto anni, Chhattisgarh ha visto una escalation di violenza tra le forze governative e i maoisti, che affermano di difendere la causa degli adivasi contro l’ordine politico costituito. Questi scontri danno regolarmente vita a omicidi, sequestri e a altri attacchi contro la popolazione civile. Più di 30.000 adivasi rimangono sfollati all’interno del paese.Font:http://www.amnesty.org/fr/news/india-maoist-attack-puts-civilians-risk-further-violence-2013-05-30

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Sabrina Carbone: L’Egitto, avanza il suo disegno di legge per tenere a freno le organizzazioni non governative

Posted on giugno 3, 2013

03112012739-001La nuova legge sulle organizzazioni non governative (ONG) in Egitto, attualmente in esame da parte del Consiglio consultivo, della Camera alta del Parlamento egiziano, è un colpo mortale per la società civile indipendente nel paese, ha dichiarato Amnesty International. Adottandolo nella sua forma attuale, le autorità egiziane godranno di ampi poteri per quanto riguarda l’iscrizione, le attività e il finanziamento dei gruppi della società civile. La legislazione deve anche creare un comitato di coordinamento, che può comprendere i rappresentanti dei servizi e delle informazioni di sicurezza. I Perpetrators segnalati per aver violato la legge hanno dovuto affrontare pesanti multe e possibili pene detentive. Il Presidente Mohamed Morsi ha annunciato, il 29 maggio, che ha sottoposto il testo della legge al Consiglio consultivo, e alla Camera alta del Parlamento egiziano. La Camera bassa dal momento che è sempre sciolta, e nell’attesa di uno scrutinio che permetterà di eleggerne uno nuovo, offre al Consiglio il potere di promulgare nuove leggi. “Se sarà adottato nella sua forma attuale, le autorità egiziane avranno ammesso che alcune cose sono cambiate da quando il regime di Hosni Mubarak, ha imposto delle restrizioni alle organizzazioni indipendenti dei diritti umani, allo scopo di impedire loro di segnalare le violazioni, ha informato Hassiba Hadj Sahraoui, Vicedirettore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. “Adottare un diritto come questo in un paese che reprime il lungo lavoro delle organizzazioni per i diritti umani è terribilmente pericoloso. Se l’Egitto è davvero determinato a tracciare una linea sotto il recente passato, le autorità dovranno abbandonare il testo e promuovere un ambiente dove le ONG possono proteggere e promuovere i diritti umani”. L’ultima versione del disegno di legge, rilasciata, il 18 maggio, ignora grossolanamente le preoccupazioni e le raccomandazioni formulate dalle organizzazioni internazionali tra le quali Amnesty difesa nazionale e internazionale dei diritti umani, e l’Ufficio delle Nazioni Unite dei diritti umani (OHCHR), che hanno chiesto che il testo venga allineato agli standard internazionali. Secondo la legge, qualsiasi organizzazione che intende registrarsi deve informare ufficialmente il Ministero di assicurazione e degli affari sociali, autorizzato a sollevare qualsiasi obiezione. Questa procedura, che è simile a una autorizzazione preventiva, viola gli standard internazionali. Secondo l’articolo 13, una ONG che ricerca i fondi esteri deve informare il Comitato di coordinamento istituito di recente, abilitato ad approvare o a respingere la richiesta. Secondo la legge attuale, è frequente che le autorità rifiutano o ritardano il finanziamento alle organizzazioni che difendono i diritti umani, allo scopo di limitare le loro attività. La legge specifica inoltre che le ONG devono fornire annualmente copie dei loro conti e le relazioni sui loro programmi e sulle fonti di finanziamento, al sindacato regionale (che la legge definisce come “volontario” creato dall’unione ONG) e al Ministero delle assicurazioni e degli Affari Sociali. Il Ministero può opporsi a qualsiasi decisione di una organizzazione e può portare la questione davanti a un tribunale. Ai sensi dell’articolo 16, ogni persona, associazione o organizzazione può essere autorizzata a esaminare i risultati delle attività dell’organizzazione, dopo aver presentato una domanda presso il Dipartimento di assicurazione e degli affari sociali e all’Unione Regionale. In pratica, è probabile consentire ai servizi di sicurezza di monitorare il lavoro delle organizzazioni che difendono i diritti umani senza interferenze. Il progetto di legge è particolarmente drastico nel caso della registrazione delle attività delle ONG internazionali, e può, in pratica impedire a coloro che criticano il bilancio del paese in termini di diritti umani, di svolgere il loro lavoro in Egitto. La legge concede alle autorità il potere di limitare la registrazione, il finanziamento e le attività delle organizzazioni non governative che denunciano le violazioni dei diritti umani o difendono le vittime. Dalla “rivoluzione del 25 gennaio”, nel 2011, le autorità egiziane hanno esercitato una repressione contro le organizzazioni indipendenti della società civile che fanno parte dei diritti umani. Diverse ONG sono state registrate presso il Ministero delle assicurazioni e degli affari sociali, in particolare quelli che difendono i diritti delle donne, ha riportato Amnesty International che a volte aspetta per 16 mesi il via libera per il finanziamento. A luglio del 2011, il Governo egiziano ha aperto una inchiesta sulle ONG che ricevono i finanziamenti esteri, portando una ondata senza precedenti di incursioni nei locali della società civile egiziana e internazionale a dicembre del 2011. Seguendo questi raid, 43 dipendenti delle ONG internazionali sono stati giudicati per aver operato senza essere registrati e aver ricevuto finanziamenti dall’estero senza permesso. La sentenza è stata stabilita in calendario per il 4 giugno. Tuttavia la repressione è continuata sotto la presidenza di Mohamed Morsi, che ha ricevuto il mandato nel mese di giugno del 2012. Nel 2013, l’Organizzazione egiziana per i diritti umani ha ricevuto una lettera di avvertimento dal Governo la quale asseriva che non era permesso di entrare in contatto con gli  ”organismi internazionali”, senza il permesso delle forze di sicurezza. “E’ sorprendente, dato le enormi sfide economiche, politiche e sociali che affronta l’Egitto, che  oggi le nuove autorità privilegiano l’adozione di una legge draconiana sulle ONG che ricorda la retorica e le strategie in vigore sotto l’era di Mubarak e mettono a queste organizzazioni la museruola”, ha  commentato Hassiba Hadj Sahraoui. “Sembra di assistere a una manovra che mira a fare delle ONG dei capri espiatori per distogliere l’attenzione dalla scarsa performance del Governo. Le organizzazioni indipendenti dalla società civile, in Egitto, giocano un ruolo cruciale nella lotta contro le violazioni dei diritti umani e nell’assistenza alle vittime. Font:http://www.amnesty.org/fr/news/egypt-moves-ahead-law-stifle-non-governmental-organizations-2013-05-29

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Sabrina Carbone: 10 bambini e due soldati della Nato sono stati uccisi in un attacco suicida in Afghanistan

Posted on giugno 4, 2013

03112012739-001Kabul – Dieci bambini e due soldati della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza della Nato sono stati uccisi Lunedì, 3 giugno,  in una esplosione in Afghanistan, hanno dichiarato i funzionari. Il Ministero dell’Interno ha reso noto che un agente della polizia è stato ucciso quando un attentatore suicida ha attaccato un bazar in provincia di Paktia, a est del paese. L’aggressore, che viaggiava su una moto, ha fatto esplodere un dispositivo nel principale quartiere bazar Samkanai, ha riferito il portavoce del Ministero dell’Interno, Sediq Sediqqi. Almeno altre 16 persone sono rimaste ferite, ha spiegato Sediqqi. Mentre il sergente, Daniel Wallace, portavoce di ISAF, ha rivelato, che due soldati ISAF, i cui nomi e le nazionalità non sono stati resi noti, sono rimasti uccisi nell’esplosione. Il Ministero dell’Interno ha emesso un comunicato attribuendo l’attacco ai ribelli talebani, i quali non hanno reclamato la loro immediata responsabilità, come invece hanno fatto in altri attacchi. La Provincia di Paktia è stata un obiettivo di attacchi da parte degli insorti. Lo scorso ottobre, un altro attentatore suicida era entrato in un muro di una base militare congiuntamente a quella della NATO e dell’esercito afgano, e hanno ferito 45 soldati afghani, hanno riportato le autorità. ma in questo caso i talebani hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco. Nel 2011, diversi attentatori suicidi hanno attaccato un ufficio governativo nel distretto di Paktia Samkanai, tre poliziotti afgani sono morti. Il Governo americano cerca di portare a termine la sua missione militare in Afghanistan entro la fine del 2014. Oltre la metà di 66.000 militari americani nel paese tornerà prima del prossimo anno, secondo il rapporto rilasciato dal Presidente Barack Obama a febbraio. A riguardo, le forze Usa sono in cerca di una transizione dei compiti di sicurezza con le istituzioni locali.Font:http://cnnespanol.cnn.com/2013/06/03/10-ninos-y-dos-soldados-de-la-otan-mueren-en-un-ataque-suicida-en-afganistan/

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Sabrina Carbone: Banca Marocco: BMCE raccoglie 500 milioni dollari

Posted on giugno 5, 2013

03112012739-001BMCE Bank lancerà il suo primo prestito obbligazionario sui mercati internazionali dei capitali, pari a $ 500 milioni. La banca vuole finanziare tale sviluppo, sia in Marocco che a livello internazionale. Una settimana dopo l’annuncio da parte della Attijariwafa Bank, la prima banca marocchina la cui intenzione è quella di raccogliere 500 milioni dollari, è la volta del suo connazionale BMCE di fare appello ai mercati. La banca intende emettere un prestito in cambio di 500 milioni di dollari, una decisione presa in occasione dell’Assemblea generale annuale degli azionisti della Banca, tenuta straordinariamente Martedì, 4 giugno 2013, sotto la presidenza di Othman Benjelloun. Questo tasso fisso delle obbligazioni a 5 annidi scadenza, sarà quotata alla Borsa di Lussemburgo. BMCE Banca è assistita da tre banche internazionali, Barclays, BNP Paribas e Citibank.

Finanziamento dello sviluppo

L’obiettivo di questo programma – presentato in un comunicato come la prima internazionale di una banca marocchina per dieci anni – non è solo quello di diversificare le risorse e migliorare la liquidità, ma anche di finanziare il suo sviluppo futuro, sia in Marocco che all’estero.

Fondi propri

Il nuovo finanziamento viene presentato nel momento in cui il gruppo ha effettuato due operazioni di salvataggio successive alla fine del 2012. La prima ha preso la forma di un aumento del capitale di 1,5 miliardi di dirham, riservato agli azionisti della banca, mentre la seconda consiste in un prestito obbligazionario da 1 miliardo di dirham (€ 895.000.000) oltre al mercato locale. Alla fine del 2012, l’agenzia di rating Moody ha declassato la banca, controllata da Othman Benjelloun, soprattutto a causa del suo livello di fondi propri, considerata debole tenuto conto dei rischi a cui è esposta.Font:http://economie.jeuneafrique.com/regions/maghreb-a-moyen-orient/17686-maroc-bmce-sapprete-a-lever-500-millions-de-dollars.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+ja-ecofull+%28Jeune+Afrique+Economie+%7C+L%27actualit%C3%A9+%C3%A9conomique+et+financi%C3%A8re+de+l%27Afrique%29

 

 

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Sabrina Carbone: I Marines americani sono sbarcati in Giordania per distribuirsi sul confine siriano

03112012739-001Una grande forza militare degli Stati Uniti è atterrata Martedì, 4 giugno, nel porto di Aqaba, nel sud della Giordania, pronta per essere spiegata sul confine siriano del regno, è riuscito a sapere Debkafiles da fonti militari esclusive. Il gruppo è diretto a nord lungo la strada di montagna che collega Aqaba, Jerash e Ajilon da sud a nord, sotto la pesante scorta militare Giordana. Alcune fonti rivelano che il numero delle forze Usa, è di circa 1.000 soldati, ed è anche il più grande che è sbarcato in Giordania dopo la guerra civile siriana scoppiata a marzo del 2012. Sono membri della Forza 24 Marine Expeditionary a bordo della USS Kearsarge, una nave da assalto anfibia, che è ancorata nella vicina Eilat a Israele a partire da metà maggio. Dopo l’atterraggio, i Marines sono scesi in strada in un convoglio di veicoli armati, tra i quali gli Hummer. Washington e Amman hanno imposto un blocco all’arrivo. Il Pentagono ha appena fatto sapere che l’esercitazione militare congiunta annuale tra gli Stati Uniti e la Giordania, il “Leone Eager 2013″ è stato programmato per iniziare alla fine di giugno e durerà due mesi, con la partecipazione di aerei da combattimento F-16 americani e sistemi di difesa di missili Patriot .Font:http://www.laproximaguerra.com/2013/06/marines-eeuu-desembarcan-jordania-desplegarse-frontera-siria.html

 

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Sabrina Carbone: Camerun – Le banche pubbliche creano polemiche

Posted on giugno 6, 2013

03112012739-001Apprensioni nel settore privato di Governance, per i finanziatori. La creazione di banche per il finanziamento delle piccole e medie imprese e dell’agricoltura ha sollevato delle perplessità. Il decreto presidenziale nominato dai dirigenti della Banche del Camerun di piccole e medie imprese (PMI-BC) è già stato firmato, ha informato una fonte vicina alla Presidenza. Ma la sua pubblicazione è in attesa di approvazione da parte della Commissione bancaria dell’Africa Centrale (Cobac). Il regolatore deve chiedere “ulteriori informazioni” alle autorità camerunesi, delle quali è attento a indicarne il contenuto. Riguardo al dossier del Camerun Rurale Financial Corporation (Carfic), la Banca agricola pubblica in gestione, è appena atterrata sulla sua scrivania. Il capitale delle due istituzioni – 10 miliardi di franchi CFA ciascuno, oppure € 15.250.000 – è stato interamente versato, secondo Alamine Ousmane Mey, il Ministro delle Finanze. E BC-PMI ha tenuto la sua Assemblea Generale, il 21 marzo, in seguito a un consiglio di amministrazione, allo scopo di adottare la costituzione e selezionare dei candidati per delle posizioni chiave. Ciò ha suscitato delle perplessità. I datori di lavoro del movimento Aziende del Camerun (e.cam) in seguito a una consulta hanno suggerito tre nomi, uno dei quali può essere considerato in seno al Consiglio di Amministrazione. “Ma non sono stati associati a quello che riteniamo il più importante: la definizione della politica della banca, il suo modello organizzativo, gli organi direttivi, e il profilo desiderato”, ha precisato il suo Presidente, Protais Ayangma Amang.

Le politiche creditizie

Il processo di nomina dei dirigenti è tutt’altro che rassicurante. “Il nostro timore è che questo strumento estremamente importante sia affidato alle mani di Protais non addestrato o inesperto ha continuato Ayangma. Siamo rammaricati per esempio che il Consiglio di Amministrazione ha un solo membro nel settore privato! Tutti gli altri funzionari sono dei rappresentanti della loro amministrazione. “Implicitamente, c’è il timore di vedere risorgere i “prestiti politici” fondati su considerazioni diverse dal prezzo, che hanno portato al fallimento Farm Credit Camerun o il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (Fogape). Per lo studio dei documenti di credito, Mathieu Mandeng, Presidente della Associazione Professionale delle banche del Camerun (APECCAM), invita a una alleanza tra gli specialisti nei settori di intervento di queste istituzioni e delle imprese bancarie. Per questo, ha aggiunto, sono stati aggiunti gli ingredienti di una buona governance arrestati nettamente dal regolatore.

Diagsnostica FMI

Alla fine della sua missione in Camerun, dal 29 aprile al 14 maggio, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha sottolineato che il settore finanziario del paese è stato “ostacolato da una serie di piccole banche il cui scopo era quello di una procedura senza termini di regolamentazione. “Lui ha esortato le autorità ad agire rapidamente, in collaborazione con la Commissione bancaria dell’Africa Centrale (Cobac) per “proteggere i depositanti, e limitando i costi di queste misure”. Le autorità sono state invitate ad accelerare le riforme per migliorare il clima di credito. Il segnale principale positivo: il nuovo database per la valutazione del merito creditizio, che sarà messo a disposizione delle banche e delle istituzioni della microfinanza nel mese di giugno. Da parte sua, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha delle riserve, e ha messo le autorità in guardia contro “la creazione di istituti finanziari specializzati, perché, per definizione, coinvolgono portafogli vulnerabili di prestiti nel settore e poco diversificati”. Una preoccupazione non condivisa dalla comunità imprenditoriale. “Il FMI spesso in contrapposizione a qualsiasi iniziativa che non rientra nei suoi schemi classici, protesta Protais Ayangma. La creazione di queste banche è diventata una necessità assoluta per la riluttanza o l’incapacità del settore bancario tradizionale per finanziare questi settori vitali della nostra economia”. Un sostegno inatteso per il Governo.Font:http://economie.jeuneafrique.com/dossiers-2/518-finance-au-nord-tous-/17218-cameroun-les-banques-publiques-creent-la-controverse.html

 

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Sabrina Carbone: I mille giorni degli ostaggi…La lunga marcia dei prigionieri del

Sahel di Philippe Rochot

Posted on giugno 7, 2013

Mali Adrar des Ifoghas soldats français

03112012739-0011.000 giorni risuonano ancora nella mia testa come un calvario insopportabile. I nostri rapitori in Libano contro la nostra impazienza dopo cento giorni di detenzione avevano lanciato come un avvertimento: “100 giorni non sono molti devi restare con noi 1.000 giorni!”. Una durata inimmaginabile per un ostaggio che ogni ora aspetta con impazienza il momento in cui sarà rilasciato. I quattro ostaggi francesi catturati a Arlit in Niger, il 16 SETTEMBRE del 2010, sul luogo dove sorge la miniera di Areva (Daniel Larribe Marc Ferret, Pierre Legrand, Thierry Dol), attraversavano questa strada pericolosa, il 13 giugno, senza avere nessuna nota di speranza per un loro rilascio imminente. L’intervento dell’Esercito francese nel Nord Mali, era essenziale per impedire alle forze ostili verso Bamako di catturare nuovi ostaggi, naturalmente, ciò complicava la situazione, i contatti erano stati interrotti, le carte erano state rimescolate e soprattutto i rapitori di AQIM erano stati esortati a evacuare gli ostaggi verso zone più sicure. I militari francesi hanno dichiarato che hanno  ”passato al setaccio” il nascondiglio minore dell’Adrar des Ifoghas, il rifugio degli ostaggi, una dichiarazione pretenziosa quando sappiamo che l’area è grande quanto la metà della Francia, hanno dichiarato gli Ostaggi nel sud della Libia senza che nessuno possa provare una simile affermazione. Un incubo per gli uomini indeboliti da mille giorni di detenzione, una “lunga marcia” nel deserto estenuante dove le differenze di temperatura, la scarsità dell’acqua spezza la resistenza dei più duri. “Gli ostaggi sono probabilmente nomadi” sostengono gli esperti in una lingua molto esotica. Ma come è possibile resistere a una tale prova con dei carcerieri totalmente imprevedibili che hanno perso il loro leader, Abu Zeid, nell’offensiva dell’esercito francese e sfogano probabilmente la loro rabbia contro i detenuti? La paranoia ha dovuto cogliere i rapitori che temono di essere identificati dalle loro brevi comunicazioni telefoniche, di essere denunciati, o colti di sorpresa, e trascinano con loro i prigionieri che sono stati presi durante una imboscata. Per questo motivo hanno, probabilmente, dovuto separare gli ostaggi i quali ignorano la sorte degli altri. Tutto fa pensare che sono ancora vivi (tranne forse Philippe Verdon,che non fà più parte del gruppo di Arlit). Un ostaggio morto non ha alcun valore. La speranza è riversata sui mediatori poco conosciuti e poco impegnati. L’uomo d’affari della Mauritania, Mustafa Shafi, ha dovuto sospendere la sua missione dopo l’offensiva dell’esercito francese nel nord del Mali, e la morte di Abu Zeid. L’impegno di Francois Hollande che considera “impensabile dare i soldi a organizzazioni contro le quali siamo in guerra” ha lanciato un brivido freddo tra i parenti degli ostaggi che ora sanno che nessun riscatto sarà pagato. Almeno ufficialmente. Perché bisognerà sempre “dare qualcosa” agli intermediari o ai rapitori per ottenere la liberazione e la Francia non abbandonerà mai i suoi cittadini. Il rilascio della famiglia Moulin-Fournier, catturata in Nigeria e liberata due mesi, dopo lo dimostra. Il rilascio degli ostaggi è una causa nazionale. Nessun potere può essere revocato. L’impegno e la solidarietà del paese non possono essere misurati in poche centinaia di manifestanti che arrivano ogni settimana per esprimere la loro solidarietà a Nantes o a Marsiglia. L’opinione pubblica in Francia è disposta ad accettare un sacco di concessioni per gli ostaggi che fanno il loro re-ingresso. Ma i tempi sono cambiati. Oggi c’è un potere di irrigidimento che rifiuta l’escalation e i Governi stranieri monitorano da vicino l’atteggiamento della Francia, sospettata di arrendersi troppo facilmente alle richieste dei rapitori. Da qui la delusione delle famiglie che temono per la vita dei loro cari sacrificati in nome dell’anti-terrorismo. Abbiamo parlato del “tempo afgano” per gli ostaggi di Kabul. Possiamo parlare del “tempo del Sahel” per quelli del Malì. Le settimane e i mesi non contano per i rapitori che sono in attesa di giorni migliori per sapere a che prezzo finanziario e politico rilasceranno i loro ostaggi. Sono loro che decidono. E’ sempre sorprendente vedere che le frecce della critica sono rivolte al potere, ai parlamentari, ai giornalisti, accusati di non fare abbastanza campagna … mentre i carcerieri reali sono i terroristi di AQIM. E’ a loro che dobbiamo indirizzare le nostre critiche affermando che detengono degli innocenti e che devono porre fine al loro calvario. Penso al destino di Serge Lasarevitch, compagno di Philippe Verdon, Gilbert Rodriguez catturati nella zona occidentale del Malì e a Francesco Collomp rapito in Nigeria, e in attesa da mesi per il loro rilascio.

Philippe Rochot

Font:http://philrochot.wordpress.com/2013/06/06/otages-des-mille-jours-la-longue-marche-des-prisonniers-du-sahel/

 

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Sabrina Carbone( A favore dei piloti sempre): Formula1, una moderna forma di tortura

Posted on giugno 9, 2013

Michael SchumacherL’hanno studiata sociologi, psichiatri, patologi, analisti di ogni genere, anche i parapsicologi, ma nessuno è riuscito a dare una spiegazione plausibile. E questo non ha alcun senso. E’ una strana malattia che spinge i giovani brillanti e tremendamente preparati di origini diverse a chiudersi in strani veicoli simili a insetti, con una tecnologia aerospaziale e sembrano per metà bara, e per metà proiettile. Sono i piloti di Formula 1, alcuni strani esseri che amano fare del male ai loro corpi per venti fine settimana l’anno con il dispositivo più simile a una camera di tortura che la scienza moderna ha potuto costruire: la loro monoposto. Esistono molti modi per punire un corpo umano, ma in linea di principio, sono tutti fondamentalmente progettati per ferire, non per vincere titoli sportivi. Vista da fuori, una gara di F1 può sembrare quasi più che un gioco, perché le auto sfrecciano a tutta velocità o poco più. Quello che non molti sanno è l’enorme sforzo fisico che porta a domare oltre 700 cavalli addomesticati che spinge ognuno di questi missili terra-terra, quando vanno con il serbatoio pieno, a meno di una Smart, la micro-utilitaria urbana. Quando Marc Gené è salito per la prima volta su una Minardi, il suo primo giro in F1, è stato davvero ben preparato. Ha passato anni a competere con una monoposto, e aveva sperimentato categorie minori prima di questo. A poco gli era servito il suo eccellente fisico e le precauzioni abituali al momento di pilotare una macchina di questo tipo, ma con l’abbassarsi della macchina ha quasi dovuto passare attraverso il circuito di Montmelò per guarire in clinica le contusioni, e le ferite, che non aveva potuto evitare. Egli stesso aveva provocato delle violente oscillazioni presentando una di queste vetture. Alcune ferite sono durate settimane. Il giorno dopo a causa delle medicazioni e dei bendaggi gli rimaneva difficile entrare nella stretta cabina di pilotaggio, aveva talmente tanti bendaggi che era stato ridotto lo spazio già ristretto. Le gambe sono imbottite le braccia tengono ferocemente il volante con servosterzo e il tronco che sono fortemente legati al sedile da una a cinque punti di ancoraggio delle cinture. La parte peggiore è il capo. 80 piloti hanno il casco che è legato al corpo con cinghie che passano sotto le spalle, o sono legate ai lati del corpo, ma da molto tempo, queste pratiche sono proibite e la base cranica di ciascun conducente deve resistere a forze fino a 3G laterali e quasi a 6G in caso di frenata. La cosa più impressionante non è l’accelerazione che li catapulta da 0 a 100 km / h in poco più di due secondi, no … il peggio è quando in quello stesso lasso di tempo può andare da 200 km / ha 0 e paga tutto questo la base della testa: il collo. Se l’insieme testa-casco di solito pesano sei chili, in frenata è come prendere per un orecchio un bambino di otto anni. Basta chiedere a Nico Rosberg, che è stato campione della GP2 a livello di prestazioni più basse e simili – quando è salito su una Williams a Jerez. Il dolore è durato più di una settimana e ha richiesto una particolare attenzione del suo fisioterapista. Se la vostra auto passa da 100 a 0 in poco meno di 50 metri, in F1 c’è bisogno solo di 14 metri grazie ai suoi freni in carbonio, una tecnologia costosa che richiede la sostituzione dei dischi dopo ogni fine settimana. E’ passato il tempo in cui i piloti dormivano con la testa appesa fuori dal materasso per esercitarsi anche quando dormivano, o leggevano con il casco per rafforzare i muscoli. Questi caschi, oggi, sono in carbonio, e hanno un costo di circa 4000 € e richiedono diverse settimane per essere costruiti. Grazie a questi materiali moderni pesano la metà di quelli vecchi e quindi comportano meno sforzo, ma la F1 è andata oltre e il risparmio del peso è stato compensato dai limiti fisici e, ovviamente a scapito di 22 disgraziati che rischiano la vita ogni Domenica per la gioia di circa 60 milioni di spettatori che seguono le gare in diretta sul pianeta. Tutti possono vedere che la prima cosa che fanno è raggiungere il podio, dopo aver salutato i loro colleghi, e entrano in una specie di antisala che precede la cerimonia del trofeo dove un tipo calvo e vestito, Alessandro Molina, consegna un asciugamano e una bottiglia d’acqua senza marca. L’asciugamano è per asciugare il sudore che ha assorbito il suo abbigliamento a prova di fuoco, e l’acqua serve per reidratare il corpo che ha perso in media circa tre chili. Alcuni hanno anche perso cinque chili in due ore di gara. Alcuni non sono stati in grado di partecipare alla cerimonia di premiazione al termine della prova, alcuni devono essere aiutati a scendere dalle macchine per la perdita tempestiva di sali, e per l’attacco di crampi dolorosi, o addirittura per la perdita dei sensi. Se chiedete a Jarno Trulli confesserà che nel 2008 al GP di Singapore è stato costretto a lasciare la gara perché aveva cominciato a perdere i sensi a causa di un sovrasforzo. Aggiungiamo a questo i 60 gradi Celsius che a volte sono stati misurati nella cabina della vettura, oltre alla umidità della Malesia o di Singapore, o alla atmosfera secca di posti come il Bahrein o Abu Dhabi, i diluvi come a Spa o a Silverstone dove la pioggia cade di solito abbastanza di frequente e con la sola protezione della visiera del casco in un convertibile, senza tergicristalli. Il cuore batte spesso per tutta la gara in cicli che superano i 190 battiti al minuto (fino a 220 nel sorpasso), un fattore mortale per una persona normale. Aggiungiamo anche la sollecitazione a prendere decisioni a 300 Km / h, mentre un altro ragazzo con una macchina migliore che ucciderebbe la madre pur di essere davanti all’avversario alla prossima curva si rimette in equilibrio a dieci centimetri da un muro di cemento come un bunker di prova militare, e alla fine, tutto questo per concedere un sorriso alle telecamere e per gli sponsor. Una tortura permanente per ragazzi con i polmoni da maratoneta etiope, con i riflessi del veterano in Top Gun e le mani con la velocità di Bruce Lee. E’ stato Ayrton Senna che ha cambiato la partita. Prima di lui, i piloti erano scrocconi, grandi ragazzi che giocavano sul tipo di traccia, fumavano, bevevano, e anche le donne hanno beneficiato di sponsor, ipnotizzati dall’aura degli eroi che hanno sfidato la velocità del suono. Mentre i suoi contemporanei erano al leggendario cocktail bar Tip Top di Monaco, Senna è stato il pilota che non lasciava in pace la mattina a mezzogiorno e la sera i suoi meccanici. Non esitava a chiamare i suoi ingegneri di mattina. Il San Paolo aveva inventato il guidatore moderno, che aveva l’ossessione per la preparazione e per la perfezione fisica. Proprio nel momento della scomparsa del tre volte campione è spuntato un nuovo sole, Michael Schumacher, che di recente ha visto il re sole bloccato in sessioni interminabili fino a sei ore di allenamento con i pesi, boxe, nuoto, e ogni sorta di preparazione per convertire il suo cuore in una potenza nucleare. Schumacher ha sollevato la barra a tal punto che, mentre i suoi coetanei frequentavano circuiti scintillanti con sport o roulotte di lusso, circondato da amici e parenti, il tedesco aveva aggiunto una roulotte rimorchio in più al rosso Ferrari e aveva costruito una palestra Mobile. Il camion sembrava un trasformatore, tanto che il marchio italiano per attrezzature da ginnastica Technogym aveva raggiunto un accordo con la Scuderia. Tornando alla realtà, una volta che il corpo di ciascun partecipante alla corsa è intrappolato, e legato strettamente a un sedile costituito da schiuma indurita e coperto da un sottile strato di pelle scamosciata, la durezza delle sospensioni e la rigidità del telaio in fibra di carbonio trasmettono le imperfezioni della pista amplificati dalla velocità e diventano secchi colpi come quelli di Conan il Barbaro sulla spalla.Technogym F1 Training Machine (2)Le vibrazioni sfiniscono i muscoli oculari e i nervi ottici a tal punto che diventa una vera sofferenza; appare una visione offuscata, c’è la perdita di definizione e dei colori, e anche la perdita permanente di questo senso con le forze G e le frenate. Queste sono così forti che gli organi interni del corpo si agitano e anche il cervello si muove all’interno del cranio, causando vertigini e mal di testa. La schiena riceve così tanti colpi che è molto comune nelle fasi della carriera dei piloti, avere problemi al collo e dolori costanti al punto da impedire loro di correre come è successo a Eddie Irvine e a Ralf Schumacher. Entrambi soffrono atlopatía, una sorta di artrite della colonna vertebrale, sacrale e lombare. Ma il peggio è la disidratazione, ogni conducente deve inghiottire da uno e mezzo a due litri d’acqua onde evitare l’estrema stanchezza, i crampi, i colpi di calore e anche gli svenimenti. Da quando salgono a bordo della vettura con quella quantità di liquido dipende la loro capacità di completare il test. Una volta entrati nell’abitacolo, un beccuccio esce fuori dal casco e continua a fornire il liquido back to back, cioe premono un pulsante sul volante e esce il liquido. In una occasione, a Fernando Alonso gli si era rotto il beccuccio e il sistema gli versò all’interno della bocca quasi due litri che portava nella borsa tipo camelback. Il dramma non era essere bagnato, ma da metà gara ha cominciato a rimpiangere l’acqua, e ha Sofferto. La concorrenza nello sport più costoso del mondo raggiunge luoghi inaspettati. Se la Ferrari ha una macchina da tortura personalizzata per i suoi bambini, anche la McLaren non è da meno, con i suoi colori, le impostazioni e il nome. Logico, questa è la F1.Fonthttp://www.jotdown.es/2013/06/formula-1-una-moderna-forma-de-tortura/:Technogym F1 Training Machine (8)

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Sabrina Carbone pubblica: “CORPUS DOMINI”, DE MANUEL LOZANO GOMBAULT

Posted on giugno 9, 2013

CORPUS DOMINI

Nadie traslade los linderos antiguos, los fosos, las murallas.

¿Cuál es el sol de la quietud bajo estas potestades?

Sólo a Mí habrás de verme derramando el agua y la sangre

con la divina heredad del mandamiento nuevo.

Era un gozo la espera.

El pan humilde, el más exhuberante alimento

en la alegría de los dones.

Ven misericordia.

Háblame sin boca humana y con soplo

de la verdad de fuego que allí va

increada, deleitosa, tan insaciable.

MANUEL LOZANO GOMBAULT

-Derechos registrados-

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Sabrina Carbone pubblica: “ORACIÓN A LA VIRGEN DEL AMOR HERMOSO”, DE MANUEL LOZANO GOMBAULT

Posted on giugno 9, 2013

ORACIÓN A LA VIRGEN DEL AMOR HERMOSO

¿Quién sabrá pintar el regocijo, la majestad, la gracia y el aplauso con que los ángeles las recibirán en la mansión de la Gloria a las vírgenes que aquí vivieron vida celestial?

San Ambrosio, Tratado de las Vírgenes, 377

Para Charo Gombault, René Martín, y flia

La alegría trasvasa, va trasvasando el ánima y la carne lacerada de agonía.

Sé del triunfo en la inocencia

cuando en cada tarde del tiempo te descrucifican

arrojándote como inmundo despojo hasta mis brazos.

La Luz me concibió, irisante y perfecta,

y fui bañada en llanto,

un llanto de bautismo que arde por los corazones que fueron y serán

por los siglos de los siglos.

Aprendí a esperar.

Los ríos que en el mar se confunden

llevaban la fuerza redentora como si fuera el soplo de la tempestad

anunciante del Reino.

Me dije sierva.

Me proclamé sierva por el amor que ama amar

perdonando al impío, muriendo por vivir en la tormenta.

Ahora la alegría mana de esta boca porque me escuchas,

porque ves mi danza inicial con las estrellas y este sol deslumbrante.

¿Ya escuchas el crujido de la sierpe bajo mis pies?

(La alegría es el amor de Dios para los tiempos.)

Madre de los prodigios,

otórganos la paz que es fuente de justicia.

Señora de los manantiales,

absuelve nuestras miserias y escribe nuestros nombres

en el incandescente altar de los mártires.

Soberana de los cielos,

favorece con tus dones a los pobres de espíritu.

Madre de misericordia,

alimenta a los hambrientos, cura a los flagelados.

Niña sedienta de la luz increada,

pronuncia las sílabas divinas por los que no perdonan.

Señora del Aleluya,

que este cántico nuevo se derrame a todos los confines

de esta tierra entristecida por el odio y la muerte.

Todo es Gracia

y sube hacia lo alto.

MANUEL LOZANO GOMBAULT

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Sabrina Carbone intervista Grey Est

Posted on giugno 8, 2013

“Se si vivesse la Vita come un quadro a volte ci si accorgerebbe ancora di più di come il Tempo non si può fermare. Immagino l’artista, con la sua tavolozza, che preso dall’istinto dell’attimo fuggente dipinge ad olio, con una spatola, seguendo il suo cuore. Può solo seguire il suo cuore. Non ha scelte: se si fermasse a ragionare, il colore ad olio seccherebbe e non riuscirebbe più, con la spatola, ad amalgamare i vari colori”…

Grey Estela ADAMES, in arte “Grey Est”
è un’artista che è stata sempre attratta dall’amore per l’arte e per la vita, è nata e vissuta fino all’età di 7 anni nella Repubblica Domenicana a contatto con la natura selvaggia nella tenuta dei nonni. Successivamente trasloca a Caracas, (Venezuela), insieme alla sua famiglia dove compie i suoi studi e in età giovanile frequenta Teatro prendendo parte ad alcuni laboratori teatrali tra i quali, il laboratorio teatrale RAJATABLA e la scuola di “Arturo Placencia”. Intraprende la carriera della moda e sfila per alcune agenzie locali, successivamente diventa rappresentante di vendite per la famosa catena alberghiera Hilton Suite. Ma l’amore ha le sue trame, conosce un cittadino italiano e lo sposa trasferendosi in Italia, e inizia una nuova vita. Le sue inquietudini artistiche lasciano il posto al suo ruolo di madre e di moglie. Nel mentre la sua curiosità la spinge ad indagare nei campi dell’arte studiando le opere dei grandi maestri della pittura di tutti i tempi dai quali trae un cospicuo tesoro. Un giorno spinta da un grande dolore inizia per caso a sfogare il suo malessere su un cartone telato. L’arte per chi ne coglie il canto stupisce di fantastiche emozioni, e riesce a colmare il vuoto del dolore, e Grey sfoga il vuoto del suo dispiacere su una nuda tela che aspettava solo il tocco delle sue dita, per essere riempita di nuovi colori e assaporare un nuovo trasporto verso un nuovo mondo. Inizia a documentarsi sulle tecniche del colore e del disegno e inizia il suo percorso “solitario”, verso una nuova luce, un nuovo orizzonte entra non solo nella sua vita quotidiana ma anche in quella artistica. Inizia a realizzare opere dipinte in modo viscerale e istintivo senza realizzare bozzetti preparatori. Guardando a lungo i quadri di Grey è possibile scoprire un calice pieno di vita, di bellezza, sensualità, sentimenti e interrogativi sulla stessa esistenza… il finito nell’infinito. La metamorfosi di una vita, il colore, i profumi delle sue origini echeggiano nei suoi quadri, che rappresentano un’armonia del creato, un eco del mondo invisibile. L’arte è lo scalpello per scavare all’interno del nostro ego, che dopo averci scolpito riesce a dipingerci dei colori che attraversano l’arcobaleno, e l’arte di Grey non è un quadro muto, parla in silenzio e ti accarezza l’anima. Per Grey la pittura, ma soprattutto l’arte in generale, è un importante mezzo di integrazione tra i popoli, in un mondo dove la differenza etnica allontana le persone. Promuove e collabora in diverse attività culturali affinchè le barriere culturali e razziali che alimentano i pregiudizi sulla varietà delle razze siano demolite.attestato partecipazione.jpg Le sue discendenze sono legate alle meravigliose e magiche Antille Minori, da Cuba a Portorico alla Repubblica Domenicana, non trascurando le sue origini afro e europee, i cui tratti somatici ricordano questi splendidi paradisi. Ha realizzato diverse mostre personali e collettive, ha riscosso un grande successo sia dalla critica che dalle numerose presenze, oltre ad aver partecipato ad eventi o a programmi televisivi trasmessi su TV satellitari, e data la sua particolare sensibilità e il suo vissuto, partecipa regolarmente a eventi a scopo benefico.Gala di beneficenza- Un cuore pee tutti..tutti 2013 per un cuore-Sheraton Hotel-Roma.jpg Nella nostra intervista è emerso il carattere di Grey che io apprezzo molto. “Prima di essere un personaggio sono una persona”, ha sottolineato, e ha proseguito affermando: “è un caso che sia diventata un personaggio, non è stato voluto, il caso ha voluto che ciò accadesse. Sono semplice, amo la mia casa, mio figlio e il mio cane, non amo la vita frivola e tengo molto a custodire il mio privato”. Parlare con Grey mi trasporta in un mondo pieno di forza interiore, un trasporto umano e soprattutto mi ha insegnato che le persone quando attraversano momenti bui poi in fondo al tunnel troveranno sempre una luce. Ringrazio Grey per questa bellissima intervista, che mi ha insegnato molto, il social network è un ponte che unisce due sponde il reale e l’irreale e lungo questo ponte la vita continua a scorrere, e mentre scorre incontri persone speciali come Grey, che con le sue parole, con la sua testimonianza artistica, riesce a lasciare comunque un segno alle persone che le restano in ascolto.

Mostre

. Personale presso la Sala degli Archi a Ceccano (FR)-maggio 2010

. Collettiva presso la Galleria “Amarillo Art” a Reggio Emilia- luglio 2010

. Collettiva presso la Galleria “Amarillo Art” a Porto Venere (SP)- settembre 2010

. Personale presso la Chiesa degli Scolopi ad Alatri (FR) -agosto 2011

. Personale presso il Parco fluviale “Aqua Liri” a Isola del Liri (FR) -ottobre 2011

.Personale presso il Castello dei Conti de Ceccano a Ceccano (FR)- dicembre 2011

.Personale di pittura Hotel “MIRAMARE” Latina 28/08/2012

. Personale di pittura Show-rom DIVANI&DIVANI Frosinone
. Collettiva “Perle di Colore sul fiume Velino” Rieti

.Personale di pittura Banca del Cassinate – Cassino

.Personale di pittura Centro Cultural Eurobuildig Caracas- Venezuela.
PERTECIPAZIONI ED ESPOSIZIONI

.PREMIO MEDICINA 2011 – presso il Palazzo dell’Amministrazione provinciale di Frosinone- con donazione di un’opera denominata “Girasoli”, al neochirurgo prof. G. Cantore

. Convegno “Immigrazione, una opportunità di dialogo o di divisione”? Presso la Villa Comunale di Frosinone con esposizione – maggio 2011

. Galà di Beneficenza presso il Palazzo Bisleti a Veroli (FR), organizzato dalla Delegazione del Sovrano Militare Ordine di Malta di Frosinone-Latina, con donazione di un’opera denominata “Cuore di Malta”- luglio 2011

. “Wine Day Lazio per Patrica” presso il centro storico della località lepina con esposizione- settembre 2011

. Festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo a Vallecorsa (FR), con donazione di una opera denominata “Il Santo Angelo”- settembre 2011

. Gran Galà di Beneficenza presso l’Hotel Sheraton Roma Eur, organizzato dalla Associazione “…Un cuore per tutti…tutti per un cuore” Onlus di Roma, con donazione di una opera denominata “Carne de mi carne”- gennaio 2012

. Biennale dell’Arte di Anagni-Alatri-Frosinone 2011

.Partecipazione alla II edizione del Festival Internazionale dell’Arte per il dialogo e la pace tra i popoli e le religioni. Con l’opera denominata “The Great Mother” Presso l’Ambasciata Irakena C/O La Santa Sede – Roma

. Rassegna d’Arte Internazionale “Salento -Silente” Lecce 2012

. Partecipazione Premio D’Annunzio 2012

. Partecipazione Premio Internazionale “Celeste NetWork” 2012

Sabrina Carbone Traducoonline

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Sabrina Carbone: La giornalista Lydia Cacho abbandona il Messico dopo le ultime minacce

La giornalista Lydia Cacho ha abbandonato il Messico dopo aver ricevuto nelle ultime settimane, varie minacce di morte, ha confermato la associazione per la difesa dei diritti dei giornalisti Articolo19.
Anche attraverso Twitter la Cacho ha dichiarato che la sua partenza è temporanea, “per motivi di sicurezza sono partita da sola e nessuno mi porterà via da casa mia”. La scrittrice e attivista Messicana, che risiede a Cancùn, ha ricevuto la scorsa domenica una nuova telefonata mentre era in casa.

La pagina web di Amnesty International Messicana racconta che la Cacho aspettava una telefonata da parte di un suo collega di lavoro che cercava di rintracciarla, ma dall’altra parte del telefono sono uscite queste parole: “Te lo abbiamo già ripetuto non metterti contro di noi, non ti è bastata la volta scorsa? Ti prenderemo a calci e ti manderemo a casa a forza di calci…stupida”.

La giornalista ha denunciato formalmente davanti alla Procura Generale della Repubblica questa minaccia,  a detta di Amnesty International, questo venerdì, l’agenzia EFE informava della partenza della Cacho dal Paese.

Riccardo Gonzalez, portavoce dell’Articolo 19  ha confermato in una intervista telefonica che la giornalista è “momentaneamente  fuori dal Messico fino a  quando non potrà tornare a condurre una vita normale in Messico”. L’associazione che difende i diritti dei professionisti della comunicazione pensa che lo Stato ha risposto in “maniera lenta e col contagocce” a questo caso. “Il rischio che affronta Lydia Cacho perdura da vari anni e nonostante tutte le denunce e la pressione internazionale le autorità non sono intervenute con diligenza. Per questo motivo informa Gonzalez davanti all’assenza di protezione ufficiale “preferiamo prendere misure preventive”.

L’Articolo 19 assicura che la giornalista conta su di un’amplia rete di appoggio e che il suo stato spirituale è buono. “E’ una persona molto forte, molto cosciente dei rischi che corre, ma è molto legata alle sue convinzioni. Per questo sa che questa lotta non è solo personale ma è una lotta che vale per molti altri giornalisti”. A questo proposito Ricardo Gonzalez ha sostenuto: “Se per un caso clamoroso come quello di Lydia il Governo resta negligente,tanto più lo è con i giornalisti anonimi di Suarez o Veracruz”. Inoltre ha raccontato la stessa Cacho questa settimana davanti al Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) che le minacce probabilmente provenivano da alcuni presunti delinquenti che erano stati segnalati nel suo libro “Schiava del Potere”, vincolati dalla tratta  mogli per la prostituzione.

L’attivista ha iniziato a ricevere minacce e aggressioni dopo l’edizione nel 2005 di  “I Demoni dell’Eden”, dove  denuncia una rete pornografica infantile che è stata messa in atto su conoscenza e protezione di politici e impresari degli Stati di Quintana Roo e Puebla.

Da allora, la difesa dei diritti umani delle mogli e dei bambini gli è costata la persecuzione da parte di alcuni settori.Immagine

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Sabrina Carbone: Lupi al posto di uomini.

E’ l’ultima trovata originale degli Stati Uniti per rispondere ai problemi di budget di una prigione: addestrare
un gruppo di cani-lupo ibridi come guardie notturne. Il centro del penitenziario di Stato della Louisiana doveva ad ogni costo ridurre la sua massa salariale.
“Ogni prigione cerca di essere la più creativa possibile per risparmiare al meglio ogni dollaro che possiede”, ha spiegato George Camp, membro delle associazioni per le amministrazioni correzionali di Stato al Wall Street Journal. Se in Michigan le auto delle pattuglie sono state sostituite con altane munite di telecamere, la Louisiana ha optato per un investimento animalista. La prigione che è il più grande centro di alta sicurezza degli Stati Uniti, si estende su una superficie di 73 km quadrati. La metà dei 5000 detenuti è un omicida mentre tre/quarti sono ergastolani.

Con la riduzione del budget meno 20 milioni di dollari in cinque anni, la prigione ha licenziato 150 delle sue 1200 guardie e 35 dei suoi 42 agenti di sorveglianza nelle torri di guardia, introducendo nel 2011 dei cani-lupo nel perimetro di sicurezza della prigione. La manutenzione  di 80 cani costa solamente 48.000 euro l’anno contro il salario annuale di una guardia che è in media di 27.000 euro.

“Potete sempre correre…”

Questi cani lupo sono per la maggior parte degli incroci tra la razza Alaskan Malamute e Lupi grigi e pesano più di 55 kg. Come allevare un lupo?
“Facendo molta attenzione e unendoli ad altri cani dal sangue caldo”,  spiega il Capitano e allevatore Robert Tyler.
Ciò richiede molto tempo, “E’ difficile conquistare la loro fiducia”  ha aggiunto.

Una volta addestrati alla loro missione di sicurezza del recinto della prigione, i cani-lupo sono capaci di custodire le griglie elettriche alte 4 mt. che fanno il giro dei sette complessi del Centro.

Se le evasioni sono ridotte, il rischio resta, e Burl Cain, il Direttore della prigione ne è a conoscenza. “C’è bisogno di 100 ufficiali per coprire i torrenti, i fiumi e le strade. Devo pagare tutta questa gente a ore supplementari”, spiega prima di aggiungere che una giornata di ricerca per un evaso costa più di 15.000 euro.

Ogni animale deve coprire più di 300 metri di terreno al di là delle reti metalliche e sono più veloci delle volanti che non hanno sviluppato la stessa facoltà olfattiva rispetto ad un cane-lupo addestrato.

“Voi potete sempre correre, ma vi prenderanno ” ammette un detenuto a vita Lou Cruz Immagine

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Sabrina Carbone: BABELE LA TORRE INFERNALE

Realtà divenuta mito? Parabola teologica? o Metafora ontologica?

Qualunque sia la risposta è certo che La Torre di Babele ha fatto la sua storia nel corso dei secoli.

Immagine archetipica dell’ebbrezza prometeica, simbolo drammatico della vanità umana e della sua cecità demiurga resta
più che mai attuale.

La bella esposizione del Palazzo delle Belle Arti di Lille lo conferma,attraverso opere firmate esclusivamente da
artisti moderni o contemporanei.

The Fertil Crescent, Anselm Kiefer, Heavenly City, Yang Yongliang, “no woman no cry”, i fratelli Chapman, La Torre di Jakobs,

Gautel o La Torre di Bruxelles di Eric de Ville, illustrano meravigliosamente le tragiche declinazioni della speranza
Faustiana, ma anche della irragionevole tecnologia e l’inventiva umana. Disegnata, dipinta,o fotografata, la
superbia è nel cuore di queste opere che mostrano le tristi e luminose sfumature del genio umano, la sua mania di
grandezza, il suo desiderio  di andare al di là di ogni cosa, la sua insaziabile ricerca del Paradiso che si conclude in
Inferno, il trionfo della volontà che si compie sui campi.

Tutto questo è una prova in più che lo scompiglio e le rivoluzioni che animano la storia dell’arte esulano dalla
fonte originale delle sue ispirazioni.

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Sabrina Carbone: Leonardo da Vinci vittima di un cattivo morbillo.

E’ solo il suo autoritratto, un disegno custodito a Torino, con inquietanti puntini rossi.

Non siamo vicini a rivedere Leonardo da Vinci è solo il suo autoritratto conosciuto a livello mondiale.

Barba e capelli lunghi, sopracciglia cespugliose, naso aquilino e espressione del viso stanco e gravemente malato.

Dopo una settimana di test, gli esperti circondano Maria Cristina Misiti, la Direttrice dell’Istituto Centrale di Restauro e Custodia del Patrimonio Italiano.

Hanno appena scoperto la presenza di puntini che proliferano in questo disegno 33,5×21,6 cm disegno a carbone rosso risalente intorno al 1510.

Durante una conferenza stampa tenuta a Roma è stato lanciato un  allarme per questi “puntini rossi” suscettibili a sfigurare  l’immagine del Genio toscano rappresentato probabilmente in uno stato ideale, come un Platone del Rinascimento.

A novembre, per 2 mesi, l’istituzione che conserva il disegno, la Biblioteca reale di Torino, lo aveva eccezionalmente riesumato dalla penombra dei suoi magazzini per collocarlo nella sua maestà, nel seno di una esposizione organizzata nel palazzo vicino alla Venaria Reale.

Era la prima volta per il grande pubblico. Bisognava partecipare in modo spettacolare alle celebrazioni che marcavano il 150.mo anniversario dell’Unità d’Italia.

Quest’unico autoritratto di Leonardo – il solo ad essere all’unanimità vicino agli specialisti – era stato visto per la prima volta a Firenze nel 2006, presentato dietro ad un vetro blindato. Era stato mormorato all’epoca che era di un fac-simile risalente al XVIII secolo.

In base a questi ultimi dati, la constatazione è unanime: forse un giorno sarà riesposto nuovamente. “Gli studi non invasivi hanno confermato i nostri peggiori timori: il disegno è stato rovinato e ogni restauro sarà delicato e rischioso” ha dichiarato Jane Roberts bibliotecario reale e custode del gabinetto delle stampe a Windsor, il castello che possiede la più ricca collezione del mondo dei disegni del Maestro. Conservato in una cassaforte per quasi 100 anni i puntini “rossi”, sono stati provocati dall’ossidazione di pigmenti originali, non protetti da una qualsiasi vernice come nel caso degli oli. Sono apparsi anche dei funghi sul disegno una miscela di canapa, lino e lana. Oggi ciò che appare sulle gote gonfie dell’artista ricorda un cattivo caso di morbillo.

“E’ impressionante ha concluso Maria Cristina Misiti. La decisione del restauro non incombe alla Biblioteca di Torino, all’Istituto di Restauro e agli scienziati. Si continuano a fare delle diagnosi”.

Il foglio era stato  correttamente comprato dal Re Carlo Alberto di Savoia nel 1839, e correttamente conservato a Torino in una cassaforte per quasi 100 anni. Ma nel 1929 era stato incorniciato e appeso al muro alla luce del sole.Immagine

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Sabrina Carbone: Riesumati inutilmente i resti della Gioconda

Uno pseudo-ricercatore ha voluto dimostrare che Monna Lisa non è servita a Leonardo Da Vinci come modella.
I resti della Gioconda riesumati?
Tanto rumore per niente avrebbe detto Shakespeare. La notizia ha fatto il giro del web.
All’origine del buzz che ha fatto immediatamente alzare le spalle al mondo dell’arte, c’è un certo Comitato Italiano per la valorizzazione dei beni culturali.
Il Comitato è composto da alcuni antropologi e storici, dall’aspetto serioso è criticato da numerosi universitari.
A capo non c’è uno scienziato bardato di diplomi ma un anziano presentatore televisivo che, dopo qualche anno, si è autoproclamato detective specializzato in very cold case, di alta portata mediatica e fantomatica.
Silvano Vincenti si è fatto conoscere per aver trovato tracce di arsenico sulle ossa dell’Umanista Pico della Mirandola sostenendo che quest’ultimo è stato avvelenato.
In realtà i resti degli antichi avi presentano in generale tali tracce per un effetto naturale di decomposizione.
Vincenti ha lavorato anche alla ricostruzione al computer del viso di Dante partendo da misure prese dal cranio del poeta.
L’ipotetico volto non ha apportato novità riguardo al Personaggio e alla sua Opera.
La Gioconda un Uomo?
Per ciò che riguarda Lisa Gherardini(1479-1542) alias Monna Lisa, ipoteticamente parlando, un controllo incrociato del DNA con i discendenti della famiglia ha provato che questi resti riesumati dal suolo del Convento di Sant’Orsola a Firenze, gli appartengono realmente, ma cosa vuole essere dimostrato con questo?
Che Monna Lisa non ha fatto da modella a Leonardo, come vuole credere Vincenti.
Gli archivi dimostrano il contrario in maniera quasi certa.
Vincenti è convinto che il Genio toscano si è servito soprattutto di un uomo per elaborare il più celebre ritratto a livello mondiale.
Egli sostiene di aver decifrato un codice segreto nel dipinto, dove c’è in minuscolo la lettera L che sta per Leonardo nell’occhio sinistro e nell’occhio destro una S che intende Salai.
A suo dire è una dichiarazione d’amore da parte del pittore, nascosta all’attenzione del suo giovane aiuto.
Gli Esperti non scorgono altro che delle screpolature del tempo nella vernice.

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Sabrina Carbone: Idee per salvare l’Europa

Le generazioni più all’avanguardia nella storia d’Europa corrono il rischio di finire tra le file della disoccupazione, o nel peggiore dei casi nella sotto occupazione e nella precarietà. La terribile crisi economica abbatte il Continente dal 2008, ma è una opportunità per riflettere sul documento della Unione Europea e non solo, anche sugli aspetti politici ed economici, e soprattutto sull’etica lavorativa. I sei giornali più quotati d’Europa (EL Pais, Le Monde, The Guardian, Suddeutsche,Zeitung, La Stampa, e la Gazzetta Wyborcza) si sono unite per la seconda volta in un supplemento comune che offre proposte e idee per salvare l’Unione Europea, facendo leva sulla educazione. Iniziamo dalle Tribune di opinionisti intellettuali e politici, dalle interviste con i leaders europei, i reportages sulle Università e sulle Aziende che scommettono sull’impiego, le storie positive e negative dei giovani, o le iniziative imprenditoriali, questo supplemento cerca di offrire un ritratto preoccupante, ma anche speranzoso sul futuro della Unione Europea. Da Varsavia a Madrid o Parigi, attraverso Monaco, Milano o Cambridge, i progetti di innovazione, eccellenza e buona formazione che caratterizzano il progresso dell’Europa, devono risorgere. Come filo conduttore di questo supplemento appare la necessità dei Governi e delle Istituzioni della UE a scommettere sull’etica come la migliore via per uscire dalla crisi. Le storie di successo dei settori industriali, Scuole e Amministrazione pubblica mirano a reinventare l’Europa e le sue formule politiche e economiche. Come segnala il Professore spagnolo José Ignacio Torreblanca: “Prima di usare l’Europa, la dobbiamo riparare”. Senza dubbio tutto inizia dall’educazione per arrivare al proposito.

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Sabrina Carbone: E’ deceduto il Presidente del Ghana

Ghana-Deceduto il Presidente del Ghana, John Atta Mills, Presidente del Ghana è deceduto. La Direzione di Stato, lo ha reso noto tramite un comunicato. Uno dei suoi collaboratori ha spiegato che la situazione è peggiorata, dopo che Mills ha accusato dei malori durante la notte. Affetto da un cancro alla laringe nelle ultime settimano era affetto da atonia, come racconta la BBC. John Dramami Mahama è il neo Presidente del Paese succeduto a Mills. L’investitura, è avvenuta durante una breve cerimonia, in diretta televisiva, e celebrata in una sessione straordinaria del Parlamento alla presenza dei Deputati, e di vari politici e delle Alte Cariche Amministrative. Durante la funzione Mahama ha chiesto ai membri della Camera “l’unità e la stabilità del Paese” come miglior tributo al suo predecessore. La morte di Mills, è avvenuta mesi prima dalla rielezione del Presidente del Paese dell’Africa Occidentale. Il Ghana, secondo produttore mondiale di cacao, ha incrementato la crescita di due punti nel 2011, e il suo ex Presidente è citato come esempio di democrazia in un Paese turbolento. Mills era alla Presidenza da gennaio 2009, il comunicato emesso dal Capo della direzione di Stato John Henry Martey Newman annuncia con grande dolore l’improvvisa e prematura morte del Capo di Stato. Il testo afferma che Mills è morto all’età di 68 anni, poche ore dopo che si era sentito male senza aggiungere maggiori dettagli. Un collaboratore del Presidente in forma anonima, ha spiegato che il Presidente durante la notte di lunedì si è lamentato di forti dolori e che è morto nel tardo pomeriggio di martedì dopo che le sue condizioni si erano aggravate. Mills ha pilotato lo slancio per la produzione di greggio in Ghana, di ritorno dagli Stati Uniti per controlli clinici era rientrato nel suo Paese da alcune settimane.

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Sabrina Carbone. Archeologia:Le truppe di Re Luigi XIV riemergono vicino a Saint-Germain-en-Laye,sono iniziati gli scavi del campo di addestramento dell’esercito del Re Sole.

Sabrina Carbone. Archeologia:Le truppe di Re Luigi XIV riemergono vicino a Saint-Germain-en-Laye,sono iniziati gli scavi del campo di addestramento dell’esercito  del Re Sole. Gli storici militari specialisti dell’antico regime sono in agguato. Il luogo dove il sindacato interdipartimentale per il risanamento dell’agglomerato parigino(SIAAP) ha progettato di costruire una nuova stazione di depurazione nell’area di una parte è il Forte Saint-Sebastien dove era stato allestito un tempo il campo di addestramento delle truppe di Luigi XIV. Gli scavi effettuati con una pala meccanica hanno riportato alla luce  delle tracce di pali e di focolari che ha portato lo Stato a decidere di fare degli ulteriori scavi.Secondo gli archeologi è una doppia scoperta .sottolinea,  Séverine Hurard, dell’Istituto Nazionale delle Ricerche Archeologiche preventive(INRAP), responsabile scientifico del cantiere.Il Forte di Saint-Sebastien è sito sul territorio del comune di Saint Germain, in una delle grandi anse della Senna. In superficie non c’è molto, c’è stato il bisogno di disincrostarlo. Gli archeologi hanno richiesto la cartografia del campo che accoglieva quasi 20.000 soldati e 10.000 cavalli, riuniti lì per esercitarsi per la presa della Piazza Forte. Raschiando il suolo con dei sarchielli, hanno cercato di reperire le tracce di tende di tela che mettevano al riparo gli squadroni (di 9 uomini). Sono stati riesumati alcuni  oggetti rari: due monete, due o tre medaglie. Le fosse, i cui bordi erano stati ricoperti dall’argilla e dai mattoni pieni sono stati sgomberati. Nel campo c’era bisogno di cereali, pane, carne, fieno e donne (all’epoca numerose erano le prostitute a Saint-Germain). Sono stati scoperti anche dei condotti. Secondo il Generale Michel Hanotaux, ritratto appassionato della Storia Militare, il campo esisteva già dai tempi di Enrico IV il quale aveva avuto un ruolo importante nella sede di Parigi. Quest’ultime stime, attestano che il campo era stato costruito nel 1669 quando le truppe di Re Luigi XIV erano partite per la Guerra D’Olanda(1672-1679). “L’Archeologia è diventata un mestiere, indica Gabriel Drwila,dell’Inrap, responsabile aggiunto del cantiere. E’ bene ciò che è bene, il peggio è la pioggia”. Ero entusiasto all’inizio quando le prime impronte dei pali erano stati scoperti. Il cantiere è fuori norma nella sua estensione(28 ettari), i mezzi utilizzati (8,5 milioni di euro, e 35 persone state mobilitate per  diversi mesi, sottolinea Séverine Hurard . I risultati degli scavi saranno resi pubblici nei mesi a venire. Nel quadro della Giornata Nazionale dell’Archeologia ,il cantiere sarà aperto al pubblico sabato 23 giugno, dalle ore 14 alle ore 18 e domenica 24 dalle ore 10 alle ore 18

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Sabrina Carbone: Una pista inedita per combattere l’Alzheimer

Francia
Un farmaco dagli effetti anti-infiammatori sul cervello ha ottenuto risultati promettenti sui topi. La lotta contro l’Alzheimer, ha preso una piega più incisiva nel corso degli ultimi due anni, da quando i ricercatori nel corso dell’ultimo decennio hanno tentato, nei loro laboratori, di capire ciò che accade nel cervello dei malati che perdono, a causa di questa malattia, la loro totale autonomia. Tuttavia ben poco è testato sui nuovi farmaci. Oggi, il puzzle completo dei casi che provengono da una infiammazione del cervello, un accumulo di placche di proteine amiloidi tra i neuroni e lo sviluppo in questi ultimi di microfibre di proteine TAU che finiscono per distruggerle, inizia a prendere forma anche se non totalmente. Sono stati fatti dei passi avanti, che hanno permesso di effettuare delle analisi chimiche con i nuovi farmaci. Recentemente durante il Congresso Mondiale della Associazione contro l’Alzheimer è stato discusso dei trattamenti sperimentati come anticorpi usati su un piccolo nucleo di topi. Numerose sono le attese: 850.000 persone soffrono di questa malattia. Nel giornale di Neuroscienze datato 24 luglio 2012, i ricercatori americani hanno aperto un’altra via presentando delle analisi sui topi con una nuova molecola, detta MW-151, un inibitore specifico dei mediatori chimici della infiammazione nel tessuto cerebrale. Queste molecole vengono assunte per via orale e arrivano al cervello. I Ricercatori dell’Università del Kentuchy hanno voluto sapere, su un test di cavie, se questa molecola somministrata in uno stato avanzato della malattia ha la sua evoluzione.

“Una pista interessante”

Alcuni topi sono geneticamente predisposti a lesioni simili all’Alzheimer, ad esempio difficoltà per trovare la giusta direzione. Segni cerebrali caratteristici della malattia sono visibili in seguito durante la autopsia. Testando questo prodotto su una serie di topi predisposti, i risultati sono stati incoraggianti. “Un intervento precoce su un modello di topi riduce l’infiammazione cerebrale, che viene tradotto in un miglioramento dei segni neurologici”, afferma Linda Van Eldik (Centro per l’invecchiamento di Sander-Brown Università del Kentuchy), dedita a questo lavoro. La molecola presenta un effetto favorevole, se impiegata prima o dopo la diagnosi. E di fondamentale efficacia, somministrare la molecola prima di qualsiasi disturbo. “Al momento, siamo prudenti. I farmaci efficaci sui topi sono ancora lontani dalla loro efficacia sull’uomo”, assicura Philippe Amuoyel CHU (Centro Ospedaliero Universitario)di Lille -Fondazione Nazionale di cooperative scientifiche sull’Alzheimer e affezioni simili. Resta comunque una pista interessante. Per esempio se viene blocca l’infiammazione cerebrale che compare durante la malattia la conseguenza è l’arresto dell processo patologico. In studi recenti, la stessa molecola è stata capace, sempre sulle cavie, di ridurre le lesioni neurologiche dovute a un trauma cranico. Inoltre, è stato provato su test animali, la evoluzione della sclerosi a placche.

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Sabrina Carbone: Le monete Spagnole della collezione Huntington e il loro destino

L’8 marzo 2012  quando la casa di Sotheby’s di New York aveva messo all’asta  38.000 monete che integravano la collezione Huntington i peggio auguri sui pezzi spariti dalla loro collezione erano diventati realtà per metà del mondo.Solo tre mesi più tardi è stato reso noto dove sono andate a finire alcune di loro. Un donatore anonimo ha ceduto temporaneamente 10.000 monete alla Società Numismatica Americana (ANS in inglese), altre 1000 saranno rese pubbliche nella vendita all’asta il prossimo mercoledì a Madrid da Jesus Vico S.A. La collezione costituiva, fino al giorno dell’asta, la maggior raccolta straniera di monete spagnole. Il filantropo Archer Milton Huntington nel corso della sua vita , aveva riunito 38.000 pezzi, in pratica tutta la Storia Spagnola, a partire dal secolo V  a. C. fino al secolo XX. La Hispanic Society of America (HSA), fondata da Huntington nel 1904 e proprietaria della collezione, sollecitata economicamente dall’impossibilità di attrarre sponsor, aveva deciso di mettere all’asta i pezzi per ottenere i fondi per finanziare altre opere di valore in suo possesso come Goyas, Velasquez,e Grecos. Sebbene la HSA,aveva richiesto a Sotheby’s che il lotto doveva essere venduto globalmente a uno stesso offerente, tuttavia non aveva stabilito l’obbligo di mantenere unito il tesoro numismatico dopo la vendita. Tutto ciò era stato realizzato a porte chiuse, e le monete erano state vendute a un consorzio di identità ignota come anche lo è l’identità e il numero dei suoi soci.
Ute Wartenberg, direttrice esecutiva della ANS, spiegava in una conversazione telefonica che “la collezione era stta stimata a 25 milioni di dollari ma secondo fonti esterne sembra che il consorzio le aveva acquistate al prezzo di  26 milioni di dollari. Certamente non è stato rivelato il valore legittimo delle 10.000 monete che sono state donate alla Istituzione. La Wartenberg è pletorica per aver recuperato parte dei 38.000 pezzi.”
“Huntington le aveva cedute alla ANS, ma non abbiamo mai pensato di perderle perchè non abbiamo mai immaginato di venderle”. La ANS ha perso nei tribunali la sua battaglia di impedire la vendita, ma grazie ad un benefattore anonimo, oggi torna ad avere in suo possesso parte della collezione. “Era stata stabilita una cessione di 49 anni e a differenza dell’antecedente accordo con la HSA che vietava l’esposizione al pubblico adesso possono essere messe in mostra pubblicamente. Se  arrivano  nuove condizioni, la sala espositiva ANS è molto piccola e inoltre i ricercatori, i visitatori possono cogliere l’occasione, tra le altre cose, di vedere 1.004 pezzi di monete visigote,”La collezione più grande del mondo di pezzi spagnoli accumulati in questo periodo è senza dubbio, il più grande tesoro a nostro prestito”, puntualizza la Wartenberg. Inoltre di queste monete ,tra le 10.000 cedute, 3.000 sono monete romane d’argento e bronzo mentre  2.000 sono celtibere e circa 4000 risalgono al V o addirittura  al XV secolo. Le tracce delle 38.000 monete non terminano a New York, dall’altra parte dell’Atlantico, nell’Hotel Wellington di Madrid, sarà messo all’asta il prossimo martedì, il primo di una serie di tre lotti di pezzi da collezione, di proprietà di José Vico S.A. La casa ,specializzata in numismatica, ha rivelato che è stato uno dei membri del Consorzio ad acquistare la collezione Huntington. Moneta di Re Leovigildo (575-586), per gentile concessione della Società Numismatica Americana.”Il nostro interesse è centrato verso quelle monete che sono state accumulate esclusivamente nella Spagna peninsulare”. Il lotto che sarà in vendita martedì consta di 1.000 monete e ciascuna ha il suo prezzo di vendita”. “Speriamo che lo Stato mantenga il suo impegno perchè esistono pezzi che formano parte del nostro patrimonio e meritano di essere esposti in qualche museo” spiega il portavoce. Nella Speranza di essere certi che la Amministrazione Pubblica assista all’asta ,la Wartenberg ha già consultato il catalogo”. “Così la Ans riuscirà a ottenerne qualcuna in più”. Tra ottobre e novembre, José Vico S.A. metterà all’asta gli altri due lotti della collezione Huntington. Il suo portavoce non ha dichiarato di quanti pezzi è composta la cassa di uno di loro. Con queste vendite andranno perse tutte le monete e insieme a loro anche il destino della collezione che con tanto impegno aveva accumulato, l’erede del magnate delle ferrovie, Collis Huntington, nel corso della sua vita. Con la speranza di maggiori aste e di nuovi annunci di benefattori anonimi, la traccia dei 50 top, di un pezzo di oro accumulato durante il Regno dei Re Cattolici, che è considerato una pezzo prezioso numismatico di gran valore, e  le 400 monete romane, alcune coniate sotto l’Impero di Giulio Cesare, che integravano tra le altre la collezione Huntington può dirsi perduta per sempre.

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Sabrina Carbone: L’odore dello Spazio ricreato da uno scienziato

Uno Scienziato britannico ha riprodotto l’odore emanato a bordo della navicella spaziale Mir, “una miscela di sudore e essenze”. La Nasa, interessata alla sua scoperta ha avuto il piacere di preparare i futuri astronauti all’odore della navicella. Con il suo fiuto 1000 volte più sviluppato di quello umano, la cagnetta Laika, primo essere vivente inviato nella orbita nel 1957, ha avuto un momento penoso. L’evoluzione nello spazio richiede una prova olfattiva, lo scienziato britannico, Steve Pearce, ha ricreato l’odore a bordo della navicella spaziale Mir durante una simulazione olfattiva. La Nasa, sentendo parlare dell’esperimento fatto dal chimico, ha chiesto di riprodurre questo odore per impiegarlo nel quadro degli allenamenti di acclimazione. Gli astronauti durante i loro viaggi nello Spazio, non possono farsi la doccia e l’aria che circola è a circuito chiuso, le stazioni e le navicelle spaziali sono i luoghi ideali per la formazione di odori sgradevoli. “Ho riprodotto lo sgradevole odore che c’era a bordo”, racconta a Le Figaro l’astronauta partito per ben 3 volte nello spazio, Jean François Clervoy. “Ma al ritorno sulla Terra quando un astronauta dell’equipe esce dalla capsula spesso resta come stordito”. Per limitare eventuali cattivi odori, le equipes evitano di portare alcune pietanze a bordo. “Possiamo portare per i primi giorni della missione frutta fresca, le banane sono proscritte perchè marciscono facilmente. Alcuni comandanti di bordo chiedono, anche, di evitare l’insalata di tonno”. “Durante il secondo viaggio nello spazio, nel 1997, a bordo della Stazione Mir, che in quel periodo aveva un problema di circuito di regolazione termica, la cantina era umida e alcuni dei miei colleghi anche se rimanevano per alcuni minuti stavano male” continua l’astronauta.

E’ possibile conoscere l’odore a bordo della navicella ma quello dello spazio resta un mistero.

Gli astronauti in effetti respirano un ossigeno condotto dalla Terra, “Chi prende l’aereo non conosce l’odore del cielo”,

spiega Bernardo Patti, responsabile del Programma ISS della Agenzia Spaziale Europea, ESA, a Le Figaro.

Lo Spazio è composto maggiormente di vuoto, polveri e cenere.

Come sapere se il vuoto ha un odore, chiede Brigitte Godard medico all’ESA.

Alcuni scienziati assicurano che una vasta nube si evolve nel mezzo della nostra galassia, e, grazie alla presenza di formiato etilico, ha un odore di rhum e fragole.

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Sabrina Carbone: Africa – Tattaguine, lo stato civile, nel programma della celebrazione della giornata del bambino Africano

A Tattaguine è stato lanciato un Forum sulla protezione del bambino. Al centro del dibattito, lo stato civile che costituisce il problema maggiore in questa comunità rurale del dipartimento di Fatck. A Tattaguine è frequente vedere, un bambino nascere, crescere, andare a scuola e arrivare alla vigilia degli esami senza un estratto di nascita. La situazione preoccupa particolarmente la comunità rurale che ha sollecitato e ottenuto l’aiuto del World Vision. Risultato? una convenzione lega ormai, le due entità. Sabato, 16 giugno 2012, è stata una data simbolica che ha celebrato la giornata del bambino africano, il contenuto del documento è stato oggetto di ricchi scambi nel focolare domestico dei giovani di Tattaguine. L’incontro che ha visto la partecipazione di autorità religiose, capi di villaggio, associazioni femminili e giovani, è stata una bella occasione per lanciare il Forum sulla protezione del bambino. “E’ incoraggiante vedere questa mattina questo mondo riunito. La battaglia è vinta a metà. Questa forte mobilizzazione dimostra che le popolazioni prendono, lentamente ma seriamente, coscienza dell’importanza di registrare i bambini all’anagrafe, afferma felice, Philippe Seck Ngom, Presidente della comunità rurale di Tattaguine. Il Presidente, ha ricordato che il servizio è gratuito e ha sottolineato la disponibilità dell’ufficio anagrafe. Secondo Philippe Seck Ngom, l’estratto di nascita per un bambino significa in qualche modo proteggerlo perchè ciò apre le porte alla scuola e gli permette di fare esami e concorsi. Della stessa opinione è stato il Capo del Centro di appoggio allo sviluppo locale, CAD. Per Abdourahmane Diop, a Tattaguine c’è una correlazione tra lo Stato civile e gli alti tassi di dispersione e esodo rurale, spiega il Capo del Cad e ha evidenziato una negligenza e una forte mancanza d’informazione dei genitori. M.Diop ha parlato di un “enorme” lavoro di sensibilizzazione che il Consiglio Rurale deve fare nelle popolazioni allo scopo di favorire, un cambiamento di comportamento, Il via di questo Forum è stato messo a profitto per cambiare la scolarizzazione dei bambini, che è un dovere dei genitori verso i figli, i quali sono esseri fragili che hanno bisogno di essere amati e protetti. Per ritornare alla Comunità Internazionale che in dedica questi 22 giorni al bambino africano, è stata richiesta la mobilità della Comunità Nazionale sulle problematiche della protezione, del rispetto, della promozione e realizzazione dei diritti dei bambini svantaggiati.

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Sabrina Carbone: La Mauritania vince la sua lotta contro la denutrizione infantile

ImmagineNel piccolo ufficio del Dottor Kané Mustafa, responsabile del Programma di Nutrizione al Ministero della Sanità della Mauritana, non c’è niente di lussuoso a parte un mal funzionante sistema di aria condizionata. Sotto una parete sconcia è appeso un vecchio poster dell’Unicef, un computer e una stampante che condividono il loro spazio sulla scrivania dove è posta una pila di informazioni, che descrivono la situazione del Paese. Davanti a questo panorama, nessuno pensa che Mustafa’ e la sua squadra sono stati i protagonisti negli ultimi anni di una delle più importanti storie di successo nella lotta conto la denutrizione infantile. E lui, contribuente spagnolo, ha a che vedere con tutto ciò. La Mauritania è la faccia dimenticata della crisi alimentare della quale soffre il Sahel. Sette delle sue regioni, (la maggior parte di loro localizzate a sud del Paese), affrontano una situazione di sfornimento cronico alimentare che minaccia di ipotecare il futuro di tutta una generazione.Tuttavia, la situazione è decisamente migliorata  rispetto a due decenni fa, quando i tassi di denutrizione infantile colpivano un bambino su due nel Paese. La combinazione di misure come l’aumento dell’allattamento materno e l’introduzione di micronutrienti nella dieta alimentare della popolazione più vulnerabile, ha permesso di attaccare alcuni fattori determinanti il problema, spiega Inés Lezama, dell’equipe locale Unicef. La cosa più importante, è che la Mauritania, è stata convertita in un modello di successo grazie alla approvazione dell’iniziativa REACH, che dal 2008 è coordinata dal leader del Governo, e dalle azioni dei principali organismi multilaterali (UNICEF, FAO, OMS, o PMA) e ONG,  organizzazioni  internazionali presenti nel Paese. Questa iniziativa, grazie a  un importante finanziamento della Cooperativa Spagnola per mezzo del Fondo ODM, considera la complessità della lotta contro la denutrizione. I complementi alimentari e l’allattamento materno sono imprescindibili, ma lo sono anche le cliniche delle comunità che aspettano le madri o la formazione di piccoli campi di grano che proteggono le famiglie contro l’aumento dei prezzi delle derrate alimentari. Risolvere la crisi a breve termine e stabilizzare le basi affinchè questo fenomeno non si espanda ulteriormente in futuro.
“Quando partecipiamo alle riunioni internazionali parliamo unicoro” spiega orgoglioso il dottor Mustafa’ ed ha buone ragioni per esserlo. In Mauritania sto verificando il valore insostituibile degli aiuti di qualità. Le agenzie specializzate e il personale locale lavorano con le autorità nazionali per salvare le vite umane e anche quelle future.
Se le cose continuano di questo passo nel 2015 potremo adempiere al sogno di aver ridotto  a metà la denutrizione infantile e noi spagnoli possiamo dire che siamo stati partecipi di questo sogno.

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Sabrina Carbone: SENEGAL, DISCRIMINAZIONE, ABUSI SESSUALI, DRAMMI CHE I BAMBINI SUBISCONO DALLA SOCIETA’

La città di Guedawaya, celebra, il 16 giugno, il giorno che commemora il massacro dei bambini sudafricani sotto il regime dell’Aparthaid. La celebrazione è stato stabilita dai responsabili  dell’ONG per fustigare i numerosi drammi che i bambini subiscono dalla società. Discriminazione dei bambini, abusi sessuali, e i drammi che la società causa a questi bambini. La celebrazione della giornata del 16 giugno è l’occasione, per le Organizzazioni non Governative, ONG, che lottano per la promozione dei diritti dei bambini,  per dare maggior eco a questa situazione. L’ONG e l’educazione e lo sviluppo del bambino, EDEN, hanno aperto un dibattito all’epoca di una seduta sulla sensibilizzazione, dal tema: “I diritti  dei bambini e il dovere di promuoverli, proteggerli e rispettarli”. L’Ong ha così interpellato la comunità e le autorità, per meglio prendere in carica la promozione dei diritti di questo strato sociale vulnerabile Goor Diouf, Presidente dell’Ong e di Eden, ha sottolineato: <<abbandonarli, è illegale, inumano>> Eden promette, sessioni di formazione destinate agli insegnanti un processo di generalizzazione e di educazione. Dopo Eden, Imam Massamba Diop del “gruppo islamico per la pace” e responsabile dell’Ong Jamra, ha colto l’opportunità della cerimonia per consegnare un premio a una scuola di sanità e denunciare gli abusi sessuali fatti sui bambini suggerendo l’insegnamento religioso nel sistema educativo secondo la religione alla quale appartengono. “I Media , invece affermano, quando vediamo bambini vittime di pedofilia, abbiamo il cuore ferito. Per porre rimedio a tutto ciò, bisogna accettare l’educazione religiosa nelle scuole. Ai bambini cristiani insegnare il catechismo, e ai giovani musulmani insegnare l’Islam per un ritorno dei valori morali” ha suggerito Imam Massamba Diop.

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Sabrina Carbone: Senegal: giornata educativa sul Trattato sulla Schiavitù Transatlantica

Il Collegio Mariama Ba di Gorée ha ospitato, la commemorazione della giornata del Trattato della Schiavitù Transatlantica patrocinata dall’Unesco. Quest’anno, al di là della volontà di perpetuare questa tragedia nella memoria collettiva c’è soprattutto la volontà di sensibilizzare le nuove forme di schiavitù. Parlando di schiavitù transatlantica, questo sistema di sfruttamento dell’uomo, implica lo sdradicamento, la deportazione e l’assoggettamento di milioni di esseri umani e la volontà imprimerlo nella memoria collettiva, e non c’è posto più simbolico dell’isola di Gorée. In quest’isola, la Commissione Nazionale Senegalese per l’Unesco, nel quadro della celebrazione della giornata del Trattato sulla Schiavitù Transatlantica, e in memoria,  ha scelto l’isola e l’aula dell’Istituto Mariama Ba,  simbolo scolastico per eccellenza. In effetti undici anni fa, la Conferenza Mondiale di Durban contro il Razzismo, la Discriminazione Razziale, la Xenofobia, l’Intolleranza ha riconosciuto il commercio degli Schiavi come un crimine contro l’umanità. Da allora non bisogna dimenticare, nè cancellare dalla memoria collettiva il passato. Bisogna restare vigili affinchè ciò non accada più, commenta Yao Ydo, rappresentante dell’Unesco di Breda a questa cerimonia.
Massek Birame Seck, consigliere tecnico numero uno del Ministro dell’Istruzione Nazionale, ha accolto la creazione di progetti educativi sul Trattato della schiavitù transatlantica che,”cerca di dare, a questo capitolo della storia, il vero posto che gli spetta nei programmi scolastici, attraverso la rete del sistema di scuole associate all’Unesco, che costituisce un imput per nuovi sviluppi pedagogici, facendo acquisire alle nuove generazioni competenze e buone pratiche che permettono di diffondere il messaggio dell’Unesco: “le guerre nascono nello spirito degli uomini,  e nello spirito degli uomini che devono essere alimentate le difese della pace”. Quest’anno, al di là della volontà di perpetuare il dovere della memoria, l’accento è stato posto sulle nuove forme insidiose di schiavitù che hanno come tema: “schiavitù moderna e educazione civica”, sviluppati da Ibrahima Seck del dipartimento di Storia.
Schiavitù Moderna :
Davanti a un centinaio di alunni provenienti dalle scuole membro della rete di scuole associate all’Unesco del Senegal, M.Seck ha spiegato la scelta del tema, con lo scrupolo di un miglior ancoraggio della schiavitù nelle menti e dimostrare come diceva Voltaire: che questo fenomeno “è più vecchio dell’Umanità”.  “E’ un fenomeno ricorrente e non è una solo questione di studiarlo sotto il profilo storico.
L’interesse sotto il profilo storico serve a regolare i problemi contemporanei. Se è vero che la schiavitù classica (caccia all’uomo, cattura, deportazione e lavoro nelle piantagioni) non esiste più, anche se c’è ancora qualche traccia di resistenza, nel Sudan e in Mauritania, non è meno evidente della schiavitù moderna, delle numerose forme di schiavitù che esistono attualmente ma che sono così insidiose da non riconoscerle. Volendo essere più esplicito, le vittime di questa nuova forma di schiavitù sono quelle persone con un lavoro precario, mal pagate e con 16 ore di lavoro al giorno. Il lavoro minorile con tutte le conseguenze sullo sviluppo fisico e intellettuale, bambini soldato, schiavitù sessuale, in breve tutte le forme di repertorio riconosciute tali dall’Unesco. Sembra strano ma secondo M.Seck, per sdradicare questi fenomeni, non bisogna andare lontano, c’è bisogno di una volontà politica. Secondo M.Seck, Fatou Dramà Niang, capo della divisione al Commissariato Nazionale dell’Unesco e coordinatrice della rete di scuole associate all’Unesco, questa rete che raggruppa più di 150 edifici pubblici e privati che vanno dall’età prescolare all’età secondaria, ha per obiettivo di inculcare ai giovani, i valori umani di equità, i diritti dell’uomo, la giustizia e la pace.

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Sabrina Carbone: Tambacounda

La coordinatrice della Sanità di Riproduzione di Tambacounda, Kadidiatou Ba Sow, ha indicato lo stato di sanità di quei sotto territori della Regione Orientale, dove il tasso di mortalità delle gestanti è superiore alla media nazionale, ed è tra i più elevati di tutto il Paese. 785 decessi su 100.000 nascite contro 401 decessi su 100.000 nascite a livello nazionale. Tambacounda è una delle regioni che ha un tasso di mortalità  materna tra i più elevati, afferma la coordinatrice Sow, e cita uno studio fatto negli anni 2005/2006, dalla cooperativa giapponese, JICA. Le statistiche non attuali, rendono l’idea della situazione di Tambacounda in questo ambito. “Sforzi importanti sono stati fatti negli ultimi anni per ridurre questo tasso di mortalità materna e infantile a livello regionale”. A tal proposito, ha dichiarato ai giornalisti locali e ad altri venuti da Dakar,  nel quadro di una campagna di sensibilizzazione sicura sulla sanità riproduttiva organizzata dalla Associazione per il benessere famigliare, ASBEF, questi sforzi riguardano la formazione di medici competenti in campo ostetrico urgente, SOU, infermieri capo del posto, ICP, e campi ostetrici del campo di base, SOUB. Tra le altre opere realizzate, c’è anche la costruzione di una equipe di campi di blocco, di una equipe  da campo per l’ecografia, anestesiste, aiuto chirurgo, allo scopo di rendere funzionante i blocchi e prendere a carico la gestante. Per la consulenza pre-nascita o CPN è stato stabilito l’obiettivo di tre visite durante il  2002, quando c’era un tasso del parto del 39% contro il 40,3% del 2003 e il 41,3% del 2004, parliamo di parti cesareo. La coordinatrice della Sanità di riproduzione della regione, deplora che quei cesarei non sono stati fatti in maniera continua nei campi di blocco, costruiti. “Ciò è dovuto ai problemi di assunzione del personale” ha spiegato Sow che ha qualificato “molto affidabile” il tasso dell’1,9% dei parti cesareo registrati in questi blocchi nel 2009, aggiungendo che il tasso minimo deve essere del 5%. In questi casi, molte donne rischiano di morire, ma anche i loro bambini. A tal proposito se devono subire un cesareo  e non è possibile effettuarlo subito, alcune donne soffrono e hanno ulteriori complicazioni. Nella peggiore delle ipotesi muoiono in seguito al parto. Riguardo alla pianificazione famigliare, bisogna fare ulteriori sforzi, affinchè il tasso resti affidabile, senza dimenticare la necessità di educare e informare le popolazioni per far loro capire la serietà della loro salute e quella dei loro bambini. Il parto assistito, aveva un tasso del 28,3% nel 2002, contro il 55,5% del 2009 “una buona evoluzione”, afferma la coordinatrice Sow sebbene l’obiettivo da raggiungere è l’80%. La Sow ha menzionato i problemi maggiori a riguardo, che sono riassunti in: insufficienza di personale qualificato, insufficienza di equipes mediche, di materiale e di strutture adeguate, e l’insufficienza di mezzi logistici, lo scarso utilizzo di servizi sanitari per la riproduzione e lo scarso impiego di quei servizi del sistema referenziale e non referenziale. Le difficoltà inglobano la poca collaborazione delle comunità e dei leader nella elaborazione, nell’impiego di programmi sanitari di riproduzione, la mancanza di accesso ad alcuni servizi del SR. In vista di rimediare a questa situazione, Sow, ha fatto una panoplia di raccomandazioni, dovute al rinforzo delle coperture sanitarie delle popolazioni, all’incremento del personale e al miglioramento dei multi settori, attraverso consolidate capacità tecniche, per una continua informazione, la supervisione degli ICP e delle donne inserite come personale addetto. Inoltre, bisogna a tal proposito, rendere più disponibile la logistica, rafforzare l’offerta dei servizi SR mediante le strategie avanzate e migliorare i campi materni e infantili.

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Sabrina Carbone: Youssou N’Dour

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Libreville:

Il cantante Senegalese Youssou N’dour, è stato nominato Ministro della Cultura e del Turismo nel nuovo Governo Senegalese formato, il 4 aprile, dal Primo Ministro, Abdoul Mbaye. E’ la prima volta, che appare nel primo Governo dopo l’era Wade. Il cantante, la cui candidatura alle presidenziali, era stata rifiutata dal Consiglio Costituzionale, è stata ardentemente sostenuta da  Macky Sall mentre visitava i Paesi convincendo gli elettori a votarlo nel secondo turno del 25 marzo del 2012. Ambasciatore di buona volontà per l’Organizzazione delle Nazioni Unite, (ONU), per l’alimentazione e l’agricoltura, (FAO), e per l’UNICEF, è stato allo stesso tempo scelto come ambasciatore presso l’Uffico Internazionale del Lavoro. La Fondazione Youssou N’dour3, è nata nel 2000 con l’obiettivo di operare a favore dello sviluppo costante e del diritto infantile e a favore della lotta contro la malaria. Youssou N’dour, è nato a Dakar, il 1 ottobre del 1959, autore e compositore, interprete e musicista senegalese, è stato nominato Ministro della Cultura e del Turismo Senegalese sotto la Presidenza di Macky Sall ad aprile del 2012. Primogenito della sua famiglia, Youssou N’dour è cresciuto nel quartiere di Medina a Dakar. Suo padre, Elimane N’dour, era originario di Sérére, sua madre, Ndeye Sokhna Mboup, era  una marasca originaria di  Toucouleur lingua Wolof. Di religione musulmana, membro della confraternita, Mourida del Senegal, Youssou N’dour e sua moglie, Mami Camara, hanno divorziato ufficialmente dopo 17 anni di matrimonio. Dalla loro unione sono nati 4 bambini: Ndèye, Sokhna,Ségui, Saint-.Louis e Vénus. In gioventù e prima del suo matrimonio con, Mami Camara, Youssou N’dour ha avuto un figlio, Birane e una figlia Thioro, avuti da due precedenti compagne. Attualmente è sposato con, Aida Coulibaly, mulatta di origine senagalo-francese, con la quale ha avuto 2 figli e la Primogenita è stata chiama Marie. Aida Coulibaly è attualmente Presidente della Fondazione Youssou N’dour

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Sabrina Carbone: Il potere del Denaro

Il potere del Denaro

Leggete e non vi fermate:

Mi dispiace ma dovevo tentare la sorte.

Sono Avvocatessa e conosco bene la legge. Ciò che scrivo è realmente successo. Non molto tempo fa, la compagnia Pepsico aveva fatto un esposto alla General Elettrica per paura di affrontare una causa di diversi milioni di dollari, Aol e Intel avevano garantito di rispettare i patti. Non pensate che quanto scrivo sia uno Spam di Bill Gates, state condividendo la sua Fortuna e se la ignorate potrete pentirvi. Microsoft e Aol sono attualmente le Compagnie più forti di Internet e per mantenere la supremazia dell’utilizzo di Internet,impiegano diversi stratagemmi. Se inviate questo messaggio ai vostri amici, Microsoft Windows vi tallonerà per un periodo di 2 settimane nel caso utilizziate Microsoft Windows e questa email è la sua scommessa.Infatti per ogni persona alla quale invierete questo messaggio la Microsoft pagherà 245$, e se la persona vi rinvierà il messaggio vi pagheranno 243$ e per le terze persone a catena vi pagheranno 241$. Nell’arco di 2 settimane la Microsoft stabilirà un contatto chiedendovi il vostro recapito postale e invierà un assegno. Credevo ad una Bufala. Due settimane dopo che avevo ricevuto questo messaggio,lo avevo rinviato e diffuso, Microsoft mi aveva contattata chiedendomi il mio indirizzo postale e pochi giorni dopo mi inviava un assegno di 24,800.00$. Chi può finanziare tutto questo è senza dubbio Bill Gates, per lui sono solo spese di Mercato. Potete facilmente vincere 10.000$. Vi chiedo di inviare questo messaggio al maggior numero dei vostri contatti possibili, aiuteremo questa scommessa senza aver perso nulla nemmeno il tempo che gli avremo dedicato. La fidanzata di mio fratello ha fatto questo per alcuni mesi. Quando sono  andata a fargli visita, mia sorella mi ha mostrato  l’assegno che le avevano inviato: 324.44$. Tutto questo porta con sè una storia “COMPLETAMENTE SODDISFATTO”. Come dicevo prima, conosco la legge e garantisco che tutto questo è realmente successo. NOTA CONFIDENZIALE:questo messaggio (incluso gli allegati) contiene informazioni confidenziali ed è protetto dalla legge.Può essere utilizzato dalla persona o Compagnia a cui è diretto.Se non autorizzate questo messaggio nella sua divulgazione cancellatelo immediatamente.Qualsiasi illegalità di diffusione,distribuzione,copia o qualsiasi azione sono altamente proibiti.Questo messaggio è stato analizzato del sistema Antivirus e Antispam del Fisco Generale Nazionale

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Sabrina Carbone: “Wure, Were, Werle”- W3- I giochi salva vita

Senegal: Il gioco salva la vita!
I giochi di società come il Monopoli,lo Scarabeo o il Ludo servono a divertirsi e a rilassarsi.
In un piccolo villaggio senegalese, un nuovo gioco di società aiuta a salvare le vite delle donne in stato di gravidanza. “Wure,Were,Werle” o W3, è un gioco che istruisce sulla gravidanza e sulla maternità senza rischi, ed è stato introdotto nel villaggio di Khombole, sito a più di 65 km a est di Dakar. Un Piano Internazionale, che insieme ad altre organizzazioni e agenzie, ha lo scopo di attirare l’attenzione delle donne sui rischi legati alla sanità materna e infantile. In Senegal la mortalità legata alla gravidanza e alla maternità è di circa 1.200 su 100.000 nascite. Questo forte tasso è dovuto, in parte, all’analfabetismo e alla mancanza di informazioni utili soprattutto nelle regioni rurali.
Vincere con la caccia alla cassa di legno:
Nel Centro di Sanità di Khombole, un gruppo di donne, circonda Coura come anche altre giovani madri che fanno parte del programma W3. Ogni carta rappresenta immagini illustrate di carattere culturale, che contengono nozioni culturali e proverbi locali. Facendo sfilare il suo dito lungo la parete tricolore della cassa di legno, Coura spiega: ”Il rosso rappresenta i metodi rivelatori, il verde la soluzione”. Dopo qualche astuzia, Coura riprende la partita e riceve un insieme di biglie verdi che conserva nella cassa di legno. Presentando una carta, la cui figura, rappresenta una pastorella, dice: ”questa figura rappresenta un rischio legato alla taglia della donna. Per esempio, la maternità di una donna di una taglia di 1.5 m è una gravidanza a rischio.
Concepire:
A Khombole per gli abitanti del villaggio è difficile trovare opportunità di lavoro o attività a carattere sociale per l’occupazione. In altri termini l’attività corrente delle donne è ridotta a fare figli. La maggior parte delle donne sono analfabete e completamente a digiuno sulle precauzioni che riguardano la gravidanza e la maternità. Grazie al W3, al Piano Internazionale e a altri organi e enti, queste donne per mezzo dei colori a loro famigliari, come anche i simboli e le immagini trovano l’aiuto per la loro salvezza.
Esercizio per un cambio di vita:
Secondo Coura, non è solo un gioco rilassante, ma un esercizio che cambierà la vita di molte donne. Numerosi sono gli aspetti che riguardano la maternità e la gravidanza, che davo per scontati ma che sono nocivi alla mia salute. Grazie a questo gioco, sono venuta a conoscenza di tutte le nozioni. Sono in grado di portare avanti una gravidanza e di viverla. Il W3, mira a educare le donne di campagna come Coura soggetta ai 24 rischi legati alla maternità e alla gravidanza e riconosciuti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.
Una Società conservatrice.
Il Senegal è definito come una società conservatrice in seno alla quale le donne, nei numerosi villaggi, non possono parlare apertamente della maternità. Il ruolo del W3 consiste nel fornire alle donne una piattaforma di discussioni e un apprendistato sulla loro maternità e gravidanza per mezzo della simbologia e delle figure al posto delle parole. Secondo i responsabili della sanità di Khombole grazie al W3, numerose donne affrontano la maternità senza rischi. Le madri, diventano sempre più numerose nel centro sanitario per assistere ai servizi di sanità riproduttiva, contrariamente a quanto accadeva nel periodo antecedente al W3. Il desiderio di Coura? vedere espandere questo gioco in tutti i villaggi del Senegal: ”E’un piacere fare questo gioco, salva la nostra vita”. Anche le donne degli altri villaggi devono avere questa formidabile opportunità, afferma Coura raggiante di gioia. Seconda parte di un dittico sopra una campagna di informazione e sensibilizzazione per le donne in stato di gravidanza in Senegal. Prima parte 01 giugno 2011

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