ENI …Ente nazionale idrocarburi o incompetenza di mestiere?

Cari lettori vi racconto la mia storia con la ENI e spero che non siate anche voi caduti in questo labirinto di false promesse e menzogne. Se siete anche voi vittime di questo raggiro oppure non lo siete fate circolare perchè di cose assurde in Italia se ne vedono abbastanza e a scapito degli utenti che lavorano sodo per superare la crisi e che arrivano a stento a fine mese. I  numeri a volte delle statistiche non mi sembrano reali quando vedo che numerosi negozi chiudono per l’aumento delle tasse. Nel 2012 sono passata dal fornitore di energia elettrica ENEL alla ENI. La ragazza del call center mi aveva detto che avevo tariffe vantaggiose e quindi ho fatto il passo e sono passata con loro sia per la fornitura della luce che del gas. Avevo una tariffa e pagavo intorno alle 40 euro a bimestre. All’inizio tutto bene ed ero anche contenta. Per circa 6 mesi le fatture dell’energia elettrica non mi sono arrivate. Ho chiamato il call center e mi hanno detto che avevo pagato di più rispetto al consumo effettuato. Ancora più contenta avevo fatto i miei elogi e stavo quasi per convincere anche la mia famiglia a passare con ENI…Per fortuna loro, non l’ho fatto. Dopo questi circa 6 mesi di digiuno di bollette, mi arriva una fattura con l’importo di 40 euro più o meno. Dopo questa fattura mi arriva una fattura di conguaglio che va dal 2012 al 2015…preparatevi perchè il fulmine a ciel sereno mi è piombato addosso facendomi tentennare. La fattura della ENI che mi arriva con il conguaglio è di 1200 euro. Mando subito un fax chiedendo chiarimenti o comunque una rateizzazione. La ENI non mi fa questa rateizzazione. Dopo poco mi arriva una seconda fattura di 400 euro sempre un conguaglio. In totale sono 1700 euro che la ENI mi chiede. Chiamo la ENI e la ragazza che mi risponde mi dice: ”vada subito a fare il fax perchè rientra nei tempi”. Vado di nuovo a fare il fax e la ENI risponde che non ammette rateizzazioni. Premetto che io avevo le bollette online quindi il giorno che la bolletta è arrivata e ho visto l’importo ho subito chiamato e sono andata subito a fare il  fax. La risposta come ho già detto sopra è stata negativa. Dopo un certo periodo chiama da Roma il servizio recupero crediti e spiego che al momento mi trovo in difficoltà per aver perso il lavoro. Mi chiedono cifre che meglio non descrivo. Aggiungo tra l’altro che mi hanno mortificata come per dire se non hai quei soldi…..ma io mi domando è dico: Scusate ma a casa vostra va tutto regolare? Beati voi! Che cosa dovevo fare? Comunque mando due pagamenti seppur minimi tuttavia li ho mandati ma non posso rimanere senza cibo per pagare la ENI che in 3 anni non mi ha mai fatto una lettura reale del contatore. Richiamo la ENI e chiedo spiegazioni per sapere perchè si sono accorti dopo 3 anni che io consumavo di più. La ENI o chi per loro mi risponde che la ENI rivende l’energia e chi si occupa della lettura è il gestore di zona. D’accordo anche su questo. Ho chiesto chi era il gestore di zona ma alla fine del gestore di zona mi importa poco perchè io pagavo le bollette alla ENI. Forse è la ENI che deve chiedere: ”come mai non sono state fatte le letture?” Non basta, io chiedo anche di vedere le letture. Mi rispondono che le posso fare dal mio contatore. I contatori elettronici a noi utenti non ci forniscono i dati perchè sono i fornitori che hanno giornalmente l’indice del consumo. Vado avanti e spero in una rateizzazione ma il call center dopo avermi trattata a pesci in faccia non si fa più sentire. Dopo un anno mi chiama un avvocato della ENI che mi da un lasso di tempo per pagare. Io ho ricevuto il pagamento da un’azienda per la quale lavoro dopo 2 giorni dalla data termine. Ho mandato un messaggio prima della data termine all’avvocato e non ho avuto risposta. Morale della favola. Raggirata sulle tariffe. Attualmente ho un altro gestore con la tariffa più alta di quella della ENI che mi fa il conguaglio ogni sei mesi e pago la stessa cifra che pagavo all’inizio con ENI. La ENI non sa gestire la fornitura dell’energia perchè comunque le letture reali vanno fatte e non che vi ricordate dell’utente dopo 3 anni. Non so a chi rivolgermi per sapere come mai è successo tutto questo e quando la ENI chiama vuole i soldi. Non sono io il gestore siete voi che gestite un’azienda e non sapete tenervi nemmeno i clienti. Infine la ciliegina sulla torta la ENI ha commesso l’errore io ne pago le conseguenze e sembra anche che io abbia torto perchè lo STATO italiano fa le leggi che vanno a vantaggio di queste aziende che di nazionale non ha nemmeno il senso. Sono stufa di vivere in una Italia che butta menzogne da ogni parte. Sono stufa di vedere altri utenti che come me non vengono tutelati in niente e sono stufa di vedere che la ENI è grande ed è tutto a suo vantaggio mentre noi cittadini siamo piccoli e non ci tutela nessuno. VERGOGNA. Siete davvero una vergogna. Sono voluti entrare per forza nella zona euro e ci hanno rovinato, vogliono essere al passo dell’Europa per i loro comodi e il cittadino non è tutelato in niente. Se appartieni a qualche sindacato può darsi anche che te la cavi ma se vuoi essere neutrale e non appartenere a niente sei fuori dal rango. Tutto questo è un vero schifo. Leggo spesso giornali stranieri e ultimamente hanno scritto che è una Vergogna l’assenteismo dei politici. Beh! Gli do ragione solo in Italia si raccontano le bugie alla pulcinella. L’Italia con il suo malessere fa ridere anche i polli dei quattro angoli del mondo. In Italia si mandano avanti queste aziende che non sanno nemmeno cosa significa avere un cliente. Benedetto il Trentino che si autogestisce e non ha a che fare con questa FOGNA! Caro giudice chi ha torto e chi ha ragione ancora lo devo capire ma la tutela del consumatore dov’è?

Chers lecteurs je vous raconte mon histoire avec l’ENI et j’espère qu’il ne soit pas même vous tombés dans ce labyrinthe de fausses promesses et des mensonges. S’il est même vous victimes de cette manigance ou bien vous n’êtes pas faites le passer parce que de choses absurdes en Italie ils s’en voient assez et à détriment des usagers qui travaillent ferme pour dépasser la crise et que arrivent avec peine à la fin du mois. Les nombres parfois des statistiques ne me semblent pas réels lorsque je vois que des nombreux magasins ferment pour l’augmentation des taxes. Dans l’anné 2012 je suis passée du fournisseur d’énergie électrique ENEL à l’ENI. La fille du centre d’appel m’avait dit que j’avais des tarifs avantageux et donc j’ai fait le pas et je suis passée avec ENI soit pour la fourniture de la lumière que du gaz. J’avais un tarif et je payais plus au moin 40 euro à bimestre. Au début tout bien et j’étais même content. Pour environ 6 mois les factures de l’énergie électrique ne me sont pas arrivées. J’ai appelé le centre d’appel et ils m’ont dit que j’avais payé davantage par rapport à la consommation effectuée. Encore plus contente j’avais fait mes éloges et j’étais presque pour convaincre même ma famille de les passer avec ENI… Heureusement, ne je l’ai pas fait. Après ceux-ci environ 6 mois sans recevoir les factures, il m’arrive une facture avec importe de 40 euro plus ou moins. Après cette facture elle m’arrive une facture de soulte qui va du 2012 au 2015… préparez vous parce que la foudre ciel à serein m’est plombée adosse en me faisant hésiter. La facture de l’ENI qui m’arrive avec la soulte est de 1200 euro. J’envoie vite à un fax en demandant des éclaircissements ou de toute façon un paiement échelonné. L’ENI ne me fait pas ce paiemant échelonné. Après peu il m’arrive une seconde facture de 400 euro toujours une soulte. Dans total ils sont 1700 euro que l’ENI me demande. J’appelle l’ENI et la fille qui me répond me dit: ”allez vite faire le fax parce qu’il rentre dans les temps”. Je vais nouveau de faire du fax et l’ENI répond qu’il n’admet pas des paiements échelonné. Je précise que j’avais les quittances en ligne donc le jour qui la quittance est arrivé et j’ai vu l’importe j’ai tout de suite j’ai appelé et je suis allé vite à faire le fax. La réponse comme j’ai vous déjà dit a été négative. Après une certaine période on appelle de Rome le service récupère des crédits et explique qu’à l’instant je me trouve en difficulté pour avoir perdu le travail. Ils me demandent des chiffres que je ne décris mieux pas. J’ajoute entre autre qu’ils m’ont mortifié comme pour dire si tu n’as pas cet argent ….. mais je me demande suis dis: Excusées moi, mais chez vous va tout bien? Charmés vous! Que devais-je faire ? De toute façon j’envoie deux paiements si toutefois minimums. Toutefois j’ai l’envoyés mais je ne peux pas rester sans nourriture pour payer l’ENI qu’en 3 ans il ne m’a jamais fait une lecture réelle du compteur. Je rappelle l’ENI et je demande des explications pour savoir parce qu’on est avisé après 3 ans que j’avait consommais de plus. L’ENI ou qui pour eux me répond que l’ENI revend l’énergie et qui s’occupe de la lecture est le gérant de zone. D’accord même sur ceci. J’ai demandé qui était le gérant de zone mais à la fin du gérant de zone m’importe peu parce que je payais les quittances à l’ENI. Peut-être il est l’ENI qui doit demander: ”Pourquoi n’ont été faites les lectures reelles?”. Il ne suffit pas, je demande même de voir les lectures. Ils me répondent que je les peux faire de mon compteur. Les compteurs électroniques à nous usagers ne nous fournissent pas les données parce qu’ils sont les fournisseurs qui ont quotidiennement l’index de la consommation. Passe le temp et j’espère dans un paiement échelonné, mais le centre d’appel après m’avoir traité mal ne se fait plus sentir. Après un an m’appelle un avocat de l’ENI que donne moi un laps de temps pour payer. J’ai reçu le paiement d’une entreprise pour lequel je travail après 2 jours de le terme. J’ai envoyé un message avant de le terme à l’avocat et je n’ai pas eu répondue. Morale de la fable. Embobinée sur les tarifs. Actuellement j’ai un autre gérant avec des tarifs plus hautex que celles de l’ENI et qui me fait à la soulte chaque six mois et je paye la même chiffre que j’avait payé au début avec ENI. L’ENI ne sait pas gérer la fourniture de l’énergie parce que de toute façon les lectures réelles doivent être faites et pas que vous vous rappellez de l’usager après 3 ans. Je ne sais pas à quel personne me tourner pour savoir comme jamais il s’est passé tout ceci et lorsque l’ENI appelle veut l’argent. Je ne suis le gérant et vous qui gérées une entreprise ne savez pas que signifique avoir les clients. Enfin la cerise sur la tarte l’ENI a commis l’erreur j’en paye les conséquences et semble même que j’aie tordu pour que l’ÉTAT italien fait des lois qui vont à l’avantage de ces entreprises qui de national n’ont même pas le sens. Je suis fatiguée de vivre dans une Italie qui jette des mensonges de chaque partie. Je suis fatiguée de voir autres usagers que comme moi ne viennent pas protégés dans rien et je suis fatiguée de voir que l’ENI est grand et est tout à son avantage pendant que nous citadins sommes petits et n’on défend en rien. HONTE. Vous êtes vraiment une honte. Ils sont voulus entrer de force dans la zone euro et ils nous ont ruinés, ils veulent être au pas de l’Europe pour leurs confortables et le citadin n’est pas protégé en rien. Si tu appartiens à quelque syndicat il peut-etre qu’elle te l’arrache mais si tu veux être neutre et pas appartenir à rien tu es hors du rang. Tout celui-ci est un vrai dégoût. Je lis souvent des journaux étrangers et dernièrement ils ont écrit qu’est une honte l’absentéisme des politiciens. Eh bien! Je lui donne raison seul en Italie on raconte les mensonges à la pulcinella. L’Italie avec son malaise il y à rire même les poulets des quatre angles du monde. En Italie on avantage ces entreprises qu’elles ne savent même pas qu’est-ce que signifie avoir un client. Bénit le Trentin que s’autogère et n’a pas à faire avec cet ÉGOUT! Cher juge qui a tordu et qui a raison je le dois comprendre encore mais la tutelle du consommateur où est?

Dear readers tell my history with ENI and I hope that you fallen in this maze of false promises and lies are not also. If you are also victims of this scam or it you are not fairies circular because of absurd things in Italy they are seen some enough and to the detriment of the customers who work hard in order to exceed the crisis and that they arrive with difficulty at the end of the month. The numbers sometimes of statistics do not seem me real when I see that numerous stores close for the increase of the taxes. In the 2012 i passed from the supplier of ENEL electric power to ENI. The girl of the call center had said me that I had favorable rates and therefore I have made the step and are passed with it is for the supply of the light that of the gas. I had a rate and I paid around the 40 euros to period of two months. At the beginning all good and I was also content. For approximately 6 months the invoices of the electric power they have not arrived me. I have called the call center and they have said me that I had paid more regarding the carried out consumption. Still more content I had made my praises and I was almost in order to convince also my family to pass with ENI… they Fortunately, I have not made it. After these approximately 6 months of fast of bills, an invoice with the amount of 40 euros arrives me more or less. After this invoice a balancing invoice arrives me that goes from 2012 to 2015… is prepared because the out-of-the-blue novelty is led me leans making me to hesitate. The invoice of the ENI that arrives to me with the balancing is of 1200 euros. I send a fax quickly asking clarifications or however a
payment in installments. ENI does not make me this
payment in installments. After little arrives me a second invoice of 400 euros always. In total they are 1700 euros that ENI asks me. I call ENI and the girl who answers me says me: ”she quickly goes to make the fax because she re-enters in the times”. I go of new making the fax and ENI answers that it does not admit payment in installments. I premise that I had the bills online therefore the day that the bill has arrived and have seen the amount have quickly called and gone quickly to make the fax. The answer as I have already said over has been negative. After a sure period it calls from Rome the service recovery credits and I explain that at the moment I find myself in difficulty in order to have lost the job. Figures ask me that better I do not describe. I add among other things that they have mortified me like in order saying if you do not have those money ….. but I wonder and say: Excused but into your house goes all to regulate? Lucky you! What I had to do? However I send two payments even though minimums however I have sent them but I cannot remain without food in order to pay the ENI that in 3 years has not never made me a real reading of the counter. Callback ENI and I ask explanations for knowing because they are shrewed after 3 years that I consumed more. ENI or who for answers me to they that ENI resells the energy and who takes care of the reading is the zone manager. In agreement also on this. I have asked who was the zone manager but at the end of the zone manager but really no imports me because I paid the bills to ENI. Perhaps it is the ENI that must ask: ”as the readings are not never made”. Not enough, I ask also to see the readings. They answer me that I can make them from my counter. The electronic counters to we customers do not supply us the data because they are the suppliers who daily have the index of the consumption. I go ahead and I hope in
payment in installments but the call center after to have dealt me to fish in face more is not made to feel. After a year a lawyer of the ENI calls me that gives an amount of time to me in order to pay. I have received the payment from a company for which job after 2 days from the date term. I have sent a message before the date term to the lawyer and I have not had answer. Moral of the story. Fooled on the rates. Currently I have another manager with the rate higher than that of the ENI that makes me the balancing every six months and satisfied the same figure that I paid at the beginning with ENI. ENI does not know to manage the supply of the energy because however the real readings go made and that not remembered of the customer after 3 years. I do not know to who to address for knowing as never this has happened all and when ENI calls wants the money. I am not the manager I am you that managed a company and you do not know to hold not even the customers. At last the cherise on the cake ENI has store clerk the error I of it pays the consequences and seems also that I am wrong because the Italian STATE makes the laws that they go to advantage of these companies that of national does not have not even the sense. I’m tired to live in a Italy that throws lies from every part. I’m tired to see other customers that like me they do not come protected in nothing and i’m tired to see that ENI is large and is all to its advantage while city we are little ones and not us protection nobody. SHAME. You are indeed a shame. They are intentional to by force enter in the zone euro and they have ruined to us, they want to be to the step of Europe for their comfortable ones and the citizen is not protected in nothing. If you belong to some union can give also that the cables to you but if you want to be neutral and not to belong to nothing six outside from the rank. All this is a true SHAME.
I often read foreign newspapers and lately they have written that the absenteeism of the politicians is A SHAME. Well! I give single reason in Italy tell the lies to the pulcinella. Italy with its malaise makes to laugh also the chickens of the four angles of the world. In Italy these companies are sent ahead that they do not know not even what means to have a customer. Blessed the Trentino that is self-managed and it does not have something to do with this DRAIN! Dear judge who is wrong and who still is right I have to understand but the protection of the consumer where is?

AUGURI

I miei Auguri sono dedicati a tutti coloro che al momento affrontano una situazione delicata, ai poveri, ai bambini svantaggiati, a tutti coloro che non hanno la possibilità di sentire il calore della famiglia, il calore del cuore, e il calore dell’affetto. I miei auguri sono dedicati a chi è triste affinchè possa ritrovare una speranza di gioia. Il Natale non è solo una corsa al regalo, il Natale è speranza, gioia, amore, rispetto, ed è il momento più bello per sentirsi uniti. Indipendentemente dalla religione il Natale è un messaggio di speranza e di coraggio. Sarebbe bello vedere un mondo più unito e senza discriminazioni nel rispetto del nostro prossimo. Il nostro prossimo siamo noi. Auguri SEBAL

Serenissa Repubblica di San Marino

di Sabrina Carbone SEBAL company centro traduzioni professionali

Serenissima Repubblica di San MarinoUn amore a prima vista,
un costante desiderio di guardarti.
L’opera creata da mani di fata,
mercé del monte Titano che ti ha dato la vita.

”Relinquo vos liberos ab utroque homine”
”Nemini teneri”,
è l’eco della storia.

La corona,
l’azzurro del cielo,
il bianco della libertà,
le tre Rocche,
l’alloro e la quercia,
le penne di struzzo color argento
sono l’emblema di questa meravigliosa creatura.

La Serenissima
accoglie festante i suoi visitatori,
rallegra il cuore con uno sguardo,
e nei momenti bui consola con il suo fascino.

San Marino… la ‘Libertas’
di amare la tua infinita bellezza.

Alex Pignone torna a Daytona per uscire finalmente dalla curva 4

Alex Pignone

Sabrina Carbone

Nel 2003, a Daytona, in Superbike Alex Pignone è vittima di un grave incidente dopo 12 anni ritorna in quella pista per uscire finalmente dalla curva 4. Nel 2007, 2008 e 2009 Alex Pignone ha fatto il test in Indy ed è diventato il primo nella Storia delle corse a passare direttamente dalla Sbk alla Indy. Amare uno sport significa anche sopportare situazioni poco piacevoli, morire dentro di esse per poi resuscitare a vita nuova. Alex Pignone ha risposto gentilmente alle domande della mia intervista che riporto qui di seguito. Alex questo è un percorso ex novo che stai ripercorrendo. Cosa c’è di ex e di novo in questo iter e cosa porti di ex e di novo del tuo bagaglio professionale?

”Di nuovo c’è la Nascar, una sfida che sognavo da tanto tempo. Di ex porto con me il bagaglio di esperienze accumulato dopo tanti anni di corse, ma vedo che non serve a molto, l’entusiasmo, la tensione e il desiderio di mettermi in gioco sono gli stessi ingredienti di quando da ragazzino muovevo i miei primi passi nel motocross. Si, hai ragione, tra poco a 12 anni di distanza entrerò ancora nella curva 4 di Daytona, non posso sapere cosa proverò in quel momento, sicuramente una cosa è certa tra me e quel muro ho vinto io”.

Alex il modesto ragazzo di Genova, trasferito a Maranello ha fatto tesoro delle sue esperienze di vita e del suo percorso di carriera. Ricordando ai nostri lettori che Alex Pignone ha pubblicato un libro scritto da Antonio Rollero sotto il titolo, ”Prendimi la scia”: Qual’è stata la scia che ti ha fatto prendere questa decisione, cioè che cosa ha fatto scattare in te la molla per tornare alla Nascar?

”Dopo un periodo dedicato alla mia vita privata per problemi personali è venuto il momento di rimettermi in gioco. Sono sincero, non pensavo che poteva succedere, ma nella vita mai dire mai, sono stato aiutato tantissimo da chi mi ha convinto a credere ancora in me stesso, da chi mi ha fatto rimettere in gioco, un gioco chiamato Nascar!”

I piloti affrontano in ogni momento non solo le gioie ma anche le grandi sfide. Qual’è stata la sfida che ti ha dato una grande gioia?

”Più di una sfida, il mio debutto nella Superbike Americana, l’Isola di Man, il giorno in cui in Kentucky sono passato dalla Superbike alla Formula Indy e oggi Nascar ……….. La differenza tra le sfide passate e quella che sto per affrontare è che questa volta non sono più solo!”

Infine una nota di merito bisogna rivolgerla anche all’azienda reggiana, ‘DinoPaoli avvitatori’. Un connubio importante non solo a livello di sponsor ma anche a livello di supporto morale, da entrambe le parti. Lo sponsor per un pilota è anche una responsabilità perchè significa portare il made in Italy in giro per il mondo, quindi una buona vetrina e un’occasione da sfruttare per entrambe le parti. Alex raccontaci questo sodalizio e facci da Cicerone per conoscere l’azienda ‘DinoPaoli avvitatori’.

”La Dino Paoli non ha bisogno di grandi presentazioni, è l’azienda leader nel settore degli avvitatori, fornisce tutti i team di Formula 1, Indy e tutti i campionati GT, ma la titolare, Francesca Paoli, come tutti i grandi imprenditori vuole nuove sfide e sono felice che abbia scelto me come suo pilota in U.S.A per scalare anche il campionato Nascar”.

Concludo questa generosa bella e emozionante intervista ringraziando Alex Pignone per avermi concesso questa opportunità.

What the majority of Africans and the world unaware of Colonel Muammar Gaddafi.

Sabrina Carbone bririddownload (1)

Cameroon is one of the few African countries to have fought hard the French colonists. Hundreds of thousands of Cameroon have died to defend their dignity. This story, often overlooked in history books, is still alive in the collective consciousness of most Cameroonians. For this reason they are often prone to react whenever the imperialists try to destabilize African countries. It is a people who have learned a lot. Our actions depend on the way in which we read the story. If you read the story in the direction of those who claim to be ‘ masters of the world ‘, then your opinion will be facing in the direction of what you say. That’s why, for example, some Africans, governed by CNN, France 24 and Radio-Canada, define Muammar Gaddafi today, with attributes that do not enter on list. Few Africans really know the story of this man, one of the biggest, if not the greatest political leader the world has ever known. How many Africans are aware, for example, that Gaddafi’s Libya has invested in Africa more than all Western financial institutions (IMF, World Bank and Paris Club). How many Congolese know that one of the reasons that have induced the young Gaddafi to repeat secondary school Sabha (Fezzan) for organizing a large protest against the assassination of Patrice Lumumba? How many Africans are aware, for example, that African States have stood at the entrance of AFRICOM on the continent, it is because whenever the United States offered them large sums of money to accepting Africom, Gadhafi offered twice to deter them? Why Gaddafi was much opposition to the entry of Africom on the continent? As noted with regard to the Cameroonians, this behavior of the leader of Libya, was linked to the history of his country. Under King Idriss, the puppet of the Anglo-Saxons, the Kingdom of Libya had hosted several American and British military bases, including the British base of El Adem, near Tobruk, and Wheelus Field near Tripoli, from where fifteen thousand civil engineers, and American soldiers. These basics ─ State States ─ are served to supply the Israelis with weapons, ammunition and food during the six-day war – not counting the decisive contribution of Libyan oil tanks that had enabled the tanks of Moshe Dayan to inflict an irreparable defeat of Arab States. Nasser ‘ Idol ‘ of Gaddafi, had attempted suicide. The younger Muammar keep of bad memories of this event; and it is for this reason that these bases have been closed once in power. The other big lie that is inserted into the head of Africans – and the rest of the world – to Gaddafi, is the sponsor of international terrorism. Yet it is argued that Gaddafi is the main responsible for the Lockerbie bombing. Yet the Scottish justice eventually ruled that this was not true but the fault was of some investigators engaged in some manipulation with the help of the CIA. One of the key witnesses in the Lockerbie case, the Swiss engineer Ulrich Lumpert has completely acquitted the Libya from any suspicion on this case. “I think they left intentionally change things in order to accuse Libya, and guilty for political reasons, and intentionally,” stated Edwin Bollier, head of Lumpert. And isn’t the only one to think so. In 2005, according to a former senior official of the Scottish police, who spoke in anonymity and who had participated in the investigation, the CIA had ‘ written ‘ scenario, accusing Libya. The fragment of the detonator, which at that time had made headlines, was mounted by the CIA agents who were investigating the attack. Yet for more than 20 years, the country has suffered an unprecedented embargo of the United States and its allies.

Yet it is argued that Gaddafi’s Libya is responsible for the attack on the UTA flight 772 that occurred over the Ténéré desert while it is now known that this is not true, and that the authors were Iranians and Syrians, to a lesser extent, but for geopolitical reasons time ─ the United States wanted to invade Iraq and they needed a support ─ Iranian-Syrian and had found a convenient scapegoat: Gaddafi’s Libya. The FBI and the CIA have manipulated the investigation with the help of some officials of the Congo-Brazzaville so that justice could go back to the main sponsor. The statements by the French investigative journalist Pierre Pean, who made investigations on the case for several years, they say it all: “what I found is literally unheard of. I myself sometimes I stunted to believe what I found. ” A terrible story of manipulation in American sauce, which was an advantage for the French leader mired in questionable covert operations to free French hostages held in Lebanon against the promises made to Iran and to Hezbollah. They also said that Gaddafi has beaten all records of human rights abuses during his reign, women did not have the right ─ this is what journalist Annick Cojean confirmed by Monde in a book-waste paper just published. Question: on which elements are based organizations argue that under Gadhafi, human rights violations were systematic? How do you explain that the Libyan people, presumably subject to the terror of his leadership, chose to remain in his country, rather than seek asylum, as do most Africans subjected to dictates of tyrannical regimes, customers of the West? How do you explain that when NATO terrorists bombarded the Libya, nearly 90% of Libyans have claimed their second guide a Maghreb magazine? At this point the Libyans are masochists? Or “false opinions” at the service of the dark interests, they wanted to give us this to drink? It was the second dictator Westerners and their lackeys Africans or according to the Libyan people? If it was really, it was not the task of the Westerners say but only the people of Libya. Because the Libyans have agreed to form a human shield to defend their leader, if he was the devil? Some Canadian bombers were forced to cancel a mission to Tripoli because it had been placed in front of a huge crowd that was there to defend his leadership. The facts speak for themselves. With regard to women’s rights, the facts say so? Before the arrival of Gaddafi to power, women were not really rights. Just came to power, Colonel Gaddafi had called into question the archaic interpretations of clerics on women. “Fiercely progressive was convinced that the emancipation of the society came from women,” wrote Helene Bravin, author of a book published last year on the guide of the Libyan Revolution. For him, women had to work without disowning tradition. His warhorses were polygamy, conditions of divorce, celibacy where mothers could raise their children – was to set an example of divorce with the separation from his first wife, Fatiha, the daughter of the Royal Police Chief Idris. The food had been imposed on men divorced. One of the great social achievements in the course of 2010 was the creation in October of a programme against domestic violence, under the supervision of the security service of the family and of women victims of violence within the Libyan charity Association, Waatassimou. After the death of Gaddafi, the Democrats ‘ big ‘ of the National Transitional Council (CNT), supported by their NATO friends had announced the new Libya: the law of the land will be based on Islamic law, the Sharia. End of divorce and return to polygamy. Libyan women are needed.

Other things we do not say of Libya under Gaddafi: electricity and water for domestic use were free, the cost of living in Libya was much lower than in many Western countries, if not all; Libyan banks provided interest-free loans; citizens do not have to pay taxes and VAT did not exist; the State had invested a lot of money for various uses; the GDP per capita was $ 13,300, 81 is in the world, then outside Argentina, South Africa and Brazil. The average literacy rate was 82.6%, the main source of Libyan education system was to be free and the best students to pursue graduate studies (PhD-master) abroad, enjoying a scholarship Government. Each student would receive the average salary of course chosen profession if you did not find a job. The country had established a social benefit program launched in March 2008 by Moammar Gadhafi. Social level, the year 2010 had been crowned with success according to the first report on the Millennium Development Goals (MDGs). The Libya had no debts, unlike France (233 billion dollars), of the United States (16,000 billion) of Canada and Great Britain. The price for the purchase of a machine was factory price; When couples were married, the State paid the first apartment or House (150 square metres). There were places called ‘ Jamaiya ‘ where they were sold at half price the basic necessities to families registered on the book of family. Many Africans have often argued that Gaddafi was a troublemaker involved in destabilization in many countries of the continent. This claim, however, suffers from an objective analysis expanded by Libyan foreign policy in the years 70-80. Libya’s intervention in a number of African countries had been motivated by an important factor that many observers are almost never taken into account: the struggle against Israeli influence, as from early 1970, more than twenty States of sub-Saharan Africa were linked by cooperation agreements with Tel Aviv, which also had on almost all kinds of experts 2,800, which accounted for 60% of the total number of Israeli aid workers present in developing countries. How wrote the Israeli daily Haaretz, 8 December 1972, Tripoli had managed not only to undermine Israel’s relations with black Africa, but also to demystify the Jewish State’s capacity to respond effectively to political pressure from its Arab adversaries. “The highlight of the Libyan offensive was the rupture of relations between Israel and a number of African countries in mid-1970. Chad will also be the site of a latent conflict between Libya and the Western powers led by the United States and France. The 20 October 2011, Moammar Gadhafi, the leader of the Libyan Revolution, was murdered by members of Western special forces and their allies of Al-Qaeda in the town of Sirte. But before we shoot him like a dog, without regard to international law, NATO had conducted the operation from start to finish, has killed tens of thousands of civilians in Libya; The Libya was reduced to ashes in the name of his ‘ noble ‘ democratic principles. A year after the massacre, the Libya struggling to recover; armed groups proliferate like mushrooms, the ethnic cleansing of blacks continue torrid pace, the country is on the brink of collapse … And yet, the ‘ lessons of market democracy ‘, NATO had promised heaven and Earth, and a new and thriving Libya. A year after his death, Gaddafi is still considered by some Africans as a ‘ terrorist ‘, the ‘ destabilizing ‘ master of several African countries, the ‘ crazy ‘, the great leader who carried a disproportionate hatred toward the West. These Africans are the talk of the Western media, tools of the imperialists who criticize all day that have subjected the continent during the last two centuries. Who is to blame? The Western cultural hegemony in which bathe many of us and our intellectual laziness. Often, we look to dominant discourses of Western elites and their cars full of lies (the media, experts, and others), without a minimum of critical spirit.

Ciò che la maggioranza degli africani e del mondo ignorano del colonnello Muammar Gheddafi.

Sabrina Carbonebririddownload (1)

Il Camerun è uno dei pochi paesi africani ad aver combattuto duramente i coloni francesi. Centinaia di migliaia di camerunensi sono morti per difendere la loro dignità. Questa storia, spesso trascurata nei libri di storia, è ancora viva nella coscienza collettiva della maggior parte dei camerunesi. Per questo motivo sono spesso inclini a reagire ogni volta che gli imperialisti tentano di destabilizzare i paesi africani. E’ un popolo che ha imparato molto. Le nostre azioni dipendono dal modo in cui leggiamo la storia. Se leggete la storia nella direzione di coloro che pretendono di essere ‘padroni del mondo’, allora il vostro giudizio sarà orientato nella direzione di quello che ti dicono. Ecco perché, per esempio, alcuni africani, informandosi tramite la CNN, France 24 e Radio-Canada, definiscono ancora oggi Muammar Gheddafi, con attributi che non entro in merito ad elencare. Pochi africani in realtà conoscono la storia di quest’uomo, uno dei più grandi, se non il più grande leader politico che il mondo abbia mai conosciuto. Quanti africani sanno, per esempio, che la Libia di Gheddafi ha investito in Africa più di tutte le istituzioni finanziarie occidentali (FMI, Banca Mondiale, Club di Parigi). Quanti congolesi sanno che una delle ragioni che hanno portato a far ripetere al giovane Gheddafi la Scuola Secondaria Sebha (Fezzan) per aver organizzato una grande protesta contro l’assassinio di Patrice Lumumba? Quanti africani sanno, per esempio, che se gli Stati africani hanno resistito all’ingresso di AFRICOM nel continente, è perché ogni volta che gli Stati Uniti offrivano loro ingenti somme di denaro per far accettare Africom, Gheddafi offriva il doppio per dissuaderli? Perché Gheddafi faceva tanta opposizione all’ingresso di Africom nel continente? Come hanno osservato per quanto riguarda i camerunesi, questo comportamento della Guida della Libia, era legato alla storia del suo paese. Sotto il re Idriss, il burattino degli anglo-sassoni, il regno della Libia aveva ospitato diverse basi militari americane e britanniche, compresa la base britannica di El Adem, nei pressi di Tobruk, e la base Wheelus Field nei pressi di Tripoli, dove hanno pernottato quindici mila tecnici, civili e soldati americani. Queste basi ─ degli Stati in uno Stato ─ sono servite a rifornire gli israeliani di armi, munizioni e di cibo durante la Guerra dei Sei Giorni ─ senza contare il contributo decisivo dei serbatoi del petrolio libico che avevano permesso ai tanks di Moshe Dayan di infliggere una sconfitta irreparabile degli Stati arabi. Nasser, ‘l’idolo’ di Gheddafi, aveva tentato il suicidio. Il giovane Muammar conserverà dei brutti ricordi di questo evento; ed è per questa ragione che queste basi sono state chiuse una volta al potere. L’altra grande bugia inserita nella testa degli africani – e del resto del mondo – su Gheddafi, è lo sponsor del terrorismo internazionale. Ancora si sostiene che Gheddafi sia il principale responsabile per l’attentato di Lockerbie; Eppure la giustizia scozzese alla fine ha stabilito che ciò non era vero ma la colpa era di alcuni investigatori impegnati in alcune manipolazione con l’aiuto della CIA. Uno dei testimoni chiave nel caso Lockerbie, l’ingegnere svizzero Ulrich Lumpert ha completamente prosciolto la Libia da ogni sospetto su questo caso. ”Penso che abbiano lasciato cambiare intenzionalmente le cose, allo scopo di accusare la Libia, e renderla colpevole per ragioni politiche, e intenzionalmente”, aveva dichiarato Edwin Bollier, capo della Lumpert. E non è il solo a pensarla così. Nel 2005, secondo un ex alto funzionario della polizia scozzese, che ha parlato in forma di anonimato e che aveva partecipato all’inchiesta, la CIA aveva ‘scritto lo scenario’, accusando la Libia. Il frammento del detonatore, che all’epoca aveva fatto notizia, era stato montato dagli agenti della CIA che stavano indagando sull’attentato. Eppure per oltre 20 anni, il paese ha subito un embargo degli Stati Uniti senza precedenti e dei suoi alleati.

Ancora si sostiene che la Libia di Gheddafi sia responsabile dell’attacco contro il volo UTA 772 avvenuto sopra il deserto del Ténéré mentre è oramai noto che questo non è vero, e che gli autori erano iraniani e siriani, in misura minore, ma per motivi legati alla geopolitica del tempo ─ gli Stati Uniti volevano invadere l’Iraq e avevano bisogno di un sostegno ─ iraniano-siriano e avevano trovato un capro espiatorio comodo: La Libia di Gheddafi. L’FBI e la CIA hanno manipolato l’inchiesta con l’aiuto di alcuni funzionari del Congo-Brazzaville onde evitare che la giustizia poteva risalire ai principali sponsor. Le dichiarazioni del giornalista investigativo francese Pierre Pean, che ha fatto delle indagini sul caso per diversi anni, dicono tutto: ”Quello che ho trovato è letteralmente inaudito. Io stesso a volte ho stentato a credere a ciò che ho scoperto”. Una terribile storia di manipolazione in salsa americana, che costituiva un vantaggio per i leader francesi impantanati in operazioni clandestine dubbie per liberare gli ostaggi francesi detenuti in Libano contro le promesse fatte all’Iran e a Hezbollah. Hanno anche detto che Gheddafi ha battuto tutti i record di violazioni dei diritti umani durante il suo regno, le donne non avevano il diritto ─ questo è ciò che conferma la giornalista Annick Cojean di Monde in un libro-cartaccia appena pubblicato. Domanda:  su quali elementi si basano le organizzazioni che sostengono che sotto Gheddafi, le violazioni dei diritti umani sono state sistematiche? Come spiegare che il popolo libico, presumibilmente soggetto al terrore della sua Guida, ha scelto di rimanere nel suo paese, invece di cercare asilo, come fanno la maggior parte degli africani sottoposti ai dettami dei regimi tirannici, clienti dell’Occidente? Come spiegare che nel momento in cui i terroristi della NATO hanno bombardato la Libia, quasi il 90% dei libici hanno sostenuto la loro guida secondo una rivista del Maghreb? A questo punto i Libici sono masochisti? O ”le false opinioni” a servizio degli oscuri interessi, hanno voluto darcela a bere? Era il dittatore secondo gli occidentali e i loro lacchè africani o secondo il popolo libico? Se lo era realmente, non era compito degli occidentali dirlo ma solo del popolo libico. Perché i libici hanno accettato di formare uno scudo umano per difendere il loro leader, se era il diavolo? Alcuni bombardieri canadesi sono stati costretti ad annullare una missione a Tripoli perchè erano stati messi di fronte a una folla enorme che era lì per difendere la sua guida. I fatti parlano da soli. Per quanto riguarda i diritti delle donne, i fatti dicono così? Prima dell’arrivo di Gheddafi al potere, le donne non avevano veramente dei diritti. Appena salito al potere, il colonnello Gheddafi aveva rimesso in questione le interpretazioni arcaiche dei chierici sulle donne. ”Fieramente progressista, era convinto che l’emancipazione della società arrivava dalle donne”, ha scritto Helene Bravin, autore di un libro pubblicato lo scorso anno sulla Guida della rivoluzione libica. Per lui, le donne dovevano lavorare senza rinnegare la tradizione. I suoi cavalli di battaglia sono stati la poligamia, le condizioni di divorzio, il celibato dove le mamme potevano crescere i loro figli ─ è stato lui stesso a dare un esempio di divorzio con la separazione dalla prima moglie, Fatiha, la figlia del capo della Polizia reale di Idris I. Gli alimenti erano stati imposti agli uomini divorziati. Una delle grandi conquiste sociali nel corso del 2010 era stata la realizzazione nel mese di ottobre di un programma contro la violenza domestica, sotto la supervisione del servizio di protezione della famiglia e delle donne vittime di violenze all’interno della Associazione libica caritatevole, Waatassimou. Dopo la morte di Gheddafi, i ‘grandi democrati’ del Consiglio nazionale di transizione (CNT), sostenuti dai loro amici della NATO avevano annunciato i colori della nuova Libia: la legge del paese sarà basata sulla legge islamica, la Sharia. Fine del divorzio e ritorno alla poligamia. Le donne libiche sono serve.

Altre cose che non si dicono della Libia sotto Gheddafi: l’elettricità e l’acqua per uso domestico erano gratuiti, il costo della vita in Libia era molto più basso rispetto a molti paesi occidentali, se non tutti; le Banche libiche fornivano prestiti senza interessi; i cittadini non devono pagare le tasse e l’IVA non esisteva; lo Stato aveva investito un sacco di soldi per la creazione di vari impieghi; il PIL / pro capite era di 13.300 $, 81 è nel mondo, quindi davanti all’Argentina, al Sud Africa e al Brasile. Il tasso medio di alfabetizzazione era dell’82,6%, la principale risorsa del sistema educativo libico è stato quello di essere gratuito e di permettere agli studenti migliori di proseguire gli studi universitari (dottorato-master) all’estero, godendo di una borsa di studio del Governo. Ogni studente riceveva lo stipendio medio della professione del corso scelto se non trovava un lavoro. Il paese aveva istituito un programma di beneficio sociale lanciato nel mese di marzo del 2008 da Muammar Gheddafi. A livello sociale, l’anno 2010 era stato coronato dal successo secondo il primo rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM). La Libia non aveva debiti, a differenza della Francia (233 miliardi dollari), degli Stati Uniti (16.000 miliardi dollari), del Canada e della Gran Bretagna. Il prezzo per l’acquisto di una macchina era il prezzo di fabbrica; Quando le coppie si sposavano, lo Stato pagava il primo appartamento o casa (150 metri quadrati). Esistevano dei luoghi chiamati ‘Jamaiya’ dove venivano venduti a metà prezzo i beni di prima necessità per le famiglie numerose registrate sul libro di famiglia. Molti africani hanno spesso sostenuto che Gheddafi era un piantagrane coinvolto nella destabilizzazione di molti paesi del continente. Questa affermazione, tuttavia, soffre di una analisi obiettiva ampliata dalla politica estera libica negli anni 70-80. L’intervento della Libia in diversi paesi africani era stato motivato da un fattore importante che molti osservatori non hanno quasi mai preso in considerazione: la lotta contro l’influenza israeliana, poichè a partire dai primi anni del 1970, più di venti Stati dell’Africa sub-sahariana erano legati da accordi di cooperazione con Tel Aviv, che disponeva anche sul posto di quasi 2.800 esperti di ogni genere, che rappresentava il 60% del numero totale dei cooperanti israeliani presenti nei paesi in via di sviluppo. Come ha scritto il quotidiano israeliano Haaretz, l’8 Dicembre del 1972, Tripoli era riuscita non solo a minare i rapporti di Israele con l’Africa nera, ma anche a demistificare le capacità dello Stato ebraico a rispondere efficacemente alle pressioni politiche dei suoi avversari arabi. ”Il clou dell’offensiva libica è stata la rottura delle relazioni tra Israele e un certo numero di Stati africani a metà del 1970. Il Ciad sarà anche il luogo di un conflitto latente tra la Libia e le potenze occidentali capitanate dagli Stati Uniti e dalla Francia. Il 20 ottobre del 2011, Muammar Gheddafi, il leader della rivoluzione libica, è stato assassinato dai membri delle forze speciali occidentali e dai loro alleati di Al-Qaeda nella città di Sirte. Ma prima di sparargli come un cane, senza riguardo per il diritto internazionale, la NATO che aveva condotto l’operazione dall’inizio alla fine, ha ucciso decine di migliaia di civili libici; La Libia è stata ridotta in cenere in nome dei suoi ‘principi democratici nobili’. Un anno dopo la strage, la Libia fatica a riprendersi; i gruppi armati proliferano come funghi, la pulizia etnica dei neri continua a ritmo torrido, il paese è sull’orlo del collasso … E ancora, le ‘lezioni della democrazia di mercato’, della NATO avevano promesso mari e monti, e una nuova e prospera Libia. Un anno dopo la sua morte, Gheddafi è ancora considerato da alcuni africani come un ‘terrorista’, il ‘maestro destabilizzante’ di diversi paesi africani, il ‘pazzo’, il fantastico leader che portava un odio sproporzionato verso l’Occidente. Questi africani riprendono i discorsi dei media occidentali, utensili degli stessi imperialisti che criticano tutto il giorno che hanno assoggettato il continente negli ultimi due secoli. Di chi è la colpa? Dell’egemonia culturale occidentale nella quale si bagnano molti di noi e della nostra pigrizia intellettuale. Spesso, ci rifacciamo ai discorsi dominanti dell’élite occidentali e alle loro macchine piene di menzogne (i media, gli esperti, e altri), senza un minimo di spirito critico.

Urgenza in Afghanistan, il Soccorso popolare incita a fornire assistenza

Sabrina Carbonebriridafghanistaneboulement_1_0

I sopravvissuti alle frane nel nord-est dell’Afghanistan vivono l’indigenza più totale. Il Soccorso popolare si è organizzato per fornire diretta, pronta e pratica solidarietà alle persone colpite e sfollate, in partnership con i propri corrispondenti sul terreno e nella regione. I sopravvissuti alle frane nel nord-est dell’Afghanistan sono i più indigenti. A Aab Bareek, il disastro ha lasciato migliaia di persone in condizioni di povertà, e molti di loro hanno trascorso le ultime due notti a pochi metri dalle rovine delle loro case, fragili edifici in battuto di terra che sono stati spazzati via dal diluvio. L’infausto evento è avvenuto Venerdì, 2 maggio, nel quartiere Argo della provincia di Badakhshan, regione povera e montagnosa al confine con il Tagikistan, la Cina e il Pakistan. A seguito di forti piogge, un torrente di fango e rocce è sceso lungo una valle profonda, distruggendo il villaggio di Aab Bareek. Il disastro ha provocato almeno 300 morti, secondo le autorità locali, che temono una revisione di diverse migliaia di morti. Le operazioni di ricerca per trovare i sopravvissuti sono state ufficialmente portate a termine Sabato, 3 maggio, e le autorità afghane stanno ancora cercando di fornire assistenza alle popolazioni colpite, con l’aiuto delle organizzazioni umanitarie. “Secondo le prime stime circa un migliaio di famiglie sono state colpite e 300 case sono state completamente distrutte”, cita un comunicato dell’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA).
Il supporto psicologico è stato messo in atto per i bambini che hanno perso i genitori come anche sono state distribuite 80 tonnellate di razioni alimentari e le tende, tuttavia, il numero resta insufficiente. La consegna degli aiuti è stata ostacolata anche dalla “mancanza di strade e dal terreno accidentato”, ha riferito il direttore della Mezzaluna Rossa locale, Abdullah Faiz. In omaggio alle vittime, il Presidente afgano Hamid Karzai ha dichiarato una giornata di lutto nazionale oggi Domenica, 4 aprile, e le bandiere afghane sono state messe a mezz’asta sugli edifici officiali.

Source: .humanite